03:32 16 Dicembre 2019
A Su-34 multifunctional strike bomber of the Russian Aerospace Force takes off from the Hemeimeem Air Base in the Syrian province of Latakia.

Su-34: il caccia-“rompighiaccio” russo che ha stupito gli americani

© Sputnik . Dmitry Vinogradov
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In occasione del salone aeronautico Dubai Airshow 2019 Aleksandr Mikheev, amministratore delegato di Rosoboroneksport, ha dichiarato di aver ricevuto alcune richieste di fornitura all’estero per gli Su-34 e che i piloti di alcune nazioni intenzionate all’acquisto hanno già provato il velivolo in funzione.

Questo aereo ha stupito gli esperti della rivista statunitense The Aviationist quando fu pubblicato questo video in cui il bombardiere viene trasportato direttamente su strada. Ma il Su-43 può fare anche tante altre cose. Ad esempio, non è un caso che sia stata soprannominato il “rompighiaccio dell’Aeronautica militare russa”: infatti, in Russia viene anche impiegato per evitare la formazione dei cosiddetti ingorghi di ghiaccio nel letto dei fiumi. Ma questo velivolo può fare molto di più.

Il Su-34 in Siria

Il cacciabombardiere ipersonico multiruolo Su-34 è stato ideato dalla società Sukhoy alla fine degli anni ’80 sulla base del caccia intercettatore Su-27. Per il nuovo velivolo d’assalto è stato creato un nuovo naso dotato di cabina blindata nella quale i due piloti possono sedersi uno accanto all’altro. Infatti, tale struttura della cabina si era rivelata particolarmente appropriata tanto che era stata utilizzata anche su altri aerei d’assalto come lo statunitense F-111 e il sovietico Su-24.

Il primo volo del prototipo di Su-34 si tenne il 13 aprile 1990 presso la base aeronautica di Ramenskoe nei pressi di Mosca. Si prevedeva di far entrare in servizio il velivolo in sostituzione degli Su-24 e degli Su-24M. La produzione in serie del nuovo mezzo fu condotta presso lo Stabilimento aeronautico di Novosibirsk e sempre lì furono assemblati i velivoli del primo lotto destinati ai test. Tra il 1994 e il 2003 a Novosibirsk furono completati 4 velivoli della serie di prova. Negli anni ’90 furono avviati anche i test dell’aereo.

Gli Su-34 cominciarono ad essere impiegati dall’Aeronautica militare russa nel 2006 in qualità di bombardieri multiruolo. Nel 2008 fu stipulato il primo contratto per la fornitura di 32 bombardieri e nel 2013 si procedette all’esecuzione del secondo contratto per la fornitura di altri 92 velivoli. In tutto l’Aeronautica militare russa prevede di disporre di un numero tra 150 e 200 Su-34 in servizio.

Il nuovo bombardiere è entrato in servizio presso alcune basi dell’Aeronautica militare russa, ha preso parte ad operazioni militari nell’ambito del conflitto in Ossezia del Sud e viene anche impiegato nelle operazioni antiterroristiche in Siria.

Il velivolo si è distinto per la sua affidabilità ed efficienza. Poiché può essere equipaggiato con un’ampia gamma di armamenti è stato definito il “cavallo di razza” dell’aviazione.

Le bombe cadono proprio dove devono cadere

Il Su-34 può essere definito un bombardiere di medio raggio: il suo raggio d’azione a serbatoi di carburante sospesi è di 1.130 km, ossia il velivolo è in grado di distruggere obiettivi fino a quel raggio e oltre, qualora si aggiunga anche il raggio d’azione dei missili che può trasportare. Considerato che il velivolo è in grado di fare rifornimento di carburante in volo, la gittata dei suoi sorvoli può arrivare a 7.000 km: questo lo rende utilizzabile a livello operativo in qualsiasi teatro di guerra. Il velivolo è in grado di trasportare anche un impressionante carico utile: fino a 8.000 kg di bombe e missili. Chiaramente a peso utile massimo la gittata di volo si ridurrà significativamente, ma gli permetterà comunque di infliggere colpi a una distanza di alcune centinaia di chilometri dalla base.

Inoltre, il velivolo è dotato di un moderno sistema di strumentazione che permette di determinare precisamente le coordinate del mezzo: viene utilizzato un sistema di navigazione inerziale ad elevata precisione con correzione dei dati sulla posizione del Su-34 su base satellitare. Grazie a questo sistema il bombardiere è in grado di mandare a segno bombe aeronautiche tradizionali. A proposito, questa è una delle ragioni per cui nel XXI secolo i velivoli continuano a utilizzare bombe in caduta libera ideate alla metà del XX secolo.

Gli armamenti con cui può essere equipaggiato il Su-34 sono bombe tradizionali, munizioni di piccole dimensioni, missili non guidati di diverso calibro, bombe guidate e missili da crociera (antiradar e antinave) per la distruzione di precisi obiettivi terrestri. Il Su-34 è in grado di condurre combattimenti aerei con altri velivoli. Dunque, è equipaggiato con alcune tipologie di missili aria-aria. A bordo è installato un cannone da 30 mm che può operare sia in combattimento aereo sia per colpire obiettivi terrestri. All’interno dell’Aeronautica militare russa gli Su-34 sono equipaggiati per l’impiego di testate nucleari e missili con componenti nucleari (come il missile X-59M): questa possibilità storicamente nell’URSS e in Russia ce l’hanno sempre avuta tutti i velivoli in grado di trasportare bombe per una distanza maggiore di 300-500 km, inclusi i velivoli del tipo Su-7 e Su-24.

Necessario il supporto di un caccia

Il Su-34 è un velivolo di quarta generazione o, come si è soliti dire, di generazione 4++. Rispetto alla quinta generazione differisce per l’assenza di pod interni per gli armamenti e per l’assenza di un’elevata manovrabilità. Il velivolo, tuttavia, è già dotato di elementi che riducono la sua percettibilità ai radar e grazie all’installazione delle moderne strumentazioni può essere integrato all’interno dei moderni sistemi informatici di combattimento. Il velivolo è efficiente anche in caso di scontro con un nemico di generazione superiore a patto che venga supportato da caccia moderni.

Su-34 in Algeria e forse in Serbia

Nonostante l’“età” del Su-34 probabilmente si comincerà ad esportarlo, ma al momento non vi sono informazioni precise sulle nazioni potenzialmente interessate. Passiamo al vaglio le opzioni:

1. Algeria

L’Algeria potrebbe diventare il candidato n° 1. La Russia e l’Algeria sono legate da storici rapporti di collaborazione nel comparto bellico-industriale. Abbiamo venduto e continuiamo a vendere ai nostri partner africani aerei, elicotteri, sommergibili, sistemi antimissilistici, sistemi missilistici e altre tipologie di armamenti. L’Algeria è considerata dalla comunità internazionale una nazione non allineata con un governo solido. Il Su-34 potrebbe essere impiegato in qualità di garanzia contro eventuali attacchi dall’esterno e sarà equipaggiato con dispositivi antinave poiché l’Algeria dispone di una lunga costa. Infatti, qualunque potenziale attacco rivolto al Paese includerà sicuramente anche il blocco delle comunicazioni marittime.

2. India

Forse. Ma ci sono dei ma. Innanzitutto, in passato l’India voleva acquistare i velivoli d’assalto Tu-22M ma l’affare non si concluse. Probabilmente, poiché quel velivolo è potenzialmente in grado di trasportare testate nucleari con finalità strategiche. In secondo luogo, la collaborazione in materia di difesa tra Mosca e Nuova Delhi ha dato alla luce diversi progetti interessanti. Si consideri, ad esempio, il velivolo Su-30MKI, ideato dalla società russa Sukhoy e costruito previa concessione di licenza dalla società indiana Hindustan Aeronautics Limited, per soddisfare le esigenze dell’Aeronautica militare indiana. Sulla scorta di tale precedente è possibile che si crei anche una “versione indiana” del Su-34. Il Ministero indiano della Difesa dovrebbe essere interessato a questo aereo che permetterebbe all’India di formare un gruppo d’assalto per contrastare le ambizioni pakistane e cinesi. È analogamente probabile anche un ammodernamento del Su-34 per il trasporto via nave (si ricordi che l’India possiede delle portaerei). Un simile aereo estenderebbe in maniera significativa le potenzialità dell’Aeronautica e della Marina militari indiane.

3.  Egitto

A marzo di quest’anno la rivista russa Kommersant ha annunciato la sottoscrizione tra Russia ed Egitto di un contratto di acquisto di Su-35 per un totale di circa 2 miliardi di dollari. Tuttavia, tale informazione non è stata confermata. Anzi, il Dipartimento di Stato USA ha minacciato di imporre sanzioni ai danni dell’Egitto qualora Il Cairo acconsentisse a quest’accordo.

La reazione piccata d’oltreoceano conferma indirettamente la probabilità che sia avvenuta un’estensione della collaborazione tra Mosca e Il Cairo.

In linea teorica il Su-34 potrebbe servire all’Egitto in maniera analoga a quella descritta per l’Algeria, ma ricordandoci del considerevole coinvolgimento dell’Egitto nella lotta all’estremismo islamico.

4. Bielorussia, Serbia, Turchia

Si potrebbe disquisire delle forniture di Su-34 in Bielorussia e Serbia, ma, pare che questi Paesi non necessitino di sistemi di armamenti d’assalto nel prossimo futuro. In linea teorica tali velivoli d’assalto sarebbero utili alla Turchia, ma temo che un simile acquisto da parte turca sarebbe inaccettabile per gli USA.

Russia’s hottest bomber?

Dunque, perché talvolta il Su-34 viene chiamato “rompighiaccio”? Perché, come una volta scrisse la rivista Krasnaya zvezda, questo velivolo “persegue vecchi stereotipi ormai bloccati nel ghiaccio”. L’espressione suona un po’ prosaica, ma questo non cambia la realtà: ossia, nonostante il naturale processo di invecchiamento, il Su-34 è ancora molto richiesto e anzi è idoneo all’installazione di nuovi armamenti e strumentazioni. E anche se non si tratta del Russia’s hottest bomber, come in passato ha scritto Sputnik, l’importante è che sia un velivolo affidabile e che ha dato prova di sé nel tempo.

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