11:39 09 Dicembre 2019
This Monday, Dec. 11, 2017, photo taken in New York shows the word feminism listed in the dictionary

Indovinate qual è la parola dell’anno secondo il Dizionario inglese Collins?

© AP Photo / Peter Morgan
Mondo
URL abbreviato
231
Seguici su

Riflettendo un linguaggio sempre più politicizzato, i contendenti di quest'anno includevano parole come ‘rewilding’ e ‘hopepunk’, non di particolare uso comune dalle nostre parti. L’espressione inglese, composta da due parole, che si è piazzata invece al primo posto la conoscono tutti, anche i non anglofoni. Indovinato?

Se avete pensato BREXIT, sbagliato. Quella era la parola che ha vinto il premio del 2016. FAKE NEWS? No, quella ha vinto nel 2017. La parola del 2019 è CLIMATE STRIKE.

Ma certo, quante volte l’abbiamo sentita ultimamente? In un anno in cui le manifestazioni globali di protesta contro la crisi climatica sono state organizzate persino in Vietnam e Afghanistan, e le dimostrazioni di Extinction Rebellion hanno bloccato il traffico nelle principali città, con tanto di arresti, e Greta Thunberg ha invitato i giovani a marinare la scuola per combattere l'inazione politica, "Climate Strike”, ovvero “sciopero per il clima" è stato nominato ‘parola’ dell’anno 2019 dal Dizionario Collins, uno dei dizionari più antichi e famosi al mondo.

Ogni anno, i lessicografi del dizionario monitorano un corpus di parole enorme che arriva a sfiorare i 10 miliardi di lemmi e combinazioni. In seguito stilano un elenco dei 10 nuovi termini più significativi. Uno di questi viene incoronato parola dell’anno, considerato che per ‘parola’ gli anglosassoni considerano anche le combinazioni binarie di parole che, insieme, formano nuove espressioni. La definizione che dà il Collins di ‘Climate Strike’ e che trovate anche nel sito online è la seguente: “forma di protesta in cui le persone si assentano dall'istruzione o dal lavoro per partecipare a manifestazioni che richiedono azioni per contrastare i cambiamenti climatici".

​Il primo uso dell'espressione venne registrato nel 2015, quando una manifestazione di massa ebbe luogo durante la conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici a Parigi. Tuttavia, l'espressione è decollata solo alla fine del 2018, quando la decisione della giovane attivista svedese Greta Thunberg di saltare la scuola il venerdì per protestare davanti al Parlamento nazionale ha fatto notizia in tutto il mondo. Si calcola che al settembre 2019, circa sei milioni di persone avevano già aderito agli scioperi climatici.

I lessicografi della Collins hanno notato un aumento di almeno un centinaio di volte nell'uso di questa espressione nel 2019, l’incremento più significativo della loro lista.

Helen Newstead, consulente per i contenuti linguistici della Collins, ha dichiarato che il concetto di ‘sciopero climatico’ può dividere l’opinione pubblica ma è un fatto che sia stata un’espressione molto diffusa ultimamente, certe volte anche più di ‘Brexit’, parola stravincitrice del premio del 2016.

La scelta mostra una tendenza di nuovi termini legati all'ambiente, dopo la parola dell'anno 2018, "Single use" (monouso / usa e getta), che si riferiva ai prodotti in plastica realizzati per essere utilizzati una sola volta.

Ci sono stati altri contendenti legati al clima quest'anno, tra cui "rewilding", che significa "la pratica di riportare aree di terra o animali ad uno stato selvaggio", e "hopepunk", parola nata in letteratura e che ora viene usata comunemente per descrivere "chiunque celebri il perseguimento di obiettivi positivi, in certi casi anche utopici, nonostante le avversità”.

"Sembra passata una vita da quando avevamo parole dell’anno molto più spensierate... a quanto pare l'atmosfera politicamente carica degli ultimi anni sta guidando la nostra lingua, portando nuove parole in primo piano e dando nuovi significati e sfumature a parole già in uso", ha aggiunto la Newstead.
RegolamentoDiscussione
Commenta via FacebookCommenta via Sputnik