03:07 20 Novembre 2019

I rischi di una guerra nucleare per un falso allarme secondo esperto americano

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Esiste ancora la possibilità di un falso allarme relativamente ad un attacco missilistico: questa situazione minaccia una catastrofe globale, quindi i presidenti di Stati Uniti e Russia devono agire immediatamente, ritiene Daryl Kimball, direttore della Arms Control Association.

Esattamente quarant'anni fa il sistema di allarme missilistico del comando di difesa aerospaziale del Nord America (NORAD) entrò in funzione accidentalmente, provocando quasi un attacco missilistico di ritorsione contro l'Unione Sovietica.

"L'incidente del 9 novembre 1979 è stata una delle decine di situazioni pericolose con le armi nucleari durante la guerra fredda. Sebbene il periodo che portò gli Stati Uniti e la Russia a costruire enormi arsenali nucleari sia terminato decenni fa, restano le armi nucleari e le strategie che potrebbero portare al lancio di centinaia di testate nucleari per falsi allarmi", ha dichiarato Kimball a Sputnik.

Ha ricordato che oggi Russia e Stati Uniti dispongono di 1.400 testate nucleari strategiche, centinaia di missili marittimi e terrestri e bombardieri strategici.

"Ciascuna parte ha centinaia di testate che possono essere lanciate nel giro di pochi minuti dopo che il presidente ha dato l'ordine. E ciascuna parte consente l'utilizzo di armi nucleari prima che venga confermata l'avvenuta esplosione nucleare sul proprio territorio", ha detto l'esperto.

Secondo Kimball, queste concezioni pericolose sul "lancio in risposta all'aggressione" fanno sì che sia concreto il rischio di un conflitto con attacchi nucleari a seguito di un falso avvertimento. La situazione è complicata dal fatto che Washington e Mosca lasciano a se stessi la possibilità di essere i primi a usare le armi nucleari durante una crisi o un conflitto non nucleare.

"Entrambi gli Stati hanno centinaia di cosiddette bombe nucleari tattiche con un potere esplosivo relativamente piccolo da usare sul campo di battaglia. Entrambe le parti conducono regolarmente esercitazioni militari per affrontare una guerra nucleare. Ma l'uso di armi potenti, anche per la cosiddetta azione limitata, tiene aperta la possibilità di un disastro globale", ha detto Kimball.

Non appena viene utilizzata una singola testata nucleare, non vi è alcuna garanzia che una guerra nucleare su vasta scala venga evitata, ha affermato. Secondo l'interlocutore dell'agenzia, i ricercatori dell'Università di Princeton hanno elaborato una nuova simulazione dello scenario in cui una delle parti ricorrerà all'impiego "tattico" di armi nucleari e l'altra reagirà analogamente.

"In base alle attuali concezioni militari possono concretizzarsi attacchi nucleari a ripetizione contro obiettivi militari e civili, che segnerebbero 1.700 esplosioni. In cinque ore, circa 100 milioni di persone rimarranno uccise o ferite", Kimball riporta i risultati dell'analisi.

A suo avviso, i presidenti degli Stati Uniti e della Russia dovrebbero prendere immediatamente provvedimenti sostanziali per ridurre questi rischi.

"Inizialmente dovrebbero esortare tutti gli Stati con armi nucleari a riconoscere il principio proposto nel 1985 dal presidente sovietico Mikhail Gorbachev e dal presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan, secondo cui" una guerra nucleare non può essere vinta e non può essere iniziata", ha evidenziato l'esperto.

"Allo stesso tempo i Paesi con armi nucleari dovrebbero delineare una politica che precluda di usare per primi le armi nucleari e di impiegarle senza la conferma dell'uso di ordigni nucleari sul proprio territorio".

Un altro passo necessario, a suo avviso, dovrebbe essere il rapido raggiungimento di accordi tra i presidenti degli Stati Uniti e della Russia sull'estensione del Trattato strategico sulle armi offensive (START-3) per cinque anni, come previsto nel documento.

"Siamo fortunati che falsi allarmi durante la guerra fredda non abbiano portato ad una guerra nucleare. Potrebbe non esserci tanta fortuna in futuro, quindi i nostri leader devono agire ora", ha aggiunto Kimball.

Tags:
Geopolitica, Difesa, Sicurezza, Armi nucleari, Nucleare, Russia, USA
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