10:56 09 Dicembre 2019

Londra, l'eroe dell'attentato sul ponte in realtà è un assassino

© REUTERS / Peter Nicholls
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Lo riconoscono dalla TV: la famiglia Champion scopre che l'eroe del London Bridge altri non è che l'assassino della giovane Amanda. James Ford, l'uomo che ha bloccato l'attentatore Khan, era stato in carcere per l'omicidio della ragazza.

"Non è un eroe, è feccia", così la famiglia di Amanda Champion definisce James Ford, l'eroe del London Bridge. L'uomo era apparso in diversi video e foto, che lo ritraevano mentre contrastava fisicamente Usman Khan, disarmandolo e permettendo alle forze di polizia di fermarlo. 

Ma Ford è un uomo che ha un passato e soprattutto una pesante condanna omicidio. Nel 2004, in circostanze che non si sono mai chiarite, l'uomo aveva assassinato Amanda Champion, una giovane che al momento della sua morte aveva 21 anni. Una ragazza con gravi problemi di apprendimento che, secondo i medici aveva un'età mentale di quindici anni. 

Per questo crimine Ford era stato condannato al carcere a vita, con una pena minima di 15 anni da scontare. Il caso ieri lo ha trasformato in eroe: il suo intervento è stato determinante per bloccare Khan, proprio mentre stava aggredendo una donna. 

​Ma la famiglia di Amanda non ci sta

Proprio da stampa e TV la famiglia di Amanda è venuta a conoscenza del rilascio di Ford. "Quell’uomo non è un eroe. È un assassino in libera uscita, circostanza di cui noi come famiglia non sapevamo nulla", ha detto Angela Cox, la zia di Amanda.

"L'ufficiale di collegamento di polizia mi ha chiamato dicendo che era in tv. Sono così arrabbiata. Lo hanno fatto uscire senza nemmeno dircelo. Non mi interessa quello che ha fatto oggi, è un assassino. È feccia. Amanda era mia nipote, lei era vulnerabile e lui le ha tolto la vita. Sapeva ciò che stava facendo. Le persone non cambiano".

L'omicidio

Il corpo di Amanda Champion era stato trovato tra un mucchio di rifiuti sparsi lungo un terreno abbandonato, vicino casa sua a Ashford, nel Kent, nel luglio 2003. Morta per strangolamento. 

Solo l'intervento di un volontario di una charity, che rivelò alla polizia le numerose telefonate di un uomo che minacciava il suicidio per via di un atroce crimine commesso, rese possibile l'individuazione e l'arresto di James Ford, operaio di fabbrica e lottatore dilettante. Ford confessò il crimine ma non ne rivelò mai le ragioni. La famiglia della giovane vittima non lo ha mai perdonato e ha sempre tentato di ostacolarne il rilascio. 

Johnson: "No ai rilasci facili per i terroristi"

Intanto il primo ministro britannico ha commentato l'attentato, soffermandosi sul fatto che Khan avesse già subito una condanna per terrorismo e che era stato rilasciato in libertà vigilata. 

"Ritengo che la pratica automatica del rilascio anticipato, con cui si dimezza una sentenza rimettendo in libertà persone violente, semplicemente non funziona. In questo caso abbiamo una chiara dimostrazione del fatto che non funziona" ha dichiarato, rimarcando il fatto che le persone incarcerate per terrorismo non devono essere rilasciate prima di aver scontato interamente la propria condanna.

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Attentato terroristico, attacco terroristico, atto terroristico, Attentato, Londra, Gran Bretagna
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