22:13 07 Dicembre 2019
Il crollo del ponte Morandi a Genova

Crollo ponte Morandi: società di manutenzione evitava controlli volontariamente

© AP Photo / Vigili Del Fuoco
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Spea, la società che si occupava della manutenzione e del monitoraggio delle infrastrutture per conto di Autostrade per l’Italia, avevano escluso i controlli sul ponte Morandi, secondo le motivazioni del Riesame.

I controlli del ponte Morandi vennero esclusi da Spea tramite prescrizione specifiche che impedivano l’accesso ai cassoni dell’impalcato. Questo perché Autostrade per l’Italia voleva evitare costose manutenzioni.

I giudici del Riesame di Genova scrivono: "le condotte contestate, di totale consapevole adesione agli scopi del gruppo, si inseriscono nella emersa tendenza a permeare la gestione dell'attività di sorveglianza e di manutenzione da parte di Aspi tramite la controllata Spea con condotte illecite dettate da motivi di stretta convenienza commerciale".

Secondo il riesame le condotte contestate vanno dalla “deviata qualificazione degli interventi, alla disinvolta attribuzione dei voti circa i difetti delle opere ammalorate, fino alla radicale omissioni d'ispezioni significative” al punto “di occultare situazioni potenzialmente e concretamente pericolose per la viabilità e la sicurezza pubblica”.

Secondo i giudici i reati sono “gravi e reiterati”, “commessi con ripetizione nel tempo, anche dopo il crollo del viadotto Polcevera”.

I giudici del Riesame di Genova Aspi e Spea, entrambe legate al gruppo Atlantia e quindi dipendenti dagli interessi di quest’ultima “paiono proiettati a una logica di risparmio sui costi di manutenzione per trasmettere l’immagine di efficienza della rete” al fine di evitare “impegnativi interventi di manutenzione sia drastiche decisioni dell’organo pubblico di controllo, come la chiusura di tratti autostradali”.

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