22:55 11 Dicembre 2019
Un gatto contro la neve

Predatori addomesticati: le razze più antiche di gatti

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Stando agli ultimi dati scientifici, i gatti furono addomesticati circa 10.000 anni fa in Medio Oriente. I loro antenati erano i gatti della Libia (Felis silvestris lybica) e i loro primi padroni furono gli agricoltori egiziani e libici.

Gli scienziati ipotizzano che tra i primi predatori addomesticati non vi erano animali con chiazze chiare sul muso e sulle zampe: infatti, la mutazione genetica relativa a questa variazione cromatica si manifestò solamente durante il Medioevo. Le razze di gatti che non hanno mutato il loro aspetto esteriore per millenni confermano quest’ipotesi.

Gatti galleggianti

Il Turco Van, gatto bianco dal pelo lungo con delle chiazze sulle orecchie, è considerato una delle razze di gatto più antiche al mondo. Ricerche sul suo DNA hanno dimostrato che questi animali pelosi si erano stanziati attorno al lago Van sull’Altopiano armeno già alcune migliaia di anni fa.

Nel loro genoma ci sono alcune mutazioni che li aiutarono ad adattarsi alla vita sulle sponde del lago. I gatti di questa razza amano l’acqua, nuotano con maestria e sono capaci di catturare pesci di acqua dolce. Non presentano il sottopelo, ma il loro pelo è idrorepellente, dunque si asciuga rapidamente. I gatti di questa razza si distinguono per una diversità genetica poco sviluppata poiché hanno vissuto per lungo tempo in isolamento senza entrare in contatto con altre razze.

Il Turco Van
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Il Turco Van

Questi gatti non hanno nemmeno patologie ereditarie specifiche, ma i tentativi di isolare un Turco Van completamente bianco con occhi impari (il cosiddetto Van Kedi) periodicamente genera esemplari sordi.

Stando alle ricerche di taluni scienziati finlandesi, il Turco Van è più aggressivo verso l’uomo e gli altri animali rispetto a gatti di altre razze. Il Turco Van è considerato un gatto da padrone e per il suo comportamento è simile al cane.

Gatti cacciatori

I campioni più di antichi di DNA che hanno quasi 3.000 anni sono stati estratti dai resti di un gatto mummificato in Egitto. Pare che da quella varietà di animali domestici provenga la maggior parte delle razze contemporanee.

Infatti, oggi esistono animali il cui aspetto esteriore di fatto non è dissimile dalle immagini risalenti al periodo faraonico: un pelo corto e chiazzato, un corpo di piccole dimensioni e occhi a mandorla. Stiamo parlando del Mau egiziano, una razza a cui si riuscì a ridare vita alla metà del XX secolo.

Il Mau è considerato uno dei migliori cacciatori fra i suoi simili. Di norma, i gatti di strada riescono a catturare un topo solamente 2 volte su 20. I Mau egiziani, invece, rimangono raramente a bocca asciutta. In questo sono aiutati da fenomenali capacità di scatto: infatti, i Mau sono in grado di correre anche a 58 km/h. Le pieghe che presentano sulle zampe posteriori servono a garantire un’ampiezza maggiore nei salti e nella corsa.

© Sputnik . Natalia Seliverstova
Il Mau

I preferiti dei vichinghi

Al mondo esiste solo una razza di gatti in grado di scendere dagli alberi tenendo la testa rivolta verso il basso. È il gatto delle foreste norvegesi che viene citato anche nella mitologia scandinava. Immagini di animali legati al carro della dea dell’amore e della guerra Freia sono molto simili agli esemplari contemporanei di questa razza. I loro resti si ritrovano nelle sepolture dei vichinghi del VIII-XI secolo nella Germania settentrionale. Nel Museo danese di Storia naturale è esposto un capo di abbigliamento dei combattenti dell’epoca fatto con pelli di gatto.

Secondo gli studiosi, il gatto delle foreste norvegesi effettuò lunghi tragitti in mare fianco a fianco con i vichinghi. Sulle imbarcazioni vi erano topi che tenevano sempre impegnati questi gatti. Questo spiega perché già all’inizio del Medioevo questi animali arrivarono in Groenlandia.
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Il gatto delle foreste norvegesi

Come la maggior parte delle razze antiche, anche il gatto delle foreste norvegesi non teme l’acqua. Infatti, è dotato di un lungo e folto pelo, uno spesso sottopelo e lunghi artigli necessari per salire sugli alberi e per cacciare i pesci. Questi animali amano accompagnare i loro padroni durante lunghe passeggiate a piedi. Di norma, hanno un buon rapporto con tutti i membri della famiglia, mentre non cercano il contatto con gli estranei.

Gatti portafortuna

In un capolavoro della letteratura thailandese del XIV-XV secolo che racchiude molti versi sui gatti vengono menzionati i gatti Si sawat, ossia “portafortuna”. Oggi questa razza è conosciuta con la denominazione Korat in onore dell’altipiano nel Nord-Est della Thailandia dove questi animali vivono da alcune centinaia di anni. I Korat esteriormente ricordano il gatto Blu di Russia, anche se non sono parenti stretti. I Korat non hanno sottopelo, la loro testa è piccola, mentre gli occhi sono piuttosto grandi e molto spesso sono olivastri.

Il gatto di razza Korat
Il gatto di razza Korat

Questa razza insieme al Turco Van viene considerata ufficialmente aborigena, ossia non è stata isolata dall’uomo in maniera artificiale. Ma a differenza del Van, il Korat è più sensibile, socievole e propenso a convivere con altri animali (persino con i cani). Sebbene siano gatti piuttosto attivi e vivaci, non amano saltare, arrampicarsi sugli alberi. Preferiscono invece stare stesi sul pavimento.

Tags:
gatto, Animali
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