03:22 08 Dicembre 2019
Scoria radioattiva

Allarme in Germania, ci sono 28000 metri cubi di scorie radioattive da smaltire

© flickr.com / Greens MPs
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Un'indagine della CNN mette in luce uno dei maggiori problemi legati allo smaltimento dei rifiuti radioattivi che seguirà la chiusura delle centrali nucleari in Germania.

Dove si potrebbero seppellire più di 28000 metri cubi di scorie radioattive, facendo in modo che esse non causino inquinamento per un milione di anni? 

E' questa l'amletica domanda che si pone la CNN in un'indagine, nell'ambito della quale ha preso in esame la problematica dello smaltimento delle sostanze tossiche, collegata all'imminente chiusura, che avverrà nei prossimi anni, delle centrali nucleari tedesche.

Gli esperti del paese teutonico sono infatti alla strenua ricerca di un sito dove sia possibile seppellire i quasi 2000 container di rifiuti altamente radioattivi, e tale impresa viene resa ancor più ardua dalle condizioni che il luogo prescelto sarà chiamato a rispettare.

Innanzitutto, esso dovrà presentare delle caratteristiche idrogeologiche ben precise, dovendosi trovare in un sito chiuso da pareti di roccia, ben lontano dalle falde acquifere e, soprattutto, non soggetto a fenomeni sismici.

Inoltre, i tecnici tedeschi saranno chiamati a superare sfida tecnologica non da poco, ovvero quella legata al trasporto dei letali scarti e al reperimento di un materiale che sia in grado di contenerli in tutta sicurezza.

Infine, forse la il problema di più difficile risoluzione, ovvero la necessità di individuare una comunità che sia disposta ad accollarsi il fardello di ritrovarsi una delle più grandi discariche nucleari al mondo a due passi da casa.

La scelta della Germania

Ma come si è arrivati a questa situazione e, soprattutto, cosa ha spinto una potenza economica come la Germania ha privarsi dell'energia nucleare?

In seguito alla tragedia di Fukushima, nel 2011, la Germania prese la storica decisione di disfarsi di tutte le proprie centrali atomiche per motivi di sicurezza.

Stando ai piani attuali, le sette strutture ancora attive dovrebbero essere chiuse entro il 2022, con il sito di contenimento che dovrà essere individuato entro il 2031, mentre nel frattempo gli scarti tossici saranno custoditi all'interno di strutture temporanee situate nei pressi della centrale dalla quale essi sono stati prodotti.

Una 'patata bollente' che nessuno vuole

Ad oggi, però, non ci sarebbe nessun comune della Germania disposto a custodire almeno una parte dei rifiuti, perlomeno stando a quanto dichiarato dalla prof.ssa Miranda Schreurs, titolare della cattedra di politica ambientale e climatica nell'Università tecnica di Monaco e parte del comitato nazionale incaricato di individuare un sito adatto allo smaltimento.

A spaventare la popolazione sono esempi storici decisamente nefasti, come quello delle miniere di sale di Asse e Morsle, nella Germania orientale, che negli anni Sessanta e Settanta erano attivamente utilizzate come sito di contenimento per le scorie radioattive e che ora sono sottoposte a lavori da miliardi di dollari per evitare una catastrofe ambientale senza precedenti.

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