12:19 09 Dicembre 2019

Perché i giovani nel mondo perdono interesse per il sesso? Risponde la scienza

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Nei Paesi sviluppati circa il 20% dei millennial (ossia i nati tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni 2000) non ha mai fatto sesso. E chi invece lo ha fatto ha rapporti al massimo 4 volte al mese, mentre per la generazione dei loro genitori si arrivava a 6 volte al mese.

In Russia non vi sono statistiche sul tema, ma i sociologi riconoscono che nei giovani d’oggi si registra un cambio di valori. I millennial stessi sono i primi a spiegare perché rifiutano il sesso.

Dove va a finire il sesso

“Non ho mai avuto rapporti seri e fino ai 30 anni non ne ho mai avuto in assoluto. Non perché io sia timido, ma perché li ritengo una perdita di tempo. Infatti, nei rapporti bisogna investire tutte le proprie risorse. E io non sono pronto a farlo solamente per sentirmi meno solo. Sono consapevole del fatto che, quando si lavora tanto, talvolta bisogna rilassarsi. Ma si può farlo con un hobby o andando al cinema, ossia con qualunque cosa che distragga e liberi la mente. Il sesso non è l’unica soluzione per raggiungere questo risultato”, sostiene il ventenne Maksim K.

Secondo Aleskandr E., studente universitario di San Pietroburgo, per i suoi coetanei una vita tranquilla “in linea con i progetti lavorativi è più preziosa dei difficili rapporti che si possono instaurare con un’altra persona”.

“I rapporti sono un aspetto marginale nella vita di una persona. Alleviamo animali domestici invece di crescere bambini (soprattutto le ragazze, ne conoscono alcune). In linea teorica, cerchiamo di sostituire nel modo più sicuro possibile i rapporti corporali con le persone con la presenza degli animali nella nostra vita”, spiega Aleksandr.

Simili riflessioni si possono leggere sui social media e nei forum su Internet in qualunque lingua del mondo. L’assenza di interesse dimostrato dai millennial nei confronti dei rapporti e del sesso è una tendenza generale riscontrata nella maggior parte dei Paesi sviluppati. Nel 2015 in Giappone gli studiosi hanno rilevato che il 43% dei giovani single intervistati di età compresa tra i 18 e i 34 anni era vergine. E tra l’altro, il 30% degli intervistati ha risposto che non era intenzionato ad avere rapporti.

Stando ai dati dei sociologi britannici, un soggetto su otto fra i nati tra il 1989 e il 1990 è rimasto vergine fino ai 26 anni. I loro colleghi americani, dopo aver analizzato i dati di un sondaggio a livello nazionale, hanno appurato che il 15% delle persone di età compresa tra i 20 e i 24 anni non aveva avuto rapporti fino alla maggiore età o fino al matrimonio. Si confronti: solo nel 6% della generazione degli anni ’60 si registravano livelli simili di celibato.

In Russia non c’è crisi

“Fra i miei coetanei non c’è alcuna crisi sessuale. Non se ne parla in pubblico, ma non è considerato un tema tabù. Molti intendono il sesso in senso lato, ossia come parte integrante dell’amore tra uomo e donna. Anche se è vero, buona parte dei millenial che conosco (circa un centinaio di persone) non ha probabilmente mai avuto rapporti”, sostiene il ventunenne Aleksandr.

Secondo il ventiquattrenne ingegnere Anton K., la sua generazione è molto interessata al sesso, ma nei prossimi anni l’interesse verso il sesso in Russia subirà un calo proprio come sta succedendo adesso nei Paesi occidentali. Al momento però non vi sono molte persone vergini fra i suoi conoscenti anche se in verità tra i suoi amici che già hanno avuto rapporti le occasioni per approcciarsi alle ragazze sono poche.

“Non vi sono studi russi sull’asessualità dei millennial, ma ho letto di molte ipotesi secondo cui questa fascia della popolazione presterebbe poca attenzione ai rapporti sessuali. Otto anni fa abbiamo condotto un sondaggio fra gli studenti sul tema. La maggior parte di loro aveva comunque esperienze sessuali. Gli studenti intervistati consideravano il matrimonio come qualcosa di fondato sull’amore. Per loro (e in particolare per le ragazze) i rapporti sessuali erano possibili all’interno delle relazioni. Ma il matrimonio veniva rimandato nel tempo. Infatti, gli intervistati ritenevano che pensare al matrimonio e ai figli a 19-20 anni fosse troppo presto. Prima bisogna provare a costruire un rapporto. Se non va in porto, si può provare con un’altra persona”, racconta Lyubov Borusyak, sociologa e direttrice del Laboratorio di pratica socioculturale presso il Moscow City Teacher Training University.

I millennial hanno spostato quasi tutta la loro comunicazione nel mondo virtuale dove in parte avviene anche la ricerca del partner, ha osservato l’esperta. Non solo conoscenze, ma talvolta anche flirt e corteggiamenti cominciano su internet e poi si spostano offline.

“Per la generazione digitale è diventato normale conoscersi su internet. Per molti è più semplice e sicuro conoscere una persona tramite Tinder e altre piattaforme piuttosto che di persona. Hanno paura di sbagliare e di subire un rifiuto. Difficile dire se questo sia un bene o un male. Al momento non abbiamo dati circa eventuali discrepanze tra i matrimoni derivanti da un incontro online e quelli invece tradizionali offline”, precisa Borusyak.

Nessuna incidenza sulla natalità

Gli scienziati dell’Università della California (San Diego) ipotizzano che una delle possibili ragioni del disinteresse dei millennial per il sesso sia il prolungamento dell’infanzia e dell’adolescenza. I giovani d’oggi crescono più lentamente rispetto ai loro genitori. In media i diciottenni di oggi per abitudini e attività sono simili ai quindicenni degli anni ’70 e ’80, secondo gli autori dello studio.

“L’infanzia e l’adolescenza si allungano in tutti i Paesi. In primo luogo, questi periodi vengono prolungati dai genitori che vogliono rimandare il distacco dai propri figli. In secondo luogo, questo è legato all’incremento del tempo dedicato all’istruzione. Mentre un soggetto studia, non è né un bambino né un adulto perché permangono in esso dei segnali d’infantilità. Questa è una tendenza riscontrabile a livello mondiale e che riguarda anche noi”, sottolinea Borusyak.

Ad ogni modo, l’infanzia prolungata, la quale è responsabile di matrimoni tardivi e dell’età in cui si diventa genitori, non incide sulla natalità, secondo l’esperta.

“In un contesto generalizzato di bassa fertilità (tendenza che si riscontra da tempo sia in Russia sia negli altri Paesi europei) i coniugi riescono ad avere 2 figli anche se si sposano tardi. La natalità è interessata da altri fattori. Non è poi così difficile partorire in età adulta. Il concetto di child-free è caratteristico di uno strato molto ristretto di giovani. La maggior parte di loro desidera comunque una famiglia e dei figli, ma non subito. Preferibilmente verso i 30 anni”, conclude la sociologa.

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USA, Europa, Russia, scienza
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