03:33 08 Dicembre 2019
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Finito o infinito? E se invece fosse un loop? Nuovo studio sulla natura dell’Universo

© Foto : Pixabay CC0
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Nuove scoperte sembrano supportare l'ipotesi di un ‘Universo chiuso’ che implicherebbero relazioni non convenzionali di spazio-tempo, sebbene la maggior parte della scienza attualmente non supporti questo modello.

Un nuovo studio pubblicato sulla rivista Nature Astronomy sembra avvalorare l'ipotesi che il nostro Universo sia curvo e non piatto, come crede la maggior parte della scienza.

In tal caso viaggiare in una direzione alla fine ti riporterebbe al punto di partenza, quello che gli scienziati chiamano un ‘Universo chiuso’. La maggior parte degli scienziati attualmente supporta invece la teoria dell’Universo piatto, la quale suggerisce che tutto lo spazio si espanda in tutte le direzioni e viaggiare in una direzione porterebbe alla fine dell'Universo o all'infinito (a seconda delle due ipotesi più accreditate). I primi risultati della missione Planck Surveyor dell’Agenzia Spaziale Europea che studia le radiazioni cosmiche di fondo, sembrerebbero avvalorare appunto la teoria dell'universo piatto.

Lo studio, intitolato "Prove di Planck per un universo chiuso e una possibile crisi per la cosmologia", tratta del "fondo cosmico a microonde" (CMB), la firma elettromagnetica del Big Bang che ha dato alla luce il nostro Universo.

Secondo lo studio, scritto da un team di ricercatori da Regno Unito e Italia, il CMB rivela significativamente più "lenti gravitazionali" del previsto, suggerendo che la gravità pieghi le microonde molto più di quanto la fisica di oggi possa spiegare.

​"L'ipotesi di un universo piatto potrebbe [...] mascherare una crisi cosmologica in cui le diverse proprietà osservate dell'Universo sembrano essere reciprocamente incoerenti", osserva l'introduzione dello studio.

Gli scienziati che hanno scritto il rapporto, tuttavia, mantengono una dose di sano scetticismo riguardo alle proprie stesse scoperte.

"Non voglio dire che credo in un Universo chiuso", ha detto al Live Science il coautore dello studio Alessandro Melchiorri dell'Università La Sapienza di Roma. "Sono un po'più neutrale. Direi di aspettare i nuovi dati e valutare quelli quando saranno disponibili. Ciò che credo è che ci sia una chiara discrepanza e che dovremmo stare molto attenti a cercare di capire da cosa dipenda”.

Precedenti misurazioni condotte dal veicolo spaziale Planck suggerivano che l'Universo fosse piatto, con una precisione del 99,8 percento. I ricercatori osservano, tuttavia, che "sono necessarie misurazioni future per chiarire se le discordanze osservate sono dovute alla sistematica non rilevata, alla nuova fisica o semplicemente a una fluttuazione statistica".

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