00:49 11 Dicembre 2019
Il senatore boliviano Jeanine Añez

Bolivia, Jeanine Añez proclamata presidente ad-interim: proteste in tutto il paese

© AP Photo / Natacha Pisarenko
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La presidente del Senato e leader dell'opposizione Jeanine Añez è stata proclamata presidente ad-interim della Bolivia. Ma intanto il paese è sull'orlo della guerra civile.

Ieri la presidente del Senato boliviano, Jeanine Añez, ha giurato di servire come presidente ad-interim del Paese, in seguito alle recenti dimissioni di Evo Morales.

"In conformità con la Costituzione, in quanto presidente del Senato assumo con effetto immediato la presidenza dello stato e prometto di adottare tutte le misure necessarie per portare la pace al paese", ha dichiarato la Añez .

Il Tribunale costituzionale boliviano, a breve giro di posta, ha confermato la legittimità della presidenza assunta dalla ex presidente del Senato.

In realtà, l'assunzione della presidenza è stata presa unilateralmente, dopo che il parlamento non era riuscito a raggiungere il quorum per l'approvazione formale delle dimissioni di Evo Morales, a caus adi una larga astensione da parte degli esponenti del partito di quest'ultimo, ovvero il Movemiento al Socialismo (MAS).

In sostanza, a dispetto delle dichiarazioni della Añez, di fatto la mancanza di un voto formale coinciderebbe con una violazione della costituzione boliviana.

Nuove elezioni

Subito dopo il suo insediamento, la Añez ha reso noto che il governo ad-interim si metterà immediatamente al lavoro per formare una nuova commissione elettorale che possa portare a elezioni nel prossimo futuro, con una data limite che è stata segnata per il 22 gennaio 2020.

Le dimissioni e la fuga di Evo Morales

Il 10 novembre scorso il presidente boliviano Evo Morales ha rassegnato le proprie dimissioni da presidente del paese, auspicando una rapida cessazione dei disordini scatenatesi dopo la sua rielezione nelle elezioni del 20 ottobre scorso.

Morales è stato dunque costretto a fuggire dal suo paese d'origine, chiedendo asilo politico in Messico, dove è giunto nella giornata di ieri.

Una volta atterrato a Città del Messico, Morales ha voluto ringraziare pubblicamente il capo dello stato messicano Andres Manuel Lopez Obrador per avergli salvato la vita.

Morales ha dichiarato che prima delle sue dimissioni alle sue guardie era stato proposto denaro in cambio dell’ex presidente, senza però specificare chi fosse stato il mandante.

Rischio guerra civile 

Nel frattempo a La Paz i rappresentanti dei popoli indigeni boliviani, aperti sostenitori del presidente dimissionario, sono scesi in piazza minacciando di scatenare una guerra civile dopo quello che è stato da loro definito un "colpo di stato".

Migliaia di persone hanno marciato dalla città di El Alto, non lontano da La Paz, fino al cuore della capitale boliviana, manifestando contro la deposizione di Evo Morales, in quello che molti commentatori locali hanno definito soltanto "l'inizio della storia".

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