03:19 08 Dicembre 2019

Israele, processo a Netanyahu: "Contro di me c'è un tentativo di colpo di stato"

© Sputnik . Irina Kalashnikova
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Giustizia israeliana indaga il primo ministro Netanyahu per corruzione, ma lui definisce le accuse un tentativo di colpo di stato contro un premier di destra. Il procuratore chiarisce che la giustizia non ha colore politico e non è una scelta.

Un tentativo di colpo di stato contro l'attuale primo ministro in carica, così Netanyahu definisce l'indagine che la procura ha aperto a suo carico.

Giovedì il procuratore generale Avichai Mendelblit ha dichiarato di aver presentato una accusa per corruzione, frode e violazione della fiducia "in tre casi" a carico dell'attuale primo ministro israeliano. L'accusa giunge dopo quattro giorni di audizione con la squadra di difesa di Netanyahu, avvenuta il mese scorso, seguita poi da settimane di intense discussioni negli uffici del procuratore generale.

Sarebbe la prima volta nella storia di Israele, che un primo ministro in carica finisce sotto processo per queste accuse. 

Le dichiarazioni di Netanyauh

Durissima la reazione del diretto interessato che, durante una trasmissione televisiva, ha commentato "si deve essere ciechi per non vedere che sta succedendo qualcosa di storto nelle forze di polizia e nella procura. Quello a cui stiamo assistendo stasera è un tentativo di colpo di stato condotto per mezzo di gravissime diffamazioni e di un processo parziale".

La stessa tempistica con cui è arrivato l'annuncio del procuratore, un momento molto delicato della storia del Paese, "dimostra quanto questa decisione sia influenzata dall'esterno, con l'obiettivo di far cadere un primo ministro di destra", ha affermato il premier. 

Le investigazioni di cui è oggetto, denuncia ancora, sarebbero delle vere e proprie macchinazioni che comprendono la fabbricazione dei capi di accusa e, nello specifico, dei tre casi di corruzione che lo vedono come principale indagato.

In riferimento a questo,  Netanyahu ha denunciato i metodi usati contro il suo ex consigliere, Nir Hefetz, preso con la forza e minacciato. Gli investigatori, asserisce il premier israeliano, gli avrebbero estorto una confessione dicendogli: "distruggeremo la tua famiglia e ti priveremo di tutti i tuoi beni, non parlerai mai più con i tuoi figli". Avrebbero poi "nascosto l'estorsione al procuratore generale e in seguito hanno imposto un ordine di bavaglio". 

L'indagine di Mendelblit

Dal canto suo, il procuratore generale Mendelblit, in conferenza stampa denuncia un tentativo di delegittimare le indagini, per "creare l'impressione che qualsiasi decisione presa sarebbe stata sbagliata". "Le indagini si basano su un'ampia impalcatura di prove e testimonianze", ha dichiarato, condotte in maniera regolare. 

Il procuratore ha specificato anche di aver aperto le indagini contro il primo ministro "con il cuore pesante, ma con tutto il cuore", sottolineando che far rispettare la legge non è una questione politica di destra o sinistra, né una questione di scelta. 

Il rivale di Netanyahu, Kahol Lavan Gantz , ha espresso piena fiducia nella magistratura. Israele non sta subendo un colpo di stato, ma piuttosto un consolidamento del potere. - ha dichiarato Ganz - Stasera Netanyahu ha dimostrato che deve lasciare il suo incarico e concentrarsi sui suoi problemi legali. Anche lui è consapevole delle grandi sfide complesse che Israele sta affrontando sia nel campo della sicurezza che in quello socioeconomico, che richiedono la piena attenzione, la forza e l'energia di un primo ministro".
Tags:
Benjamin Netanyahu, Israele
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