11:11 09 Dicembre 2019
Learn

Miti infranti: una ricerca rivela che maschi e femmine hanno pari capacità matematiche

CC0
Mondo
URL abbreviato
311
Seguici su

Secondo un recente studio scientifico non ci sarebbero affatto differenze di genere nell’attitudine alla matematica e nel funzionamento del cervello dei bambini impegnati in materie tecnico-scientifiche, contrariamente a quanto spesso invece ritenuto.

Se avete mai creduto al mito secondo il quale i ragazzi avrebbero una migliore propensione per la matematica e le materie tecnico-scientifiche rispetto alle ragazze, o piuttosto i risultati a scuola vi hanno sempre fatto ritenere il contrario, sappiate che il recente studio pubblicato sulla rivista Science of Learning tende a dimostrare invece che non ci sarebbe proprio nessuna differenza nei modelli di attività celebrale tra i due sessi durante l’impegno nel risolvere problemi di matematica e materie tecnico-scientifiche.

Il gruppo di ricerca della Carnegie Mellon University, dopo un approfondito studio sullo sviluppo celebrale, ha concluso che il cervello dei bambini è praticamente identico indipendentemente dal loro genere.

"Osserviamo che il cervello dei bambini funziona in modo simile indipendentemente dal loro genere. Quindi speriamo di poter ricalibrare le aspettative su ciò che i bambini possono ottenere in matematica", ha detto la ricercatrice dello studio Jessica Cantlon della Carnegie Mellon University negli Stati Uniti.

Questo, dichiarano i ricercatori, sarebbe il primo studio di neuroimaging (confronto di immagini di scansioni celebrali) condotto per valutare le differenze biologiche di genere nell'attitudine matematica nei bambini.

Confrontando i risultati del "Early Mathematics Test", un test standardizzato per bambini di età compresa tra tre e otto anni, eseguito su 97 bambini (47 maschi, 50 femmine), i ricercatori hanno concluso che non vi sarebbero differenze alcune e che la propensione alla matematica non sarebbe in nessun modo legata a sesso o età.

"La socializzazione tipica può esacerbare piccole differenze tra ragazzi e ragazze che possono alterare il modo in cui li trattiamo nella scienza e nella matematica", ha detto la dottoressa Cantlon. "Dobbiamo essere consapevoli di queste origini per garantire che non siamo noi a causare le disuguaglianze di genere".

Questo progetto è focalizzato sullo sviluppo della prima infanzia usando una serie limitata di compiti matematici. Cantlon vuole continuare questo lavoro usando una gamma più ampia di abilità matematiche, come l'elaborazione spaziale e la memoria, e seguire i bambini per molti anni.

Il concetto alla base della ricerca è quello di dimostrare che se in natura non esistono limitazioni di genere per quanto riguarda scienze esatte e materie tecniche, allora la società dovrebbe facilitare l’accesso agli studi di queste materie alle ragazze come ai ragazzi, cosa che, spesso, secondo la dottoressa Cantlon, non avviene.

RegolamentoDiscussione
Commenta via FacebookCommenta via Sputnik