02:56 16 Dicembre 2019

Assad chiederà all’ONU risarcimento per il furto di petrolio degli Stati Uniti

© Foto : Syrian Presidential Press and Information Office
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La Siria solleverà il caso di fronte alle Nazioni Unite in merito al furto del petrolio siriano e chiederà un risarcimento agli Stati Uniti, ha dichiarato il Presidente Bashar al-Assad in un'intervista concessa ai media russi.

Premettendo una scarsa fiducia nei confronti dell’istituzione delle Nazioni Unite, definita come una sorta di “semi-Stato governato da bande basate sul principio di forza", il Presidente siriano ha tuttavia affermato di voler intentare una causa, che abbia per lo meno valore simbolico.

"Certo, <...> io, tu e molte persone nel mondo sappiamo che le Nazioni Unite non esistono perché il diritto internazionale non esiste. <...> Ora viviamo in un mondo simile a una foresta, più vicino al mondo di prima della Seconda Guerra Mondiale che al mondo che è venuto subito dopo. Pertanto, invieremo reclami, anche se sappiamo già rimarranno sugli scaffali ", ha dichiarato nell’intervista il leader siriano.

Circa il 90% della produzione petrolifera siriana è concentrata sulla sponda orientale del fiume Eufrate, che in precedenza era la roccaforte e la principale fonte di reddito per i terroristi dell’ISIS e ora è principalmente controllata dalle unità curde delle SDF alleate degli Stati Uniti (forze democratiche siriane).

Il portavoce del Pentagono Rat Hoffman ha assicurato che i profitti del petrolio siriano andranno alla SDF, e il capo del dipartimento Mark Esper ha detto che gli Stati Uniti proteggeranno i campi e risponderanno con la forza ai tentativi di riconquistarli.

Damasco ufficialmente non riconosce l'amministrazione autonoma nella Siria nord-orientale e la sua ala militare SDF e vede le azioni degli Stati Uniti come un furto.

Mosca ha ripetutamente affermato che le misure prese da Washington impediscono un accordo e creano un "precedente irritante". Il ministro degli Esteri Sergei Lavrov ha anche osservato che gli Stati Uniti starebbero cercando di separare i territori sulla sponda orientale dell'Eufrate e di creare lì un semi-Stato controllato. Secondo il Ministero della Difesa russo, gli Stati Uniti riceverebbero oltre 30 milioni di dollari al mese dalla produzione di petrolio in Siria.

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