03:22 08 Dicembre 2019
Prince Andrew, Duke of York

Guai per il principe Andrew dopo lo scandalo Epstein

© East News / Justin Sutcliffe
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Compagnie e banche britanniche hanno annunciato la fine della cooperazione con la piattaforma commerciale Pitch@Palace, fondata dal duca di York, Andrew, in seguito allo scandalo sessuale legato al caso del miliardario e finanziere americano Jeffrey Epstein.

Martedì, è stato reso noto che anche la Standard Chartered Bank si è unita al boicottaggio della piattaforma Pitch@Palace fondata dal duca di York. In precedenza era stata la società di consulenze KPMG ad annunciare l’interruzione delle relazioni con Pitch@Palace dichiarando che il contratto, scaduto il 31 ottobre, non sarebbe stato rinnovato.

Secondo i media britannici non sarebbero queste le uniche defezioni che attenderebbero le attività del Duca di York , nonché Principe del Regno Unito, Conte di Inverness e Barone Killyleagh. Un importante numero di grandi aziende e università, in particolare la holding farmaceutica AstraZeneca e la Halta International School of Business, starebbero infatti rivedendo le prospettive di cooperazione con la piattaforma business creata nel 2014 dal secondo figlio maschio di Elisabetta II e Filippo di Edimburgo.

Andrew rimase implicato nello scandalo sessuale che emerse intorno al caso Epstein, accusato di aver partecipato al traffico di minori per sfruttamento sessuale. Ha ammesso di aver incontrato il finanziere Jeffrey Epstein nel 1999 ma ha negato di essere a conoscenza delle sue attività criminali.

Virginia Giuffre, testimone del caso, aveva affermato che Epstein, quando ancora era minore (17 anni) l’aveva costretta ad avere rapporti sessuali con un numero di uomini influenti, tra cui appunto il principe Andrew, il quale, tuttavia, ha sempre negato. Una dichiarazione ufficiale di Buckingham Palace fu persino resa pubblica in difesa del principe. Epstein era stato accusato negli Stati Uniti di tratta di minori per sfruttamento sessuale, pena che avrebbe previsto fino a 40 anni di prigione. Il 10 agosto venne trovato morto nella sua cella al Metropolitan Correctional Center di New York.

Martedì, il New York Times, citando fonti, ha riferito che le autorità statunitensi hanno arrestato due guardie carcerarie che erano in servizio nella struttura di correzione a New York nella notte in cui Epstin è morto. La prima versione ufficiale di ‘suicidio’ è stata da subito messa in dubbio dai sospetti che i ricchi e potenti clienti di  Epstein avessero voluto mettere a tacere lo scandalo non dando la possibilità a questi di rendere una confessione completa di tutti i nomi implicati nei traffici sessuali.

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