03:21 08 Dicembre 2019

L'Iran è sotto pressione e attaccherà di nuovo - generale USA

CC BY-SA 4.0 / Tasnim News Agency / فارسی: یک گروه از نیروی دریایی ایرانی در حال رزمایش و تمرین
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Il comandante delle forze americane in Medio Oriente, il generale Kenneth F. McKenzie ha ipotizzato che l'ultimo dispiegamento di 14.000 truppe statunitensi in più potrebbe non aver scoraggiato l'Iran dal pianificare un altro attacco simile a quello contro i giacimenti petroliferi dell'Arabia Saudita e un attacco con droni a giugno.

"Il mio giudizio è che è molto probabile che attaccheranno di nuovo", ha detto il generale McKenzie, sottolineando che i rinforzi americani nel Golfo, tra cui 3000 soldati inviati in Arabia Saudita, sono intesi come un deterrente, non come un’azione per innescare un'escalation militare iraniana.

Il generale basa la sua opinione sull’ultima “audace attacco” condotto presumibilmente dall’Iran contro i giacimenti petroliferi della Saudi Aramco in Arabia Saudita.

"È la traiettoria e la direzione su cui si stanno muovendo, (...) l'attacco ai giacimenti petroliferi in Arabia Saudita è stato sorprendente nella profondità della sua audacia", ha dichiarato.

Riferendosi alle cosiddette politiche di sanzioni "massima pressione" che gli Stati Uniti hanno perseguito nei confronti dell'Iran, McKenzie ha insistito sul fatto che la Repubblica islamica è "sotto estrema pressione", cosa che sta spingendo il paese a cercare di "interrompere la campagna" in un tentativo di provocare gli Stati Uniti.

"Sfortunatamente, a volte il regime iraniano si è dimostrato prepotente nei confronti del vicinato", ha continuato McKenzie aggiungendo:

"E l'unico modo per resistere a un bullo è di farlo (resistere) insieme", ha detto in un apparente riferimento alla coalizione marittima di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Bahrein e altri alleati statunitensi, istituita per rispondere alla serie di recenti incidenti con le petroliere nel Golfo Persico.

Nell'ultima dimostrazione di forza, la scorsa settimana, la portaerei Abraham Lincoln ha attraversato lo Stretto di Hormuz per la prima volta da aprile di quest’anno.

Parlando alla conferenza di sabato, Mckenzie ha promesso l'impegno dell'America nei confronti del Golfo, nonostante uno spostamento della politica dell'amministrazione Trump verso una riduzione dei contingenti in Medio Oriente.

Le controversie nel Golfo Persico

In precedenza sei petroliere provenienti da Giappone, Norvegia, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita, sono state attaccate in due incidenti separati a maggio e giugno 2019 nel Golfo Persico e nello stretto di Hormuz. Nel Mar Rosso a ottobre invece è avvenuto un attacco contro la nave iraniana Sabiti. Il lato destro della petroliera ha subito danni, con fori che hanno portato a una piccola perdita di petrolio che è stata presto fermata. L'operatore della nave, la National Iranian Tanker Company (NITC) ha concluso che il danno è probabilmente il risultato di un attacco missilistico.

Mentre gli Stati Uniti attribuiscono gli attacchi di maggio e giugno all'Iran, nonostante quest'ultimo abbia negato con veemenza qualsiasi coinvolgimento e Washington non abbia presentato prove concrete a sostegno delle affermazioni, gli Emirati Arabi Uniti, che hanno indagato sull'incidente di maggio, hanno concluso che l'attacco è avvenuto per mano di uno stato, senza riuscire a nominare il colpevole.

A settembre gli Stati Uniti hanno accusato l'Iran dell’attacco di droni contro una raffineria di petrolio dell'Arabia Saudita che ha costretto la compagnia petrolifera nazionale Saudi Aramco a chiudere temporaneamente due di giacimenti petroliferi.

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Medio Oriente, generale
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