22:49 11 Dicembre 2019
Venere

Pronta una missione congiunta russo-americana per scoprire se ci sono forme di vita su Venere

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Secondo gli scienziati la densa atmosfera di Venere potrebbero nascondere micorganismi se non addirittura specie di veri e propri insetti capaci di nutrirsi di raggi UV tra le alte nuvole dell’inospitale pianeta. Una missione congiunta si sta preparando per verificare questa teoria e studiare l'atmosfera del pianeta.

Certo, non come la intendiamo comunemente noi sulla Terra ma su Venere, secondo gli scienziati, ci potrebbero essere forme di vita simili ad insetti volatili, più probabilmente semplici batteri, che vivono in atmosfera e si nutrono di raggi UV. Russia e Stati Uniti stanno pianificando una missione congiunta per andare a verificare questa possibilità.

La Russia è il Paese con il record di esplorazioni venusiane e sta pianificando un ritorno in collaborazione con gli Stati Uniti. Il risultato più emozionante sarebbe trovare la vita tra le alte nuvole dell’atmosfera super densa di quel pianeta per il resto molto probabilmente del tutto inospitale.

Tra i due vicini della Terra, era sempre stato Marte a ricevere la massima attenzione scientifica, in parte perché il candidato migliore per future spedizioni con equipaggio e colonizzatori, in parte perché il concorrente Venere ha condizioni particolarmente ostili in superficie. Le uniche due missioni di superficie sul pianeta, dopo le esperienze del periodo sovietico, furono l’europea Venus Express dell'ESA e la Akatsuki della giapponese JAXA.

Tuttavia Venere potrebbe essere migliore di Marte nel rispondere alla domanda chiave: se la vita sia una caratteristica esclusiva della Terra o attecchisca spontaneamente ovunque nell’Universo ve ne siano le condizioni anche minime. La Russia, che ha fama di essere l'esploratore più dedicato al mondo del pianeta Venere, grazie ai programmi risalenti già ai tempi sovietici ‘Venera’ e ‘Vega’, spera di trovare questa risposta entro il 2030.

"La vita nelle nuvole di Venere sarà una cosa eccitante da cercare. Finora non ci sono prove che affermino che non possa esservi.  Sarà uno degli obiettivi della missione", ha detto Lyudmila Zasova dell’Istituto di Ricerche Spaziali della Russia.

Zasova ha fatto parte del team della missione "Venus D", quella che nel 1984, in epoca ancora sovietica, fece atterrare i lander gemelli Vega. La futura missione prevede appunto di riutilizzare l’esperienza accumulata in quella missione che segnò un grande successo ma migliorando significativamente la longevità dei mezzi inviati sul pianeta.

Gli strumenti e il trasmettitore radio dovrebbero questa volta sopravvivere per almeno due ore dopo il touchdown, cosa che può sembrare ridicolmente breve rispetto agli interi anni di vita dei rover su Marte come il Curiosity ma va considerato che le condizioni superficiali su Venere sono veramente infernali: temperature oltre i 460 gradi centigradi, pressione 90 volte superiore a quella sulla Terra e acido solforico al posto dell’acqua a formare le spesse nuvole.

Condizioni ovviamente non adatte alla vita come la conosciamo, ma alle altitudini più elevate, dove l’acqua rimane liquida, ci potrebbe essere la miscela di composti base giusta per almeno qualche forma di batterio come quelli che vivono sulle nuvole terrestri e che magari riescono a procurarsi l’energia grazie all’assorbimento di radiazioni ultraviolette.  

L’idea sarebbe quindi quella di far arrivare una sorta di sonda aerostatica sul pianeta capace di raccogliere le informazioni dettagliate dell’atmosfera ed analizzarla. Di questo, la sonda, si dovrebbe occupare la parte americana della missione,

Anche se nessun segno di vita passata o presente venisse scoperto su Venere, la missione sarebbe comunque preziosa dal punto di vista comparativo con la Terra. L'atmosfera di Venere è oltre il 96 percento di anidride carbonica e il forte effetto serra che intrappola il calore è il motivo per cui le temperature sono così elevate. Un pianeta che si trova ad affrontare i propri problemi di surriscaldamento potrebbe imparare qualcosa dal capire come Venere sia finito in quel modo. Ovviamente in caso di riscontro di una qualsiasi forma di vita si avrebbe invece la scoperta del secolo – la dimostrazione cioè che la vita nell’Universo attecchisce ovunque ve ne siano occasioni seppur incredibilmente minime.

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