10:52 09 Dicembre 2019
Bandiera sovietica su Reichstag

Per rivista americana l'odio di Hitler ha trasformato la Russia in superpotenza

© Sputnik . Владимир Гребнев
Mondo
URL abbreviato
534
Seguici su

L'odio di Hitler per l'Unione Sovietica trasformò lo Stato comunista in una superpotenza, mentre la follia del führer eliminò tutti i rivali dell'Urss, ad eccezione degli Stati Uniti, si legge in un articolo di Michael Peck su The National Interest.

Al termine della Seconda Guerra Mondiale, l'Unione Sovietica aveva perso più di 20 milioni di persone e Mosca aveva poche ragioni per ringraziare Adolf Hitler. Tuttavia l'odio del führer nei confronti della Russia ha trasformato quest'ultima in una superpotenza, scrive Michael Peck, editorialista della rivista americana The National Interest.

Adolf Hitler era ossessionato dall'idea di trasformare la Russia in un'enorme colonia tedesca e i russi in schiavi. Alla fine metà della Germania venne occupata dall'Armata Rossa, "e parte del popolo tedesco divenne un tassello dell'Impero russo", si legge nell'articolo.

Dire che la Russia non era una grande potenza prima dell'avvento di Hitler sarebbe sciocco, prosegue l'articolo.

Almeno dal XVIII secolo, la Russia era un Paese di grande peso con enormi ricchezze, territorio e popolazione, un gigante abbastanza forte da distruggere l'esercito di Napoleone, che pensava di far dell'Impero Russo una facile preda. 

Non solo Hitler e i suoi generali erano convinti che la Russia sarebbe crollata come un castello di carte; persino gli analisti britannici e americani non prevedevano che Mosca resistesse alla guerra lampo di Hitler.

Quando all'alba del 22 giugno 1941 4 milioni di soldati del Terzo Reich varcarono il confine sovietico, sognavano di vedere le torri del Cremlino, ma al contrario diedero il via ad una catena di eventi che ancora oggi modellano il mondo.

Nel maggio del 1945 il Regno Unito era di fatto in bancarotta, la Francia era un Paese devastato, mentre i tedeschi osservarono i carri armati russi muoversi lungo le rovine di Berlino. Da pugile insanguinato, ma comunque vincitore, la Russia rimase in piedi e divenne per più di quarant'anni una delle due superpotenze del mondo.

La follia di Hitler eliminò tutti i concorrenti dell'Urss, ad eccezione degli Stati Uniti. Il mondo del 1939 era multipolare e diversi Paesi si battevano per la supremazia. Nel 1945, c'erano solo due superpotenze: gli Stati Uniti e l'Unione Sovietica. Gli altri Paesi concorrenti erano sconfitti, occupati o malconci dopo la guerra.

Ecco la grande eredità lasciata da Hitler alla Russia, si sottolinea nell'articolo.

La Russia di Putin è solo un'ombra della forza militare e dell'influenza globale dell'Unione Sovietica. Ma si si fa un confronto con la potenza militare e l'influenza della Gran Bretagna, della Francia e della Germania di oggi con quello che questi Paesi avevano nel 1939, la Russia non appare più in cattive condizioni.

Mosca è riuscita a mantenere un contingente militare in Siria per diversi mesi. Nel contempo la Nato è stata a malapena in grado di racimolare risorse sufficienti per fronteggiare la Libia di Muammar Gheddafi nel 2011.

"Hitler lasciò dietro di sè in Europa un vuoto di potere che la Russia colmò. Se valga il prezzo di 20 milioni di vite è un'altra questione", riassume Michael Peck nel suo articolo per The National Interest.
Tags:
The National Interest, Nazismo, USA, Storia, URSS, Russia, Germania, Adolf Hitler
RegolamentoDiscussione
Commenta via FacebookCommenta via Sputnik