03:38 30 Marzo 2020
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La compagnia saudita, secondo fonti Reuters, sarebbe già in trattativa con i Lloyd's di Londra e altri assicuratori. L’Aramco vorrebbe assicurare tutte le sue strutture nella parte orientale dell’Arabia Saudita.

La compagnia petrolifera saudita Saudi Aramco, dopo gli attacchi subiti dai droni alle sue strutture, intenderebbe sottoscrivere un'assicurazione in caso di operazioni militari e attacchi terroristici. È quanto riferito dalla Reuters con riferimento a due fonti, tenute però anonime.

Secondo gli interlocutori dell'agenzia, la Saudi Aramco sarebbe in trattativa con diversi assicuratori, tra cui i famosi Lloyd's di Londra. La compagnia petrolifera intenderebbe assicurare le sue infrastrutture ritenute più esposte situate nella parte orientale dell’Arabia Saudita.

Secondo l'agenzia, dovrebbero venire comprese varie opzioni assicurative con i più svariati tipi di copertura – dall’attacco terroristico, al sabotaggio ad azioni complete comprese guerre e rivoluzioni civili. La società vorrebbe la possibilità di chiedere anche risarcimenti per i costi di interruzione dell’attività di estrazione.

Durante l'IPO (dall'inglese initial public offering – offerta pubblica iniziale), la società avrebbe affermato che non ritiene che l’attacco di settembre abbia avuto un impatto significativo sulle proprie finanze e le proprie attività, rivelano sempre le fonti Reuters, secondo le quali la stima parziale delle perdite subite dall’attacco alle infrastrutture dovrebbe attestarsi intorno ai 533 milioni di dollari.

La compagnia saudita ha tuttavia rifiutato di commentare ufficialmente.

L'attacco di droni alle infrastrutture saudite avvenne il 14 settembre. Ad essere colpite furono gli impianti di Abkayk e Khurais. Dopo l'attacco, la società ha sospeso la produzione di 5,7 milioni di barili al giorno (oltre la metà della produzione totale del paese). Entro la fine di settembre, le autorità hanno annunciato che la maggior parte dei volumi di produzione di petrolio persi erano stati recuperati.

I ribelli hussiti yemeniti rivendicarono la responsabilità dell'attacco, ma gli Stati Uniti e alcuni Paesi occidentali credono che l'Iran fosse coinvolto nell'attacco. Teheran nega le accuse.

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