00:38 16 Novembre 2019

Bolivia, Morales annuncia le dimissioni

© REUTERS / Jose Lirauze/Courtesy of Bolivian Presidency
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Il presidente boliviano Evo Morales ha annunciato le sue dimissioni domenica dopo che i militari e la polizia della nazione hanno esortato il leader a dimettersi tra le continue proteste in tutto il paese.

Nel suo discorso Morales ha auspicato che i disordini scoppiati nel Paese cessino già a partire da questa sera. Ha dichiarato di essersi dimesso per evitare il dilagare della violenza nel Paese, di cui è responsabile l'opposizione.

Insieme al presidente si è dimesso il vicepresidente Álvaro García Linera. Nella sua dichiarazione Linera ha definito la situazione "un colpo di Stato".

Secondo Deber, anche la presidente del Senato boliviano Adriana Salvatierra ha rassegnato le dimissioni. Secondo la costituzione boliviana, Salvatierra avrebbe dovuto ottenere un'autorità superiore nel paese dopo che il presidente e il vicepresidente si fossero dimessi.

Ora il potere dovrebbe andare al presidente della Camera dei deputati Victor Borda, ma aveva lasciato l'incarico prima di Morales.

Cuba ha espresso solidarietà all'ex presidente boliviano Evo Morales e ha condannato "il colpo di Stato". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Bruno Rodriguez.

Anche Caracas condanna "il colpo di Stato in Bolivia" contro l'ex presidente Evo Morales, ha dichiarato il capo venezuelano Nicolas Maduro. 

In precedenza Morales ha annunciato che chiederà nuove elezioni dopo che l’Organizzazione degli stati americani (OSA) aveva pubblicato il rapporto in cui si afferma che i risultati del voto dovrebbero essere annullati a causa di irregolarità.

Le forze armate boliviane hanno invitato oggi l'ex presidente a dimettersi per garantire la stabilità del Paese, afflitto da disordini e violenti scontri da ottobre.

"Dopo aver analizzato la situazione del conflitto interno, chiediamo al presidente della Repubblica di rinunciare al suo mandato presidenziale, per permettere il ripristino della pace e  garantire la stabilità per il bene della Bolivia", ha dichiarato Williams Kaliman, comandante delle forze armate del Paese, citato dalla Reuters.

​All'inizio della giornata di oggi diversi alti funzionari avevano deciso di dimettersi a seguito di minacce e aggressioni contro i propri familiari.

In precedenza le forze armate boliviane avevano ordinato di avviare operazioni volte a eliminare i gruppi armati clandestini dietro i disordini in corso nel Paese. Il comando aveva spiegato la sua decisione col fatto che solo le forze armate e la polizia nazionale erano autorizzate a trasportare armi conformemente alla legislazione nazionale.

Il paese sudamericano è stato scosso dalle proteste iniziate subito dopo le elezioni del 20 ottobre, con cui Evo Morales si era assicurato un secondo mandato presidenziale, con le opposizioni che non hanno voluto riconoscere i risultati.

Il culmine delle manifestazioni è stato raggiunto venerdì, quando i media boliviani hanno riportato che le forze dell’ordine erano scese in piazza al fianco dei manifestanti, nella capitale Scure e nella città di Santa Cruz de la Sierra.

Sabato scorso, il governo boliviano ha invitato la polizia ad avviare un dialogo e ha aperto a un aumento delle pensioni del 100%.

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