18:21 07 Dicembre 2019
A handout picture released by the official Syrian Arab News Agency (SANA) on October 31, 2019 shows President Bashar al-Assad speaking during a special broadcast interview in Syria's capital Damascus.

Una rara intervista a Bashar al-Assad: USA, guerra, petrolio e geopolitica

© AFP 2019 / Handout/SANA
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Nella prima intervista concessa ai media stranieri da oltre un anno, Bashar al-Assad parla della guerra civile nel suo Paese, di petrolio, terrorismo e del ruolo degli Stati Uniti.

Dopo una guerra civile durissima e prolungata, che pur sta volgendo al termine, il Presidente siriano Bashar al-Assad si trova ora ad affrontare il difficile compito di riunire e ricostruire una nazione devastata nonostante il blocco economico dell’Occiente.

Il Presidente intervistato da Afshin Rattansi per i media russi, parla prima di tutto del conflitto che ha travolto il suo Paese, del ruolo che hanno avuto i governi occidentali in esso ed esprime la sua versione dei fatti sul conflitto che riguarda la Siria e la geopolitica in generale.

Il silenzio stampa dell’ultimo anno

Bashar al-Assad, che ha compiuto 54 anni a settembre, aveva rilasciato l’ultima intervista ad un’agenzia di stampa straniera nel giugno 2018, dopodiché aveva completamente smesso di parlare con i media occidentali a causa, egli afferma, della loro continua “caccia allo scoop” e scarso invece interesse per i fatti. Ora invece l’opinone pubblica nel mondo, specie in Occidente, sarbbe cambiata molto negli ultimi anni secondo Assad e potrebbe essere giunto il momento giusto per tornare a comunicare.

"La gente sa che i funzionari di Governo hanno raccontato una grande quantità di bugie su quello che è succedendo nella regione, in Medio Oriente, in Siria, nello Yemen. Sanno che che la narrazione è piena di menzogne ma non sanno quale sia la verità, quindi, penso, sarebbe forse giunto il tempo di parlare di questa verità”, ha detto il Presidente.

Come è iniziata la guerra

Il conflitto siriano scoppiò all'inizio del 2011 con manifestazioni antigovernative che coincisero con violente proteste sostenute dall'Occidente in altre nazioni a maggioranza araba, conosciute collettivamente con il nome di ‘Primavera araba’. Politici e osservatori stranieri attribuirono le proteste in Siria ad una combinazione di fattori quali corruzione, cattiva gestione e prolungata siccità che non fecero che aggravare le condizioni socio-economiche nel Paese.

Pur questi fattori fossero in gran parte interni, al-Assad sostiene che la leva sia stata tirata dall'esterno: “Il problema è iniziato quando in Siria è arrivato il denaro del Qatar”. Secondo il Presidente il Qatar avrebbe pagato i manifestanti, infatti prosegue dicendo: “È stato molto semplice. All’inizio li pagavano 50 dollari, poi più tardi 100 dollari a settimana, il che per loro era sufficiente per vivere senza lavorare. Quindi è stato più facile partecipare alle manifestazioni”. Più tardi, sepre secondo Assad, il Qatar avrebbe iniziato ad armare i manifestanti. Quelle manifestazioni, originariamente descritte come pacifiche dai media occidentali, secondo al-Assad sarebbero state invece violente fin dall’inizio perché i primi poliziotti persero la vita già dalle prime battute dei disordini. Quando poi nella primavera del 2011 il Governo represse il movimento di protesta, questi si trasformò rapidamente in una vera e propria insurrezione e divenne guerra civile a pieno titolo nell’estate del 2012. I Governi occidentali a quel punto chiesero le dimissioni del Presidente siriano e imposero le loro sanzioni.

Gli attacchi chimici

Con l'intensificarsi dei combattimenti nel 2013 si sono verificati una serie di presunti attacchi chimici nelle aree detenute dall'opposizione. Damasco e Mosca hanno entrambe suggerito che l'attacco di marzo a Khan al-Assal fosse una ‘false flag’ delle milizie all'opposizione per incolpare il Governo.

Quando gli investigatori delle Nazioni Unite arrivarono sul terreno per indagare sull'incidente, la loro visita coincise con un attacco sarin su scala ancora più grande a Ghouta il 21 agosto, che secondo come riferito causò centinaia di vittime. Gli Stati Uniti hanno subito accusato il Governo siriano ed erano sull'orlo di un intervento militare, evitato solo quando Damasco acconsentì a cedere tutte le sue armi chimiche.

Bashar al-Assad sottolinea che i tempi dell'attacco di Ghouta non avrebbe avuto alcun senso per lui intraprendere un’azione del genere: “La cosa divertente di quella data è che è la stessa data in cui è arrivata la prima delegazione, la delegazione internazionale che è venuta in Siria per indagare sull'incidente a Damasco, che dista solo pochi chilometri da quel luogo. Ovviamente, se anche l’esercito siriano avesse avuto ancora armi chimiche e avesse voluto usarle, non le avrebbe certo usate proprio quel giorno. In secondo luogo hanno parlato di duecento civili uccisi ma se usi armi chimiche potresti ucciderne migliaia in una zona come quella in cui c’è alta densità”.

Secondo al-Assad quindi quegli episodi, e la valutazione che ne diede l’Occidente non fu altro che “una narrazione utile solo come pretesto per attaccare la Siria”.

"Non è stata offerta alcuna prova tangibile per dimostrare che vi fossero stati veri attacchi chimici e ci sono stati molti rapporti che hanno confutato invece quelle accuse. Era solo una scusa, mai, l'esercito siriano aveva usato armi chimiche, neanche prima di consegnare tutti gli arsenali al comitato internazionale ”.

Un attacco altrettanto sospetto a Khan Sheikhoun, Idlib nell'aprile 2017 aveva portato poi gli Stati Uniti, sulla base di affermazioni non confermate neppure dall'opposizione, a bombardare una base aerea siriana senza un mandato delle Nazioni Unite.

La degenerazione del conflitto tra fazioni ribelli vide poi l'ascesa di gruppi islamisti estremisti nel 2014; Il fronte di Al-Nusra e il ramo di Al-Qaeda e Daesh, alias ISIS, riuscirono ad impadronirsi di vaste aree del Paese e iniziarono a suscitare enormi preoccupazioni per la sicurezza regionale.

A quel punto, secondo questa ricostruzione, gli Stati Uniti, insieme ad alcuni partner, formarono una coalizione in Siria - senza un mandato da parte di nessuno - mentre al-Assad invitava piuttosto la Russia ad intervenire.

Il ruolo degli Stati Uniti nell'insurrezione terroristica

Il Presidente ribadisce la diffusa ipotesi che quei gruppi terroristici fossero emersi come conseguenza diretta della CIA che già aveva armato i mujahedeen in Afghanistan negli anni '80 per contrapposizione all'Unione Sovietica.

Dice della politica americana: "Hanno invaso l'Afghanistan, non hanno ottenuto nulla. Hanno invaso l'Iraq, non hanno ottenuto nulla, e hanno iniziato a invadere altri Paesi, ma in modi diversi. Il problema con gli Stati Uniti ora è che combattono una guerra di sopravvivenza, dal loro punto di vista, perché stanno perdendo la loro egemonia. Al-Qaeda non è altro che una procura contro il governo siriano, contro il governo russo e contro il governo iraniano. Ecco perché la stanno usando, ma ci sono le prove. Come è cresciuto improvvisamente l'ISIS nel 2014 ?! Dal nulla! .. In Iraq e in Siria nello stesso periodo? con armamenti americani?! .. Come potevano contrabbandare milioni di barili di petrolio in Turchia sotto la supervisione dell'aereonautica americana, come? Perché gli americani volevano usarli contro l'esercito siriano”.

Quindi il Presidente siriano specifica nel dettaglio la sua teoria:

“...ci sono potenze emergenti come la Russia, la Cina, l'India e altri. Gli Stati Uniti non accettano alcun partner nella guida del mondo, nemmeno Regno Unito o Francia, nemmeno in altri grandi Paesi, non parlo di altri grandi poteri perché questo è un altro significato, parlo di Paesi. Non accettano partner. Ecco perché stanno combattendo ora. Quindi, la guerra in Siria è un microcosmo della terza guerra mondiale, diciamo, ma senza armamenti; attraverso una proxy (guerra per procura)".
Il "saccheggio" del petrolio siriano

Durante la guerra i terroristi si erano impadroniti di vaste aree di territori ricchi di petrolio nel nord-est della Siria ma vennero poi ricacciati dalle milizie curde appoggiate dagli USA che, a quanto pare, ora continuano ad estrarre e contrabbandare il petrolio siriano.

Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, aveva chiarito nelle ultime settimane che "proteggere" il petrolio siriano (cioè tenerlo nelle mani dei curdi e lontano dal governo di Damasco) sarebbe stata la sua priorità principale in Siria. Mosca a sua volta ha recentemente definito “brigantaggio” gli sforzi di Washington per mantenere i giacimenti petroliferi sotto il suo controllo militare.

"Da quando l'ISIS ha iniziato a contrabbandare petrolio siriano nel 2014, ha avuto due partner: Erdogan e la sua confraternita, e gli americani, sia CIA che altri", afferma al-Assad. “Quindi, ciò che Trump ha fatto è solo annunciare la verità; non sta parlando di qualcosa di nuovo. Anche quando alcuni curdi iniziarono a saccheggiare il petrolio siriano, gli americani furono i loro partner. Quindi, si tratta di soldi, e di petrolio, ed è quello che Trump ha detto di recente. Gli americani cercano sempre di saccheggiare altri Paesi nei più svariati modi, non solo petrolio, soldi o risorse finanziarie. Saccheggiano i loro diritti, a cominciare da quelli politici. Questo è il loro ruolo storico, almeno da dopo la Seconda Guerra Mondiale".

Gli altri temi

L’intervista prosegue poi sul tema dell’invasione della Turchia, della ‘questione curda’, gli attacchi di Israele, l’arresto della petroliera iraniana, dell’ascesa e caduta di al-Baghdadi, della sorte di Idlib e della ricostruzione della Siria. Tutti gli argomenti vengono affrontati dal Presidente con la consueta calma analitica ma anche con sferzanti parole e accuse a quella che definisce una doppia morale occidentale.

Le versioni di Bashar al-Assad

Per analizzare le interviste che concede Bashar al-Assad e valutarne l’affidabilità delle considerazioni e previsioni, consigliamo rileggerne le trascrizioni a distanza di anni. 

Questa concessa per esempio a Charlie Rose nel 2006, cioè ben prima dell’inizio del conflitto, riletta oggi, appare particolarmente premonitrice e capace di individuare già allora alcuni degli elementi che avrebbero poi portato all'escalation degli anni successivi.
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