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12:59 13 Novembre 2019
Cellula tumorale

Scoperto un nuovo ceppo di HIV

CC BY-SA 4.0 / Destroyer of furries / Cancer cell
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Per la prima volta dopo 19 anni, un team di scienziati ha rilevato un nuovo ceppo di HIV.

Il ceppo fa parte della versione del gruppo M dell'HIV-1, la stessa famiglia di sottotipi di virus da incolpare della pandemia globale dell'HIV, secondo gli Abbott Laboratories, che hanno condotto la ricerca insieme all'Università del Missouri, a Kansas City. I risultati sono stati pubblicati mercoledì sul Journal of Acquired Immune Deficiency Syndromes, giornale che specificatamente si occupa di ricerca scientifica sull’AIDS.

L'HIV ha diversi sottotipi o ceppi diversi e, come altri virus, ha la capacità di cambiare e mutare nel tempo. Questo è il primo nuovo ceppo HIV di gruppo M identificato da quando nel 2000 sono state stabilite le linee guida per la classificazione dei sottotipi. È importante sapere quali ceppi del virus circolino per garantire l'efficacia dei test utilizzati per rilevare la malattia.

"Può essere una vera sfida per i test diagnostici", ha affermato Mary Rodgers, coautrice del rapporto e scienziata principale dei laboratori Abbott. Il suo team verifica importanti campioni di sangue nel mondo e studia gli eventuali nuovi ceppi nonchè rintraccia quelli già in circoclazione di modo da poter avere rilevazioni accurate di dove si nascondano i pericoli, ha spiegato.

​Fortunatamente il dottor Anthony Fauci, direttore dell'Istituto nazionale di allergie e malattie infettive, ha affermato che gli attuali trattamenti per l'HIV sono efficaci anche contro questo nuovo ceppo. Tuttavia, l'identificazione di un nuovo ceppo fornisce una mappa più completa dell'evoluzione dell'HIV e dimostra che il virus è ancora in grado di mutare.

"Non c'è motivo di farsi prendere dal panico e neanche di preoccuparsene troppo", ha detto Fauci. "Non molte persone sono infette da questa nuova variante. Si tratta più che altro di un valore anomalo".

Affinché gli scienziati possano dichiarare che si tratti di un nuovo sottotipo, tre casi devono essere rilevati in modo indipendente. I primi due furono trovati nella Repubblica Democratica del Congo nel 1983 e nel 1990.

I due ceppi erano "molto insoliti e non corrispondevano ad altri ceppi", ha detto Rodgers. Il terzo campione trovato in Congo è stato raccolto nel 2001 come parte di uno studio volto a prevenire la trasmissione del virus da madre a figlio. Il campione era piccolo e, sebbene sembrasse simile ai due campioni più vecchi, gli scienziati volevano testare l'intero genoma per essere sicuri. All'epoca non esisteva la tecnologia per determinare se si trattasse del nuovo sottotipo.

Quindi gli scienziati di Abbott e dell'Università del Missouri hanno sviluppato nuove tecniche per studiare e mappare il campione del 2001. Rodgers a suo tempo disse che sarebbe stato "come cercare un ago in un pagliaio e poi estrarre l'ago con un magnete".

Sono stati tuttavia in grado di sequenziare completamente il campione e determinare che effettivamente si trattava si un nuovo sottotipo di HIV.

Non è chiaro come questa variante del virus possa avere un impatto diverso sul corpo e se agisca in modo diverso. Gli attuali trattamenti per l'HIV possono combattere un'ampia varietà di ceppi virali e si ritiene che questi trattamenti possano combattere anche questo come dice il dottor Anthony Fauci.

La dott.ssa Carole McArthur, professoressa anch’essa dell'Università del Missouri, ha però voluto far notare che: "Questa scoperta ci ricorda che per porre fine alla pandemia dell'HIV, dobbiamo continuare a pensare a questo virus in continua evoluzione e utilizzare gli ultimi progressi della tecnologia e delle risorse per monitorare la sua evoluzione".

Circa 36,7 milioni di persone nel mondo vivono con l'HIV, secondo l'Organizzazione mondiale della sanità. UNAIDS stima che nel solo 2016 circa 1,8 milioni di persone siano state infettate.

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