01:45 11 Dicembre 2019

‘Ho sbagliato a gestirlo’: Scarlett Johansson chiarisce sue osservazioni LGBTQ+

© REUTERS / Mario Anzuoni
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Scarlett Johansson concede un'intervista alla rivista Vanity Fair, dopo le critiche piovutegli addosso a seguito del ruolo nel film Rub & Tug, che poi ha abbandonato. La nuova versione dei fatti.

L’attrice americana Scarlett Johansson parla dopo il contraccolpo che ha dovuto affrontare quest’estate a seguito di alcune dichiarazioni controverse in cui affermava che un attore dovrebbe essere in grado di interpretare “qualsiasi persona, albero o animale”.

Mostrandosi nell’intervista concessa alla rivista Vanity Fair e pubblicata il 26 novembre, Johansson ha chiarito le sue precedenti affermazioni:

“Con il senno di poi, ho capito di aver gestito male quella situazione. Ho mancato di sensibilità. Non ero del tutto consapevole di cosa provasse la comunità trans per quei tre attori che recitavano – e come si sentivano in generale riguardo agli attori di CSI – persone transgender. Non ero a conoscenza di quella conversazione”.

La Johansson ha ammesso di aver “giudicato male” la situazione, aggiungendo:

“È stato un momento difficile, è stato come un turbine. Mi sono sentita male. Sentirmi insensibile nei confronti di qualcosa non è una bella sensazione”.

Controversia sul cast

Nel luglio 2018 fu annunciato che Scarlett Johansson sarebbe stata scelta come personaggio principale nel film Rub & Tug, basato sulla vera storia di un uomo trans, Dante “Tex” Gill, e sulla sua vita nel mondo delle sale massaggio.

Il progetto però è stato bocciato dalla comunità LGBTQ, a causa della storia degli attori cisgender che interpretavano ruoli trans, mentre secondo quanto riferito gli attori trans hanno faticato a trovare opportunità nel film.

Quando le è stato chiesto di commentare la reazione negativa al suo ruolo, la portavoce di Johansson ha rilasciato una dichiarazione redatta in terza persona dall’attrice stessa:

L'attrice americana Kaley Cuoco
© AP Photo / Invision for Alzheimer's Association/ Rich Fury

“Dì loro che possono fare riferimento ai rappresentanti di Jeffrey Tambor, Jared Leto e Felicity Huffman per un commento”.

Johansson stava cioè facendo riferimento ad altri attori cisgender che avevano interpretato ruoli transgender con grande successo: Huffman e Leto erano stati nominati agli Oscar per i loro ruoli in Transamerica (2005) e Dallas Buyers Club (2013), rispettivamente.

Non molto tempo dopo, mentre i clamori sul caso proseguivano, Johansson si ritirò dal ruolo.

La tendenza al ‘politicamente corretto’

Dopo essere stata in silenzio sull’argomento per un po’, Johansson ne aveva parlato tranquillamente sulla rivista As If l’11 luglio 2019, che le aveva dedicato la copertina.

Mentre affrontava quella che aveva definito la “tendenza al politicamente corretto” nel casting, senza menzionare direttamente le polemiche su Rub & Tug, aveva detto:

“Sai, come attore dovrei essere autorizzata a recitare qualsiasi persona, albero o animale, perché quello è il mio lavoro e quelle sono le esigenze del mio lavoro”.

Molti critici interpretarono quell’affermazione come un segno che l’attrice riteneva che la correttezza politica fosse “antitetica all’arte”.

© AFP 2019 / Jason Merritt / Getty Images
Scarlett Johansson

A seguito dell’intervista rilasciata a As If, ne è nata una nuova scia di critiche sui social media, che l’hanno costretta a rilasciare una dichiarazione al Washington Post tramite il suo pubblicista.

L’attrice ha affermato che i suoi commenti erano stati “modificati a vantaggio del clickbait” e “ampiamente estrapolati dal contesto”.

Ha quindi chiarito la sua posizione dicendo:

“Personalmente ritengo che in un mondo ideale, qualsiasi attore dovrebbe essere in grado di interpretare qualcuno e l’Arte, in tutte le sue forme, dovrebbe essere immune rispetto alla correttezza politica. Questo è quanto affermavo, anche se è stato travisato”.

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Tags:
lgbtq, Hollywood
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