12:20 09 Dicembre 2019
 Il lancio del nuovo missile russo Avangard

La difesa antimissilistica non è abbastanza: la Russia attiva gli Avangard

© Sputnik . The Ministry of Defence of the Russian Federation
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“Tra fine novembre e inizio dicembre entreranno in servizio due missili UR-100N (noti con la denominazione NATO di SS-19 mod. 1 Stiletto) dotati di una unità ipersonica da crociera facente parte dei sistemi Avangard. Entrambi i missili sono al momento in fase di preparazione”, hanno comunicato i media russi.

I media nazionali russi sostengono che questo sistema missilistico annunciato nel marzo del 2018 dal presidente russo Vladimir Putin renderà inutile qualsivoglia altro sistema antimissilistico straniero. Gli scettici, tuttavia, osservano che il comparto russo della difesa non si stia in realtà dirigendo in quella direzione: ad esempio, l’ingegnere aeronautico Mark Solonin afferma ironicamente che “con missili tradizionali siamo in grado di distruggere l’America 67 volte, con quelli nuovi persino 72”. Tuttavia, bisogna comunque sviluppare unità completamente nuove per le forze armate. Cos’è in grado di fare questo sistema missilistico che, stando alle dichiarazioni ufficiali, è in grado di raggiungere una velocità di anche 27 Mach (ossia 33.000 km/h)?

Unità da combattimento con le ali

La parte principale di Avangard è l’unità di combattimento ipersonica e pilotabile 15Yu71 che spesso viene definita dai media “aliante ipersonico”.

Presenta una struttura a forma di freccia dotata di un corpo portante, nonché di piccole superfici aerodinamiche e pilotabili (le ali). Il cosiddetto “aliante” costituisce un missile balistico – vettore che segue una traiettoria di volo più bassa rispetto a quella balistica tradizionale. Inoltre, il velivolo è in grado di lanciare il missile a velocità che possono superare quelle delle comuni unità di combattimento balistiche.

L’“aliante”, mettendo in moto i controlli direzionali propri e modificando la traiettoria opportunamente, si dirige verso l’obiettivo muovendosi lungo il confine dell’atmosfera a quota di circa 60 km. Talvolta viene quasi rimbalzato fuori dall’atmosfera finendo nel vicino spazio dove può avere una visione più completa e ottenere, ad esempio, dati dai satelliti o dal centro di controllo terrestre. Perché “rimbalzato”?

Cosa fa saltare il missile russo?

Perché in fase di movimento nell’atmosfera la nebulosa della sostanza che si crea in seguito all’attrito tra l’unità supersonica e l’aria scherma anche l’invio di segnali radio. In quel lasso di tempo il mezzo è completamente autonomo ed è pilotato unicamente dal proprio sistema di comando inerziale. Perché il mezzo ha bisogno di informazioni dall’esterno? Per definire meglio le coordinate dell’obiettivo, per modificare le coordinate della propria traiettoria, per facilitare le operazioni del sistema di autopuntamento in base alla localizzazione radio o ai dati forniti da un altro velivolo o da un satellite. La traiettoria di questo volo avviene a una quota molto inferiore rispetto a quella balistica tradizionale. Di conseguenza, tale mezzo compare sulla linea di vista con un certo ritardo e per respingere un suo attacco la difesa antimissilistica nemica ha meno tempo. Chiaramente nella fase di avvicinamento all’obiettivo il mezzo può effettuare manovre antimissilistiche, complicando in maniera sensibile il funzionamento dei sistemi antimissilistici che si basano sulla distruzione delle unità balistiche con una traiettoria di volo prevedibile e calcolabile.

Avangard spesso viene criticato per la sua scarsa impercettibilità: l’unità di combattimento, infatti, si surriscalda fino a raggiungere 1500 gradi ed è chiaramente visibile nella gamma dell’infrarosso. Tuttavia, in primo luogo, in fase di spostamento nello spazio circumterrestre si raffredda. In secondo luogo, è sì percettibile, ma questo non lo rende oggetto di possibili attacchi poiché il mezzo presenta un’elevatissima velocità di manovra.

Si consideri il seguente esempio: l’unità di combattimento è in volo, il sistema antimissilistico la identifica, calcola la sua traiettoria e il punto di contatto, lancia quindi un missile. A questo punto la nostra unità effettua una manovra. Il missile antimissilistico non può più raggiungere la nostra unità, il sistema calcola la nuova traiettoria, prepara al lancio un nuovo missile e così all’infinito.

La storia del progetto

Le operazioni per la creazione delle unità di combattimento “pilotabili” iniziarono in Unione Sovietica nella prima metà degli anni ’80 in risposta all’annuncio da parte degli USA del programma SDI (Iniziativa strategica di difesa) che prometteva di porre fine ai missili balistici tradizionali. Presso l’azienda missilistica NPO Mashinostroyeniya alla metà degli anni ’80 furono avviati i lavori sul progetto del sistema missilistico Albatros equipaggiato con unità di combattimento da crociera e pilotabili. Nel 1988 fu avviata la preparazione ai test della nuova unità di combattimento presso il cosmodromo di Baykonur. Il primo lancio dei test si tenne il 28 febbraio 1990. Fino al 1997, quando il programma di costruzione dell’unità di combattimento da crociera fu interrotto, furono effettuati alcuni lanci.
Il lancio del nuovo missile russo Avangard
© Sputnik . The Ministry of Defence of the Russian Federation

A inizio degli anni 2000 ripresero i lavori sul programma di creazione dell’unità di combattimento da crociera e pilotabile. E il 18 febbraio 2004 si tenne il primo lancio del prototipo dell’odierno Avangard. Il lancio fu effettuato dal missile UR-100N dal cosmodromo di Baykonur nell’ambito degli addestramenti delle forze strategiche Bezopasnost-2004.

Gas scambiato con missili

In seguito furono avviati i lavori per creare e testare la variante già perfezionata del cosiddetto “aliante ipersonico”, il 15Yu71. Il primo lancio di tale variante fu effettuato con successo il 27 dicembre del 2011. Poi si effettuarono alcuni lanci del nuovo sistema di armamenti e, infine, all’inizio del 2019 si annunciò il progetto volto a dispiegare su 2 piattaforme di lancio 2 gruppi di sistemi missilistici Avangard equipaggiati con gli UR-100N.

A proposito di missili: all’inizio degli anni 2000 per estinguere alcuni debiti relativi a forniture di greggio e gas la Russia ricevette dall’Ucraina 30 missili intercontinentali UR-100N che erano conservati in ottime condizioni. Proprio grazie a questi missili si prevede di dispiegare circa 150 missili del sistema Avangard entro il 2027. Ma questo non è tutto.

Sarmat
© Sputnik . Ministero della Difesa russo

Questioni di peso

Per dimensioni l’unità di combattimento pilotabile 15Yu71 è molto più grande delle unità tradizionali: dunque, un missile comunque piuttosto potente come l’UR-100N riesce a trasportare solo una di queste unità. Tuttavia, in fase di test si impiegherà il missile pesante a propellente liquido RS-28 Sarmat che, si prevede, sarà in grado di raggiungere distanze intercontinentali trasportando da 3 a 5 unità ipersoniche 15Yu71.

Distruzione in un unico colpo

Quale posizione occuperanno tali sistemi missilistici nella moderna struttura delle forze strategiche? Vi saranno almeno due possibili impieghi. In primo luogo, potranno essere impiegati con una testata non nucleare sufficientemente potente e grazie alla loro elevata precisione saranno in grado di distruggere alcuni importanti obiettivi nemici in qualsivoglia punto del pianeta nell’arco di mezz’ora dopo la decisione di attacco. Questo può essere fondamentale, ad esempio, nelle operazioni antiterroristiche.

 Il lancio del nuovo missile russo Avangard
© Sputnik . The Ministry of Defence of the Russian Federation

In secondo luogo, nell’ambito delle tradizionali operazioni di deterrenza nucleare questi sistemi potrebbero distruggere gli obiettivi nemici più importanti e maggiormente protetti dalla difesa antimissilistica. Il loro fiore all’occhiello è che riescono in maniera quasi certa a penetrare qualsivoglia difesa antimissilistica moderna. Sono, inoltre, estremamente precisi in fase di attacco e vantano una unità di combattimento sufficientemente potente. Le dimensioni del mezzo permettono di dispiegare unità di potenza dell’ordine di alcuni megaton, il che, considerata l’estrema precisione, garantirà la distruzione di qualsivoglia obiettivo con un solo tentativo. In teoria, si tratta di un’arma estremamente efficace.

Chiaramente, i primi due gruppi di questi sistemi contano solamente 12 missili. Il gruppo sarà dispiegato nella sua integralità probabilmente entro la fine del 2021 nella regione russa di Orenburg.

E poi?

La Russia ha più volte dichiarato che il programma di dispiegamento dei sistemi Avangard potrà subire modifiche a seconda della contingenza politico-militare che si verrà a creare a livello mondiale.

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