08:17 24 Gennaio 2020
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Secondo un’esclusiva del giornale britannico ‘The Guardian’, la polizia corata avrebbe deportato due giocatori di tennis tavolo nigeriani in un campo profughi in Bosnia per essendo i ragazzi legalmente nel Paese per una competizione.

Gli organizzatori di una competizione sportiva studentesca internazionale hanno denunciato il fatto che due giocatori di tennis tavolo nigeriani sarebbero stati costretti a tornare nel loro Paese dopo che la polizia croata li ha erroneamente deportati in un campo profughi in Bosnia.

Abia Uchenna Alexandro ed Eboh Kenneth Chinedu, studenti dell'Università Federale della Tecnologia di Owerri in Nigeria, erano arrivati a Zagabria il 12 novembre, per partecipare ai quinti Campionati Mondiali Inter-Universitari, tenutosi quest'anno a Pola, in Croazia.

I giocatori, diciottenni, dopo il torneo avevano lasciato Pola per recarsi a Zagabria e sarebbero dovuti tornare a Lagos il 18 novembre. Tuttavia, la notte prima della loro partenza, mentre facevano una passeggiata nella capitale croata, sono stati fermati da due agenti di polizia che ha chiesto loro i documenti di identità.

"Abbiamo cercato di spiegare chi eravamo e che i nostri documenti erano nell'ostello, ma ci hanno portato in una stazione di polizia", ha detto Chinedu al sito web bosniaco Žurnal. "Non prestavano alcuna attenzione a ciò che dicevamo".

Gli ufficiali li hanno scambiati per immigrati privi di documenti, li hanno messi in un furgone e li hanno trasferiti al confine con la Bosnia Erzegovina dove, quel giorno, le autorità croate avevano radunato un gruppo di migranti intercettati mentre tentavano di attraversare il Paese. La polizia ha ordinato al gruppo di spostarsi attraverso i boschi della Bosnia-Erzegovina.

"Mi sono rifiutato di andare nel bosco", ha detto Chinedu. "L'ufficiale mi ha detto che mi avrebbe sparato se non mi fossi mosso".

Uchenna e Chinedu sono stati quindi di fatto deportati in Bosnia-Erzegovina e sono finiti nel campo di Velika Kladuša, dove migliaia di migranti, scrive il Guardian, sono bloccati in tende senza acqua e riscaldati con temperature fino a -2 °

I due studenti nigeriani, non riuscendo a farsi capire, sarebbero rimasti fino alla fine di novembre nel campo, prima che i volontari contattassero i rappresentanti della competizione di ping-pong per spiegare loro che Uchenna e Chinedu erano rimasti intrappolati.

"Mi hanno detto che due studenti nigeriani erano stati portati in Bosnia dalla polizia croata", ha detto l'organizzatore Alberto Tanghetti al Guardian. “Ho chiesto loro di inviarmi foto e nomi. Dopo un'attenta verifica, abbiamo confermato che quei ragazzi avevano partecipato al torneo e avevano regolari visti rilasciati dalle autorità croate. Non capisco davvero cosa sia successo dal momento che anche la polizia di Pola era stata informata dell’evento sportivo. "

Ha aggiunto: “È ancora più assurdo che nessuno abbia creduto ai ragazzi quando hanno cercato di spiegare agli agenti di polizia che avevano visti regolari. Sarebbe bastato accompagnarli all'ostello per verificare che fossero entrati legalmente in Croazia. "

Un portavoce del ministero degli interni croato ha affermato che la polizia sta indagato sulle affermazioni dei ragazzi nigeriani.

"Gli agenti di polizia hanno già assistito a casi di persone che tentano o addirittura abusano della loro partecipazione alle competizioni sportive in Croazia per rimanere nel Paese", ha detto il portavoce.

Il Ministero degli Interni ha confermato che i nigeriani avevano regolari visti ed erano entrati legalmente in Croazia, suggerendo però che gli studenti stavano probabilmente tentando di rimanere. La versione dei fatti della polizia non spiega però perché gli ufficiali deportarono i ragazzi in Bosnia, sapendo che gli studenti erano entrati nel Paese con un volo per Zagabria e non dalla Bosnia.

"Quelle persone sono vittime di atti illegali della parte croata", ha affermato a sua volta Dragan Mektić, ministro della sicurezza della Bosnia-Erzegovina. “Rispettando le procedure legali, ora dobbiamo riportarli in Croazia ... È ovvio che hanno un visto croato, che si trovano illegalmente in Bosnia ed Erzegovina. Dalle loro dichiarazioni si deduce anche che la polizia croata li ha condotti con la forza e devono essere riportati in Croazia".

Sempre secondo il Guardian, sono anni che gli operatori umanitari accusano le autorità croate di abusi riguardo al confine con la Bosnia Erzegovina. I migranti verrebbero sistematicamente picchiati dalla polizia croata, nonché spogliati di oggetti personali, sopratutto cellulari, di modo da evitare che vengano diffusi foto e video. Alle accuse del giornale inglese, iniziate già l’anno scorso con dei servizi sul tema dalle città bosniache di Bihać e Velika Kladuša, le autorità croate hanno sempre negato qualsiasi addebito.

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