04:42 08 Dicembre 2019
La portaerei Abraham Lincoln (CVN-72)

USA inviano navi da battaglia nel Mar cinese meridionale: Pechino protesta

© Foto : Public domain/United States Navy
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Pechino ha protestato fortemente contro il passaggio di navi da battaglia americane nelle acque del Mar cinese meridionale, accusando gli USA di aver arrecato danno alla sovranità e alla sicurezza cinesi.

Continuano le tensioni, non solo commerciali, tra USA e Cina, dopo che Washington ha dato l'ordine a due sue navi da battaglia di solcare le acque territoriali di Pechino nel Mar cinese meridionale.

"Il 20 novembre la nave da combattimento USS Gabrielle Giffords della marina militare USA  è entrata illegalmente all'interno delle acque delle isole Nanshan (Isole Spratly ndr). Il 21 novembre, il cacciatopediniere USS Wayne E. Meyer ha arbitrariamente invaso le acque dell'arcipelago Xisha (Isole Paracelso ndr)", si legge in una nota diffusa dal portavoce del ministero degli Esteri cinese, Geng Shuang.

Il diplomatico ha evidenziato che le azioni intraprese da Washington hanno di fatto violato la sovranità della Cina, minando la stabilità in tutta la zona del Mar cinese meridionale.

"La situazione attuale nel Mar cinese meridionale è del tutto stabile, e le parti in campo stanno percorrendo la strada del dialogo e della cooperazione. La Cina invita gli Stati Uniti a mettere fine a tali provocazioni con effetto immediato. La Cina ricorrerà ad ogni mezzo necessario per salvaguardare la propria sovranità nazionale e la propria sicurezza, per mantenere la pace e la stabilità nel Mar cinese meridionale", ha aggiunto Geng.
Un caccia americano in fase di atterraggio su una portaerei nel Mar cinese meridionale
© AP Photo / Bullit Marquez
Un caccia americano in fase di atterraggio su una portaerei nel Mar cinese meridionale

Il Mar cinese: una disputa lunga 70 anni

Il Mar cinese, diviso in Mar cinese meridionale e Mar cinese orientale è un complesso mosaico di dispute territoriali e mire espansionistiche che coinvolgono Cina, Giappone, Corea del Sud, Vietnam, Filippine, Brunei, Taiwan e Malaysia.

L’origine del conflitto è riconducibile a una cartina pubblicata nel 1947 dal Kuomintang, il governo nazionalista cinese che, attraverso undici linee tratteggiate, poi diventate nove, definì quelle che erano le rivendicazioni cinesi nelle acque tra il Vietnam, le Filippine e la Malesia, poi confermate anche dal governo comunista che prese il potere due anni dopo.

Per decadi, finché la Cina non è diventata una delle prime potenze mondiali, la questione è stata sostanzialmente accantonata per ritornare in auge solo di recente.

Dopo un ricorso presentato dalle Filippine nel 2013, nel luglio 2016 il Tribunale Permanente di Arbitrato dell’Aja ha stabilito con una sentenza che la linea a nove tratti rappresenta una violazione del diritto internazionale.

Tale verdetto non è però stato riconosciuto dal governo di Pechino, che rivendica, tra le altre le Isole Spratly, l'arcipelago di Paracelso e lo Scarborough Shoal.

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