08:12 29 Ottobre 2020
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Nella giornata di ieri i militanti del Governo di Accordo Nazionale (GNA) del premier libico Fayez al-Serraj hanno dichiarato di aver abbattuto un aereo da combattimento delle forze dell’Esercito Nazionale Libico (LNA) guidato dal maresciallo Khalifa Haftar, riporta il canale televisivo Al Jazeera.

Secondo quanto riferito dall'emittente, un caccia MiG-23 è stato abbattuto nelle vicinanze della base aerea Yarmuk, nei pressi di Ben Gascir, a 10 km da sud di Tripoli.

Non erano stati forniti ulteriori dettagli sulla sorte dell’aereo e del pilota ma oggi l’episodio ha avuto uno sviluppo.

L’esercito del maresciallo Haftar ha affermato una perdita di uno dei suoi aerei da combattimento vicino a Tripoli, dovuta però a malfunzionamenti tecnici, riporta il canale televisivo Lybia, che cita un comunicato dell’comando generale dell’LNA.

“Sabato 7 dicembre, è stata persa la comunicazione con uno degli aerei da combattimento MiG-23. Il motivo del disastro è stato un malfunzionamento tecnico, a causa del quale il pilota è stato costretto a lasciare il velivolo, dopo di che è atterrato con un paracadute nel territorio del nemico”, riferisce l’esercito di Haftar.

L’Esercito nazionale libico ha riportato che il maggior generale Amer al-Jakam, il pilota del velivolo precipitato, “è stato preso in ostaggio dai terroristi della città di Ez-Zauia (a 50 km da ovest di Tripoli) che lo trattano in modo inappropriato, il che viola le Convenzione di Ginevra relativa al trattamento dei prigionieri di guerra”.

Il comando ha sottolineato che questo incidente non avrà nessun impatto sulle attività dell'esercito, promettendo una risposta dura.

Dopo la caduta del MiG-23 sul web sono apparsi le immagini con il maggior generale al-Jakam.

La guerra in Libia

Dopo il rovesciamento e l'uccisione di Muammar Gheddafi nel 2011, in Libia ha avuto inizio un periodo di forte crisi politica. Il paese si trova ora spaccato a metà, governato da due distinte autorità. A est si trova il Parlamento eletto dal popolo, mentre a ovest, nella capitale Tripoli, ha sede un Governo di accordo nazionale, guidato da Fayez al-Serraj e sostenuto da ONU e UE. Le autorità della zona orientale agiscono indipendentemente da Tripoli e collaborano con l’Esercito Nazionale Libico, guidato da Khalifa Haftar.

La controffensiva del Generale Khalifa Haftar per prendere Tripoli è cominciata lo scorso aprile, con lo scopo di liberare la capitale "dai terroristi". Le unità armate fedeli al governo di Tripoli hanno annunciato l'inizio dell'operazione di risposta "Vulcano di rabbia".  Durante i mesi scorsi l'escalation è continuata, con intensi combattimenti fra le due forze. Secondo l'OMS, il bilancio delle vittime negli scontri ha superato le 450 persone, mentre sono più di 2100 i feriti.

Haftar e l’Esercito Nazionale Libico sono sostenuti da Egitto, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Francia mentre il Governo di Accordo Nazionale di al-Serraj è riconosciuto dalla comunità internazionale.

Tags:
Fayez al-Sarraj, Khalifa Haftar, Libia
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