02:46 16 Dicembre 2019
Bandiere UE e Regno Unito

Brexit: chi rischia di perdere il lavoro a causa dei robot vuole lasciare l'UE

© REUTERS / Stefan Wermuth
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Secondo alcuni studi sull’impatto dei robot e dell’intelligenza artificiale sul lavoro, i maggiori sostenitori della Brexit si trovano in aree del Regno Unito più soggette all’automazione del lavoro.

Secondo l’Istituto per il futuro del lavoro (IFW) coloro che vivono in zone soggette all’automazione del lavoro sono più propensi a sostenere la Brexit. Infatti secondo recenti studi della Bank of England sono circa 15 milioni i lavoratori a rischio a causa dell’automazione e dell’introduzione di nuove tecnologie nei prossimi dieci anni.

Dati simili riportano i consulenti di Pwc che credono che 10 milioni, o il 30%, dei posti di lavoro in Regno Unito sono a rischio a causa dell’automazione e delle innovazioni dell’intelligenza artificiale

L’IFW sostiene che chi svolge lavori precari o poco pagati, non necessariamente minacciati dalla nuova “gig economy”. Insieme a questi ultimi si aggiungono gli over 65 e le donne bianchi nati in Regno Unito.

Le cittadine di Boston in Lincolnshire e Mansfield in Nottinghamshire sono ai primi posti tra le aree a maggior rischio di automazione, seguite da Harlow in Essex e Great Yarmouth a Norfolk. Queste sono le aree dove c’è stato il maggior sostegno per la Brexit

Mentre i sobborghi di Londra sono risultati le zone meno propense a votare a favore della Brexit.

Lo studio dunque sottolinea come il rischio di automazione del lavoro sul voto è una variabile di gran lunga maggiore dell'effetto di una qualsiasi delle variabili demografiche incluse nel modello.

Gli autori hanno affermato che altri fattori rilevanti come l'educazione di un elettore e la percentuale di lavoratori nel settore manifatturiero sono stati integrati nei calcoli dell'automazione dell'Ufficio nazionale di statistica.

L'istituto, presieduto congiuntamente dall'economista vincitore del premio Nobel Sir Christopher Pissarides e da Naomi Climer, ha dichiarato che la sua missione era "quella di plasmare un futuro in cui il lavoro è migliore e più giusto attraverso Quarta rivoluzione industriale”.

Il segretario generale del Trades Union Congress Frances O'Grady, ha affermato che è importante che i lavoratori siano architetti di un posto di lavoro automatizzato e non le sue vittime.

"Sappiamo che la tecnologia può eliminare la fatica dal lavoro e migliorare la produttività, ma sappiamo anche che nella maggior parte dei casi i lavoratori non vengono consultati in merito al cambiamento e non sorprende quindi che resistano a questo", ha affermato.

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Tags:
robot, Regno Unito, Brexit
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