17:11 07 Dicembre 2019
In this April 4, 2013 file photo, Facebook CEO Mark Zuckerberg walks at the company's headquarters in Menlo Park, Calif. Facebook is having one of its worst weeks as a publicly traded company with a share sell-off continuing for a second day. Britain's Commissioner Elizabeth Denham told the BBC that she was investigating Facebook and has asked the company not to pursue its own audit of Cambridge Analytica's data use. Denham is also pursuing a warrant to search Cambridge Analytica's servers. (AP Photo/Marcio Jose Sanchez, File)

Google e Facebook usano modelli di business che minacciano i diritti umani - Amnesty International

© AP Photo / Marcio Jose Sanchez
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Un'indagine condotta da Amnesty International ha messo in luce come il modello operativo di Google e Facebook vada apertamente a ledere i diritti della persona.

In un rapporto pubblicato nella giornata di ieri, Amnesty International ha accusato i giganti delle telecomunicazioni Google e Facebook di utilizzare "modelli di business basati sulla sorveglianza" che minacciano i diritti umani e erodono la privacy in tutto il mondo.

Nel resoconto, dall'eloquente titolo "I giganti della sorveglianza", si delinea una situazione tale, nella quale Google e Facebook, così come le innumerevoli piattaforme a loro affiliate, operano con delle modalità decisamente poco compatibili con il diritto alla privacy, costituendo "una minaccia sistemica alla libera espressione su Internet".

"A dispetto del reale valore dei servizi che foriniscono, le piattaforme di Google e Facebook hanno un costo a livello sistemico. (...) Le compagnie che adottano modelli di business basati sulla sorveglianza, costringono le persone a stringere dei patti faustiani, che di fatto gli permettono di godere dei propri diritti umani online solo previa sottomissione ad un sistema concepito per abusare di quegli stessi diritti", si legge nel rapporto.

Google e Facebook usano modelli di business che minacciano i diritti umani
© Sputnik . Vitaly Podvitsky
Riconoscendo che anche altre compagnie dell'high-tech hanno ottenuto un potere non trascurabile in altre aree del panorama di Internet, Amnesty non può fare a meno di rilevare che Google e Facebook possiedono il dominio totale sulla "nuova piazza pubblica globale", controllando i maggiori canali di comunicazione attraverso i quali ogni cittadino "realizza i propri diritti online".

Monetizzare sugli abusi

"Google e Facebook dominano le nostre vite moderne, ammassando un potere sconfinato sul mondo digitale, raccogliendo dati sensibili di miliardi di persone e monetizzandoci sopra", ha dichiarato il segretario generale di Amnesty Kumi Naidoo durante la conferenza stampa di presentazione del rapporto.

"O ci sottomettiamo a questa sorveglianza pervasiva, dove ogni nostro dato può essere usato contro di noi per manipolarci ed influenzarci, oppure dobbiamo privarci dei benefici legati all'interazione con il mondo digitale", ha spiegato Naidoo, auspicando "una profonda ristrutturazione delle modalità in cui le grandi compagnie dell'high-tech lavorano".

Un segreto non proprio segreto

Il rapporto di Amnesty ha confermato una volta di più quello che non è più un segreto ormai da molto tempo e che sempre più notizie che leggiamo sui giornali confermano non ammettendo replica.

L'ultimo caso, appena una settimana fa, è stato reso pubblico da un'inchiesta del Wall Street Journal, che ha rivelato come Google avesse avuto accesso indebitamente ai dati sensibili di oltre 10 milioni di clienti della nota compagnia assicurativa americana Ascension.

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