10:52 09 Dicembre 2019
L'ambasciata venezuelana in Brasile

Sostenitori di Guaidò occupano l'ambasciata del Venezuela in Brasile

© REUTERS / Sergio Moraes
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Secondo fonti brasiliane un gruppo di sostenitori dell'oppositore venezuelano Juan Guaidó avrebbero tentato di prendere il controllo dell'ambasciata del Venezuela in Brasile

Dei sostenitori dell'oppositore venezuelano Juan Guaidó avrebbero occupato l'ambasciata del Venezuela in Brasile nella mattinata di mercoledì, a poche ore dall'inizio dell'11° Summit dei paesi BRICS.

Come riportato dal quotidiano brasiliano Estadão, alcuni funzionari della struttura diplomatica avrebbero deciso di aprire le porte dell'ambasciata volontariamente, in un atto che la testata brasiliana definisce un riconoscimento dell'autorità dell'autoproclamato presidente ad-interim del Venezuela.

Stando alle ultime informazioni, l'ambasciatrice di Caracas, Maria Teresa Belandria, sarebbe riuscita a fuggire e non si troverebbe più nel paese.

Il fatto è stato denunciato dal ministro degli Esteri di Caracas, Yvan Gil, il quale tramite il proprio account Twitter ha auspicato l'intervento del governo brasiliano per ristabilire l'ordine in ottemperanza al diritto internazionale.

L'invasione è stata condannata anche da uno dei leader del Partito Comunista brasiliano, Jandira Feghali, che ha definito l'incidente un "attacco alla sovranità e alla democrazia".

In precedenza le autorità americane avevano forzato i diplomatici venezuelani a lasciare la loro ambasciata negli Stati Uniti e hanno consegnato le strutture ai rappresentanti di Guaidó.

Juan Guaidó, l'autoproclamato presidente ad-interim del Venezuela

Nello gennaio del 2019, il politico venezuelano Juan Guaidó si era autoproclamato presidente ad interim del Paese, appoggiato anche dagli Stati Uniti e aveva tentato più volte di prendere il potere, entrando ed uscendo dal Venezuela.

La presidenza di Guaidó è stata riconosciuta dagli Stati Uniti d'America, dalla Francia, dal Regno Unito e da alcuni paesi del Sudamerica, tra cui il Brasile.

Russia, Cina, Messico, Cuba, Bolivia, Uruguay, Turchia, Nicaragua ed El Salvador continuano a riconoscere Maduro come presidente legittimo. 

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