17:18 07 Dicembre 2019

Il presidente afghano conferma il rilascio di tre capi Talebani in cambio di due stranieri rapiti

© AFP 2019 / Noorullah Shirzada
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Kabul ha liberato tre capi della “Rete Haqqani”, che fa parte del movimento radicale Talebani, sperando che lo scambio con due stranieri catturati possa dare inizio a nuove trattative di pace.

Il presidente dell’Afghanistan Ashraf Ghani ha confermato che le autorità del Paese hanno rilasciato dal carcere tre capi dei talebani in cambio di due stranieri, professori dell’Università americana in Afghanistan con la sede a Kabul, sequestrati nell’agosto del 2016. Lo riferisce oggi l’agenzia afghana Ariana News.

Come dichiarato da Ghani, la decisione sul rilascio anticipato dei leader del movimento radicale “è stata molto difficile ma è stato anche un importante gesto umanitario”. Il presidente afghano ha aggiunto che questa scelta è stata fatta “dopo le consultazioni con gli alleati internazionali dell'Afghanistan, in particolare con gli Stati Uniti”.

Secondo quanto riferito dall’agenzia, sono stati liberati i capi del gruppo di insurrezionalisti islamici “Rete Haqqani” Haji Mali Khan, Hafiz Rashid ed anche Anas Haqqani, fratello di Sirajuddin Haqqani, il leader della Rete Haqqani e il vice leader dei talebani.

La clausola principale del loro rilascio è stato il trasferimento alle autorità di due cittadini stranieri trattenuti dai talebani. Si tratta di due professori, un americano ed un australiano, presi in ostaggio dai militanti nell’agosto del 2016 presso l’Università americana a Kabul.

Secondo Kabul, tale scambio potrebbe essere un fattore propedeutico alla rispresa delle trattative di pace.

Colloqui sul ripristino delle trattative tra Stati Uniti e Talebani

Ad ottobre le fonti del giornale statunitense Wall Street Journal hanno riferito che gli Stati Uniti e i Talebani si trovavano sulla strada del riavvio dei colloqui di pace, tenendo le discussioni segrete. Durante tali incontri erano state discusse le varie misure per consolidare la fiducia, tra cui appunto il possibile scambio di prigionieri o la riduzione della violenza.

Settembre di tensioni

A settembre il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annullato i colloqui di pace con i talebani dopo che questi ultimi avevano rivendicato la responsabilità di un altro attacco terroristico in Afghanistan. Dopo questi avvenimenti i rapporti tra USA e Talebani sono tornati ad inasprirsi.

In seguito il portavoce dell’ufficio qatariota del movimento dei Talebani, Mohammed Suhail Shaheen ha affermato che il gruppo radicale avrebbe smesso di attaccare gli americani “solo se loro non attaccano le nostre posizioni e firmano l’accordo di pace”. Il presidente americano Donald Trump ha avvertito che nel caso di attacchi da parte dei talebani gli USA risponderanno con “qualcosa che non hanno mai visto”.

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Talebani, Afghanistan
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