08:25 29 Gennaio 2020
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Nell'ultimo periodo Tel Aviv ha ripetutamente accusato Teheran di aver dispiegato truppe e mezzi in Siria allo scopo di lanciare un attacco verso Israele.

Il ministro della Difesa israeliano Naftali Bennett ha avvertito l'Iran che la Siria potrebbe diventare per la Repubblica Islamica teatro di una guerra che quest'ultimo non potrà vincere, paragonando un eventuale conflitto in terra siriana alla guerra del Vietnam, persa dagli americani tra gli anni Cinquanta e gli anni Settanta del secolo scorso.

"Vogliamo mandare un messaggio all'Iran: la Siria diventerà il vostro Vietnam. Se non ve ne andrete, la vostra presenza sarà sradicata con la forza, e vi faremo male perché siamo intenzionati ad eliminare tutte le forze di aggressione dalla Siria", ha tuonato Bennet.

Le sue dichiarazioni arrivano poco dopo quelle di un altro membro del governo israeliano, ovvero del ministro degli Esteri Katz, che in un'intervista rilasciata al Corriere della Sera ha affermato che Tel Aviv non esclude a priori la possibilità di un attacco diretto contro Teheran, in caso quest'ultima riuscisse a dotarsi di armi nucleari.

"Sì, è un’opzione. Non permetteremo all’Iran di produrre o ottenere armi atomiche. Se fosse l’ultima cosa possibile per impedirlo, agiremo militarmente", sono state le parole del diplomatico israeliano.

Recentemente Teheran ha a sua volta minacciato di poter distruggere Israele in mezzora, qualora lo stato ebraico dovesse "commettere un errore".

Israele ha già condotto diversi raid aerei nel territorio siriano, spiegando di aver colpito convogli iraniani che puntavano a rifornire la Siria di armi con cui Damasco avrebbe intenzione di combattere Tel Aviv.

Le altre guerre preventive di Israele

Nel passato, più o meno recente, lo stato ebraico si è reso più volte protagonista di attacchi preventivi volti ad impedire ad altri paesi di dotarsi di armamento nucleare.

Nel giugno del 1981 fu lanciata l'operazione Opera che vide un bombardiere israeliano distruggere un reattore nucleare in corso di costruzione a poca distanza da Baghdad.

Da quell'attacco prese vita quella che passò alla storia come dottrina Begin, dal nome dell'allora primo ministro Menachem Begin, che suggeriva di utilizzare la pratica di attacchi preventivi nel tentativo di negare agli stati vicini di arrivare al nucleare.

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