17:52 07 Dicembre 2019

Nord Stream-2, Senato USA vuole rallentare la messa in funzione del gasdotto

© Foto : Nord Stream 2/Axel Schmidt
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Il senatore repubblicano Ted Cruz ha invocato l'introduzione di nuove sanzioni per rallentare il completamento dei lavori del gasdotto, che a Washington è visto come una minaccia in grado di ledere gli interessi americani.

Gli Stati Uniti potrebbero tentare al fotofinish di mettere i bastoni tra le ruote per la messa in funzione del gasdotto russo Nord Stream-2.

Stando alle parole del senatore repubblicano Ted Cruz, che sul proprio canale YouTube ha pubblicato un video del suo intervento sulla questione al Senato, Washington dovrebbe imporre nuove sanzioni, capaci di rallentare i lavori e di ritardare il completamento del Nord Stream-2 di un anno.

Cruz si è detto convinto che il gasdotto potrebbe portare miliardi di dollari "in supporto dell'aggressività russa" e arrecare seri danni ai Paesi europei.

"Farebbe del male a tutta l'Europa, rendendola più dipendente dalle risorse energetiche russe, più soggetta alla stagnazione e al ricatto economico. Credo che sia meglio se l'Europa riceva l'energia di cui ha bisogno da chi non ha intenzione di ricattarla", sono state le parole di Cruz.

Il senatore ha poi aggiunto che se, invece, l'Europa sceglierà di approviggionarsi di gas americano, ciò porterà alla creazione di molti nuovi posti di lavoro negli Stati Uniti.

Per la soluzione di tale problematica, ha suggerito Cruz, è necessario approvare un decreto che introduca delle sanzioni mirate; inoltre, la Casa Bianca dovrebbe introdurre nuove misure limitative nell'ambito della normativa CAATSA per il "Contrasto degli avversari degli USA attraverso l'uso di sanzioni".

Il Nord Stream-2

I lavori sul Nord Stream-2, il nuovo gasdotto che dovrebbe trasportare circa 55 miliardi di metri cubi di gas ogni anno,  sono cominciati nel 2016 e a ottobre la compagnia Gazprom ha reso noto che finora ne è stato costruito circa l'80%.

Secondo i piani, la realizzazione del Nord Stream-2 dovrebbe essere terminata entro il 2019 e l'enorme struttura transiterà per le acque territoriali e le ZEE (Zona Economica Esclusiva) di Russia, Finlandia, Svezia, Danimarca, che di recente ha dato l'ok per l'avvio dei lavori nella sua zona economica esclusiva, e Germania.

Contro la costruzione del gasdotto si sono schierate l'Ucraina, spaventata di poter perdere gli introiti dovuti al transito del gas russo, e gli Stati Uniti d'America, che invece coltiva degli ambiziosi piani legati all'export del suo gas naturale liquefatto.

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