11:54 09 Dicembre 2019

Batteri militarizzati come ‘sensori di esplosivi’ - la nuova sfida del Pentagono

© Fotolia / Giovanni Cancemi
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Un’azienda americana specializzata in sistemi di difesa per il Pentagono afferma di aver messo a punto un nuovo innovativo metodo per rilevare mine ed esplosivi nascosti nel terreno. Verranno utilizzati batteri sensibili ai materiali esplosivi che si illumineranno segnalando il pericolo.

La Raytheon Company è un’azienda del Massachusetts che fattura quasi 30 miliardi di dollari l’anno e conta circa 67 mila dipendenti. Si occupa di tecnologie innovative, sicurezza informatica ed è specializzata in soluzioni per il Pentagono. Nell’ambito del progetto DARPA (Defense Advanced Research Projects Agency - l’agenzia governativa del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti incaricata dello sviluppo di nuove tecnologie per uso militare), la Raytheon ha annunciato quella che potrebbe essere la nuova frontiera nello sviluppo della tecnologia militare – la ‘militarizzazione’ batteriologica.

In dettaglio l’innovazione annunciata consisterebbe nell’utilizzo di un mix di scienze biologiche e alta tecnologia per creare un nuovo metodo per individuare esplosivi sepolti, come mine, usando batteri come sensori rilevatori.

In questi termini viene dato l’annuncio sul sito della Compagnia:

“In base ad un contratto dell'Agenzia per i progetti di ricerca avanzata della difesa degli Stati Uniti (DARPA), Raytheon e il partner Worcester Polytechnic Institute, programmeranno due ceppi batterici per monitorare le superfici del terreno alla ricerca di materiali esplosivi. Il primo ceppo rileverà la presenza o l'assenza di esplosivi sepolti. Se il primo ceppo rileverà esplosivi, il secondo ceppo produrrà una luce brillante sulla superficie del terreno. Le telecamere remote o i veicoli aerei senza equipaggio possono quindi essere utilizzati per sorvegliare vaste aree dalla luminescenza rivelatrice”.

​"Sappiamo già che alcuni batteri possono essere programmati per essere molto bravi a rilevare esplosivi, ma è più difficile nel sottosuolo", ha dichiarato Allison Taggart, e ricercatore principale del programma chiamato ‘Bio Reporter’ per la sorveglianza sotterranea presso la Raytheon BBN Technologies. "Stiamo studiando come trasportare i batteri segnalanti alla profondità richiesta sottoterra, quindi spingendo la luminescenza in superficie in modo che sia facilmente visibile."

La biologia sintetica combina i principi dell'ingegneria elettrica con l'informatica e le tecniche di modifica del DNA. Il programma di sorveglianza sotterranea è un esempio in cui i progressi della biologia sintetica vengono utilizzati per sviluppare sensori in grado di rivelare una varietà di fenomeni sotterranei a distanza.

"L'uso dei sensori biologici sotterranei potrebbe aiutarci a salvare vite umane e a rilevare minacce alla qualità dell'aria e alla fornitura di acqua", ha aggiunto Taggart. "Il design modulare del sistema che stiamo sviluppando ci consentirà di scambiare diversi componenti in base alle necessità per rilevare vari tipi di minacce e contaminanti".

Naturalmente i responsabili della compagnia rassicurano che tale innovazione verrà utilizzata a soli scopi di difesa, tuttavia è facile prevedere che questo tipo di applicazioni alla biologia potranno provocare non poche preoccupazioni e scatenare una corsa alla ‘micromilitarizzazione’ anche da parte dei potenziali concorrenti degli Stati Uniti.

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