22:15 07 Dicembre 2019
Abstract picture of computer virus

Vector - il museo dei virus di Novosibirsk

CC BY 2.0 / Yuri Samoilov / Virus
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Il Primo Ministro russo Dmitry Medvedev, e giornalisti al seguito, in visita a Novosibirsk per una presentazione sul ruolo dei centri di ricerca genomica in Russia, hanno fatto visita al Museo del Centro scientifico statale di virologia e biotecnologia Vector. Un vero e proprio ‘museo dei virus’.

Come parte di un breve tour, al capo del Gabinetto dei Ministri è stato presentato lo stato di avanzamento e sviluppo del centro scientifico e mostrate le principali curiosità del ‘Vector’, non solo un centro studi, ma anche un vero e proprio museo.

Una tuta unica progettata per proteggere da infezioni virali particolarmente pericolose, nonché una scatola isolante di bioprotezione di ultima generazione per la ricerca, questi alcune delle curiosità mostrate. Ma il pezzo forte dell’escursione preparata dagli scienziati per il Primo Ministro e giornalisti a seguito è stata quella che potrebbe essere definita la ‘santabarbara’ dei virus.

Il Vector - "Centro scientifico statale per la virologia e la biotecnologia" parte del "Servizio scientifico federale per la salvaguardia dei diritti dei consumatori e del benessere umano (Rospotrebnadzor )"  è uno dei maggiori centri scientifici virologici e biotecnologici della Russia, situato nella città scientifica di Koltsovo, nei pressi di Novosibirsk. La missione del Centro è il supporto scientifico e pratico per contrastare le minacce infettive globali. Per questo motivo il Centro comprende anche una Banca mondiale dei virus, necessaria per poter eseguire ricerche in campo epidemiologico, biologico molecolare, virologico, batteriologico, di ingengneria genetica, bioteconologia, ecologia e sicurezza.

​E’ lo stesso capo del Rospotrebnadzor, Anna Popova, a spiegare che questo è l'unico in Russia e uno dei due soli istituti al mondo che archivia una raccolta di campioni di virus persino del vaiolo.

Fu proprio nel 1976 l'Organizzazione Mondiale della Sanità a chiedere ai laboratori di tutto il mondo in possesso dei ceppi di virus del vaiolo di distruggerli o consegnarli al laboratorio ‘Centers for Disease Control’ negli Stati Uniti o a questo di Novosibirsk nell’allora Unione Sovietica. A lungo si discusse se distruggere anche i ceppi conservati in queste due banche perchè da una parte si è sempre temuto che il temibile virus potesse essere trafugato o utilizzato in maniera non convenzionale, dall’altra la stessa OMS ha sempre affermato la necessità di dover continaure a studiarlo. A partire dal 2014 si è deciso di non distruggere le scorte conservate nei due laboratori e proseguire le ricerche. Nel caso una minaccia simile dovesse riemergere, magari mutata, avere dei ceppi base sui quali lavorare sarebbe essenziale. Sul laboratorio americano e questo in Russia quindi, l’intera comunità internazionale ripone la propria fiducia e le proprie speranze per il futuro. In questo contesto si comprende quanto le visite ufficiali e pubbliche come quella di oggi siano importanti ed importante è che avvenga sempre tutto alla luce del Sole.

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