22:48 07 Dicembre 2019
Il missile da crociera con vettore nucleare Burevestnik

Ambasciatore iraniano presso Onu rivela i ‘due principali ostacoli’ a Medio Oriente senza nucleare

© Sputnik . Ministero della Difesa russo
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Il concetto di Medio Oriente libero da armi di distruzione di massa (ADM) è stato proposto dall'Egitto nel 1974, ma deve ancora andare oltre la fase di discussione a causa dell'intransigenza di una potenza regionale.

Gli Stati Uniti e Israele sono i due principali ostacoli all’idea, vecchia di quattro decenni e mezzo, di un Medio Oriente senza armi nucleari, queste in sintesi le parole dell’ambasciatore iraniano presso le Nazioni Unite.

“Le politiche e le azioni irresponsabili (di Israele e degli Usa) sulla proliferazione delle armi nucleari non dovrebbero essere accettabili per la comunità internazionale”, ha detto l’ambasciatore Majid Takht-Ravanchi, parlando alla conferenza dedicata alla proposta di un Medio Oriente senza nucleare. Lo riferisce Mehr News.

“L’arsenale di armi nucleari del regime israeliano sostenuto dagli Stati Uniti e la riluttanza di questi ultimi a impegnarsi nei lavori della Conferenza, sono i due principali ostacoli alla realizzazione dell’idea di una zona senza armi nucleari nel Medio Oriente”, ha osservato l’ambasciatore.

Sia l’ambasciatore israeliano che l’ambasciatore statunitense presso l’Onu, hanno saltato la riunione di lunedì.

Nel frattempo, Takht-Ravanchi ha detto che la “nota posizione” dell’Iran su tutti e tre le tipologie di armi di distruzione di massa – nucleare, chimica e biologica – è “l’eliminazione totale, irreversibile e verificabile di queste armi disumane”.

“Questa politica deriva dal nostro credo islamico, dal calcolo razionale del nostro interesse nazionale e di quello della regione e dall’amara esperienza di essere state vittime degli attacchi chimici più sistemici della storia contemporanea”, ha aggiunto l’ambasciatore, riferendosi alla guerra Iran-Iraq del 1980-88, quando l’Iraq usò armi chimiche fornite dagli Stati Uniti, in oltre 350 attacchi chimici su larga scala contro le truppe iraniane.

L’Iran non reagì a questi attacchi e decise di smantellare completamente il suo arsenale di armi chimiche nel 1997, ratificando la Convenzione sulle armi chimiche.

Takht-Ravanchi ha sottolineato il fatto che l’Iran è pronto a “svolgere il suo ruolo” nel lavorare con le potenze regionali “per una totale eliminazione delle armi nucleari e le altre armi di distruzione di massa in Medio Oriente”.

Nel corso della Riunione, il segretario Generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha elogiato l’idea di costruire una zona senza armi di distruzione di massa come approccio che ponga fine per sempre alla minaccia di un conflitto nucleare nella regione.

Ambiguità nucleare

Israele, che ha ripetutamente promesso di non permettere all’Iran di sviluppare armi nucleari, è l’unico stato del Medio Oriente che possiede armi nucleari. Si stima che Israele abbia nel suo arsenale una scorta di 80-400 testate nucleari, sganciabili da aerei, sottomarini e lanciabili con missili balistici intercontinentali Jericho III. Tuttavia, la politica ufficiale di Tel Aviv è quella di non confermare e di non negare il suo status di potenza nucleare.

L’arricchimento nucleare dell’Iran

Lunedì scorso il segretario di Stato americano Mike Pompeo ha annunciato che gli Usa avrebbero annullato la deroga alle sanzioni per l’impianto di arricchimento del combustibile nucleare di Fordow in Iran, adducendo che non c’era alcun motivo “legittimo” per cui il paese avrebbe dovuto arricchire l’uranio. La settimana scorsa, funzionari dell’Unione Europea, Francia, Regno Unito e Germania, hanno rilasciato una dichiarazione congiunta accusando l’Iran di “violare” l’accordo sul piano d’azione nucleare globale congiunto del 2015 non rispettando gli impegni assunti.

Teheran ha risposto affermando che le sue attività di arricchimento sono legate al fallimento dei firmatari europei del JCPOA, nella capacità di rispettare i loro impegni sulle sanzioni anti-iraniane e sul commercio, e sostiene che l’Iran ha tutto il diritto di ridurre i propri impegni nel rispetto dei termini del trattato JCPOA.

Il ridimensionamento da parte di Teheran degli impegni assunti con il JCPOA includono l’arricchimento dell’uranio oltre il limite di concentrazione del 3,67% di U-235 definito dall’accordo JCPOA. All’inizio di questo mese, l’Organizzazione per l’energia atomica del paese ha confermato che il paese stava arricchendo l’uranio fino al 5% di U-235. Quantità che resta al di sotto dell’arricchimento dell’uranio per uso militare, che gli scienziati classificano essere tale se la concentrazione di U-235 è pari o superiore all’85%. Per fare un confronto, la bomba “Little Boy” sganciata su Hiroshima nel 1945, aveva una concentrazione di U-235 di circa l’80%.

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Accordo con Iran, Accordo nucleare, summit nucleare, Nucleare
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