04:18 08 Dicembre 2019

Il Giappone prepara il riavvio nel reattore nucleare più vicino all'epicentro del sisma del 2011

© AFP 2019 / Behrouz Mehri
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La Tohoku Electric Power ha dichiarato di aver ottenuto il primo via libero per il riavvio di uno dei reattori della centrale nucleare di Onagawa, più di 8 anni dopo il terremoto e lo tsunami che causarono il disastro di Fukushima.

Primo semaforo verde per la Tohoku Electric dalle autorità di regolamentazione nucleare giapponesi. Ora si potrà procedere alle operazioni per il riavvio del reattore n.2 ad Onagawa.

Onagawa è stata la più vicina tra le stazioni nucleari del Giappone all'epicentro del sisma di magnitudo 9 del marzo 2011, che scatenò lo tsunami che uccise quasi 20.000 persone, oltre a causare il peggior disastro atomico dopo quello di Chernobyl nel 1986. La centrale venne sommersa dallo tsunami ma sopravvisse con il suo sistema di raffreddamento intatto, salvando i suoi reattori dalla minaccia di crolli simili a quelli verificatisi nella stazione di Fukushima Daiichi più a sud.

Ulteriori autorizzazioni saranno richieste prima del riavvio vero e proprio, insieme al consenso delle autorità locali, che non è scontato, ma intanto il primo consenso arrivato oggi, mercoledì 27 novembre, è un primo segnale verso un possibile ritorno alla normalità. Il reattore è del tipo ad acqua (BWR) del tutto simile a quelli che fusero durante la crisi di Fukushima.

Tohoku Electric prevede di spendere 340 miliardi di yen (2,8 miliardi di euro) per gli aggiornamenti di sicurezza nello stabilimento di Onagawa, incluso un muro lungo 800 metri e alto fino a 29 metri sul livello del mare per proteggerlo dagli tsunami. Il riavvio del reattore n. 2 farà risparmiare almeno 300mila euro all’anno secondo i responsabili dell’azienda.

Il disastro di Fukushima portò all'arresto di tutti i 54 reattori operativi al tempo nel Paese, che un tempo fornivano quasi un terzo dell'elettricità giapponese. Tutti hanno dovuto essere ripensati in base a nuovi standard dopo che il disastro ha messo in luce carenze operative e normative.

Se da una parte l'approvazione del riavvio potrà essere una spinta per il risorgere del settore nucleare in Giappone, dall’altra parte il settore rischia di rimanere ancora a lungo lontano rispetto all’obiettivo del Governo di fornire almeno un quinto dell'elettricità del Paese entro il 2030, secondo fonti e analisi pubblicate dalla Reuters. Attualmente sono solamente 9 i reattori finora effettivamente riavviati, tutti reattori con raffreddamento ad acqua e lontani da Tokyo.

La questione della sicurezza nucleare in Giappone è stata nuovamente evidenziata all'inizio di questa settimana quando Papa Francesco - che ha incontrato le vittime del disastro nucleare di Fukushima mentre si trovava in Giappone nel fine settimana - ha dichiarato che l'energia nucleare non dovrebbe essere utilizzata fino a quando non ci saranno garanzie assolute circa la sua sicurezza sia per le persone che per l’ambiente.

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