22:31 11 Dicembre 2019
Riscaldamento globale

Effetto Greta: CO2 responsabile del cambiamento climatico?

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Sputnik Germania ha intervistato il professor Waheed Uddin, data analyst presso l’Università del Mississippi (USA) ed ex perito in seno all’ONU, per indagare i temi del cambiamento climatico e della CO2 come causa di questo fenomeno.

In molti Paesi europei i governi stanno tentando di introdurre una tassa sulla CO2 per salvare il pianeta. Il professor Waheed Uddin avverte, però, che questa potrebbe essere la soluzione sbagliata al problema.

Sputnik: Ho letto il Suo studio e, da quanto ho capito, Lei non nega il cambiamento climatico come processo in sé ma nega piuttosto che il riscaldamento globale sia il risultato dell’impatto della CO2 e dell’inquinamento atmosferico. Corretto? Come spiega i risultati dei Suoi studi?

Professore Uddin: Dovremmo mettere le cose in prospettiva: non considerare solamente gli ultimi 40-50 anni ma ragionare su un periodo di milioni di anni. E, così ragionando, vi sono stati diversi casi in cui il clima è cambiato. Fino al 2016 non obiettavo all’ipotesi per cui il riscaldamento climatico fosse legato alla CO2 rilasciata in fase di combustione dei combustibili fossili. Non la mettevo in discussione perché credevo alla NASA. Non avrei mai creduto che la NASA manipolasse i dati.

Scrissi due capitoli, nel 2012 e nel 2016, del manuale Springer Climate Change Handbook. I miei capitoli trattavano la mitigazione degli effetti provocati dal riscaldamento globale e fungevano da base alla loro ipotesi di cambiamento climatico, ossia che quest’ultimo è in realtà in corso solamente negli ultimi 40-50 anni (in seguito alla rivoluzione industriale avvenuta meno di 300 anni fa).

Non mettevo in dubbio tutto ciò, ma fra il 2014 e il 2015 l’ONU, l’IPCC e gli attivisti di NASA e Nova cominciarono a dire che di lì a poco le condizioni climatiche estreme avrebbero avuto su di noi un impatto terribile e che sarebbe stato un disastro. Previdero che ci sarebbero stati una grande siccità in California e in Texas, uragani ad Haiti e sulla costa orientale degli USA.

Questo è il mio campo di specializzazione, la gestione delle catastrofi. Me ne occupo da anni. Non potevo credere a ciò che sentivo. Allora decisi di analizzare meglio l’ipotesi per verificarne la bontà. Intendo l’ipotesi per cui il riscaldamento globale sarebbe legato alla CO2 rilasciata dalla combustione di materiali nell’alveo della rivoluzione industriale, ossia negli ultimi 300 anni da quando cominciammo a bruciare carbone e dal 1920 in poi da quando bruciamo petrolio.

L’IPPC affermava che questa CO2 rimaneva nell’atmosfera e a sostegno di ciò si un paper in cui si asseriva che l’aumento delle temperature atmosferiche sarebbe legato alla CO2 rilasciata in sede di combustione. (Tuttavia) la NASA e l’IPPC invece di verificare il modello proposto, vi credettero a priori. Un vero scienziato teoricamente dovrebbe verificare un’ipotesi e non accettarla in maniera aprioristica. L’ipotesi è vera solo se non si trovano evidenze a sostegno di un’alternativa. Ma gli scienziati non lo fecero, la considerarono vera.

Tuttavia, quest’ipotesi è molto complessa. Ho analizzato molto bene i dati scientifici e la fisica a supporto della materia e ho concluso che l’ipotesi preconcetta che vede la CO2 responsabile è inaccettabile se non supportata da evidenze. Ora vi spiego come l’hanno giustificata. Il grande pubblico non lo sa. Persino gli scienziati non lo sanno e nemmeno io lo sapevo.

Cominciarono incolpando la CO2 di siccità, uragani e inondazioni che si stavano facendo sempre più frequenti. Io cominciai però a dubitare di tali affermazioni perché ho studiato le catastrofi avvenute dal 1800 a oggi.

Il problema è che, quando si va contro alle idee predominanti, si è tagliati fuori. Le ricerche accademiche vivono una fase di stallo perché dicono tutte la stessa cosa: il cambiamento climatico è causato dal riscaldamento climatico. L’ipotesi è questa: i cambiamenti climatici sono causati dal riscaldamento globale e quest’ultimo è causato dall’aumento di CO2 rilasciata in sede di combustione dei combustibili fossili.

Ma in qualità di professore ho lavorato con gli studenti e ho verificati tutti gli 8 modelli climatici proposti. È la NASA ad averli elaborati. La NASA è un’istituzione molto competente, ma non sul clima. Il rapporto che hanno prodotto è come nascosto, non si trova su Internet, ma io sono riuscito a trovarlo comunque. Forse ora l’avranno rimosso del tutto.

Riuscii a capire come giustificavano quest’ipotesi. La NASA e l’IPCC si copiavano a vicenda e questo è dovuto purtroppo a questioni politiche: infatti, la NASA ha sovvenzionato lautamente l’IPCC. Convinsero il presidente Obama che “il mondo stava bruciando e che bisognava fare qualcosa”. Quindi, Obama stanziò miliardi di dollari per la NASA e Nova.

Dunque, la CO2 rilasciata sta aumentando dopo la rivoluzione industriale e l’evidenza scientifica di ciò sarebbe visibile nell’atmosfera. Prima che la CO2 venga assorbita dagli oceani passano 5 anni.

L’ipotesi del riscaldamento globale sostiene che la CO2 rimane per più tempo nell’atmosfera, sale fino a raggiungere quota 3 kilometri dalla superficie terrestre senza che vi sia calore nell’atmosfera. Quando il sole raccoglie la propria energia per direzionarla verso la Terra, questa si trova nella gamma del visibile: infatti, il cielo e l’oceano appaiono blu grazie al cosiddetto blu assorbito dell’N02.

Così quando scende di quota non viene percepito direttamente sulla superficie terrestre perché prima di arrivarci entra in contatto con le nuvole. Questo fenomeno si chiama Bilancio energetico Sole-Terra. La NASA e l’IPCC hanno inventato questa teoria che va contro le leggi della fisica: infatti, nell’atmosfera terrestre la CO2 rappresenta solo lo 0,04%, il 78% è azoto, il 19% è ossigeno e il resto è rappresentato da gas presenti in piccole quantità. Tutti concordano su questo. Tutti concordano perché è stato misurato.

Dunque, ora si sostiene che una quantità simile di CO2 sia responsabile del riscaldamento globale. LE quantità sono state misurate da Nova e la misurazione ci ha trovato tutti concordi. Ora dobbiamo capire in che modo funziona il modello del bilancio energetico di cui sopra. Per comprendere tale modello, impiegato dagli esperti del clima alla NASA, dobbiamo conoscere il ciclo dell’energia solare. Solo un quarto della radiazione solare raggiunge la superficie terrestre nel giro di 24 ore. La maggior parte della radiazione viene trattenuta dall’atmosfera e parte viene assorbita dalla stratosfera. Quando arriva sulla superficie terrestre va a scaldare laghi e oceani. Da ricordare, inoltre, è che parte della radiazione solare arriva a frequenza e lunghezza d’onda diverse.

Tutte le lunghezze d’onda, dall’ultravioletta all’infrarossa, arrivano sulla Terra e ne riscaldano la superficie. Ma dopodiché la nostra superficie mette in moto il meccanismo naturale per il quale il calore ritorna all’atmosfera. Dunque, questo calore è legato alla radiazione infrarossa a onda lunga. Le radiazioni di questa gamma vengono riflesse dalla Terra e indirizzate verso l’atmosfera. Tutti concordano su questo punto. Poi l’ipotesi del riscaldamento globale sostiene che quest’energia dell’infrarosso a onda lunga sia assorbita dalla CO2. Dunque, sarebbe la CO2 ad assorbirla. Si tratta di un’ipotesi formulata per la prima volta nel 1890.

Dunque, la NASA e l’IPCC sostengono che questo calore di origine infrarossa venga assorbito dalle molecole di CO2. Lo 0,04% di CO2 sarebbe in grado di assorbire tutto il calore proveniente dalla Terra? Com’è possibile? Non è più probabile che ritorni nello spazio? La seconda questione riguarda il motivo per cui la CO2 assorbirebbe tale energia. Se riuscite a seguire il discorso, capirete che l’ipotesi del riscaldamento globale è fallace. Il 97% degli scienziati concorda però con quello che dice la NASA.

Rispetto ai 3000 scienziati che nel 1979 firmarono una petizione contro la teoria del riscaldamento globale, nel 2017 furono solo 50 gli scienziati a informare il Congresso USA e il presidente Trump della fallacità di questa teoria, ossia che la CO2 non è la causa scatenante. Oggi in Europa un gruppo di scienziati olandesi ha firmato una petizione che doveva essere annunciata pubblicamente, ma è stata ignorata dalle Nazioni Unite. Allora gli scienziati l’hanno inviata alle istituzioni europee. L’ho firmata anche io.

Torniamo alla prima questione. Io volevo avere qualche evidenza. Quello che vi sto spiegando verrà pubblicato a gennaio. Loro sostengono che le radiazioni infrarosse vengono riflesse, che solamente la CO2 e nessun altro gas le intercetti. Questo va contro le leggi della fisica, come indica la spettroscopia che risale non al XIX secolo, ma alla fine del XX. La spettroscopia descrive quale gamma di radiazione solare venga assorbita da quali molecole di gas.

Dunque, la prima cosa da sapere è la gamma della radiazione infrarossa a onda lunga, ossia 8214 micron. La gamma della CO2 intercetta appena i 14 micron. Quindi, non è in grado di agire su misure nell’ordine di migliaia di micron. Ciò significa che la maggior parte della radiazione infrarossa a onda lunga non viene intercettata dalla CO2. La seconda cosa da dire è che, quando la CO2 viene assorbita, si innesca un meccanismo ciclico per cui la radiazione infrarossa viene assorbita e poi reindirizzata verso la Terra.

Ora cerchiamo di capire la quantità di combustibile fossile combusto nell’atmosfera. Teniamo presente che dovrebbe essere meno dello 0,04%. Anche i quantitativi di energia bruciata sono molto ridotti ma la NASA non lo dice mai. La NASA tende a ignorare la scoperta della (nuova) fisica del 1970. Cioè che le molecole di CO2 e quelle di petrolio hanno isotopi diversi. Questo spiega perché l’ipotesi di partenza è fallace.

La CO2 è composta di due parti. La prima è la CO2 naturale che proviene dalla galassia: Venere e Marte, per esempio, hanno nell’atmosfera il 95% di CO2, mentre non c’è CO2 sulla Luna. Negli anni ’70 fu scoperto che il 98,93% di tutta la CO2 nell’atmosfera è di origine naturale e non antropica, poiché proviene dalla galassia. Quando si formò la Terra, si osservava lo stesso quantitativo di CO2 naturale che registriamo oggi. La CO2 prodotta dalla combustione di combustibili fossili è il quantitativo restante, ossia lo 0,000428%. Si tratta di un quantitativo esiguo. Ma le Nazioni Unite e l’IPCC non parlano affatto dei diversi isotopi. 

Scordiamoci del riscaldamento globale. Quello che ignorano è il secondo principio della termodinamica secondo cui il calore si trasferisce da superfici più calde a superfici più fredde e non viceversa.

Questo principio viene ignorato nell’ipotesi del riscaldamento globale in quanto si sostiene che sia la CO2 a trasferire il calore. Tendono a ignorare anche altro. Ad esempio, come appare l’atmosfera dal monte Everest? Cosa si vede da lassù? Solo ghiaccio. Le temperature scendono. Se si viaggia in aereo tra 2 e 3 km di quota, le temperature sono prossime allo zero. Lì la temperatura della CO2 è -70°.

Ma com’è possibile che molecole così fredde trasferiscano del calore alla Terra? Questo va contro i principi della termodinamica. Infatti, il calore si trasferisce da superfici calde a fredde e non viceversa. Questo punto viene del tutto ignorato dall’IPCC. A mio avviso, il riscaldamento globale non esiste. Quello che stiamo osservando è un cambio climatico che si verifica ciclicamente. Talvolta è più caldo, talvolta è più freddo. È causato dalla forza di gravità legata ai gas atmosferici.

Ma cosa succede alla radiazione infrarossa? In realtà non è legata alla CO2 . Se la teoria dell’IPCC è fallace, cosa succede a tale radiazione? Va nello spazio. Tutta la radiazione infrarossa proveniente dalla superficie terrestre va nello spazio. Infatti, poiché buona parte della luce presente tra le molecole di gas non appartiene alla gamma considerata, il gas non la assorbe.

La terza questione è il fatto che NASA e Nova confondono i dati. Dispongono solamente di dati a partire dal 1997 e questi dati non sono globali. Inoltre, va detto che la temperatura non può essere definita a livello globale, perché è un fenomeno locale. La NASA in sostanza ha ignorato la natura ciclica della temperatura e questo va contro la scienza. La temperatura varia a seconda dei mesi, dei giorni. La NASA ha ignorato questo carattere ciclico perché non sapeva come tenerne conto in fase di simulazione.

Quello che hanno fatto va contro la scienza. Innanzitutto, per creare un modello di previsione, hanno preso la media annua del dato in questione. Ma se avessero preso i dati mensili, non avrebbero registrato riscaldamento globale. Nel 1998 le temperature erano alte così come nel 2015, ma negli altri anni si sono registrate temperature quasi costanti. La media era costante. La differenza stagionale non era legata alla CO2, ma piuttosto ai cicli oceanici.

Cos’è il cambiamento climatico. Stando alla definizione riportata nel rapporto dell’IPCC del 2015 è diretta conseguenza del riscaldamento globale. Ma il vero riscaldamento globale non ha nulla a che fare con la CO2 né con i cambiamenti di temperatura.

Il vero cambiamento climatico è causato dai mutamenti di temperatura a livello globale su un lasso di tempo molto più ampio. Al momento osserviamo non tanto un riscaldamento globale, quanto un raffreddamento globale. Negli ultimi 2 anni abbiamo registrato inverni più lunghi: in Russia l’inverno è durato fino a giugno come anche in Mongolia e Colorado, non c’è stato un autunno. In Montana c’è già stata la neve quest’anno. Anche in Pakistan ha nevicato la settimana scorsa. Insomma, stiamo registrando un raffreddamento globale.

I media ci dicono che Parigi ha battuto il record di temperature estive. Ma è solo propaganda. Infatti, bisogna considerare che nel XIX e nel XX secolo in Francia faceva molto più caldo. Il record di cui parlano è stato battuto intorno al 1979. Ho elaborato otto modelli a partire da dati mensili con l’aiuto dei miei dottorandi. I modelli saranno disponibili nel libro in prossima uscita. Questi modelli che si basano sulla radiazione solare totale misurata dalla NASA, sulla temperatura dei ghiacci e su altri modelli mostrano che la radiazione solare diminuirà da qui al 2050, che la temperatura superficiale dei mari diminuirà e che continuerà il processo globale di raffreddamento.

Non stiamo registrando alcun riscaldamento globale e così sarà fino al 2050. Non posso fare previsioni dopo tale data perché il margine d’errore sarebbe troppo grande.

Quali sono le conseguenze del vero cambiamento climatico causato dal raffreddamento? Fino al 1900 le stagioni erano molto più calde rispetto a oggi. L’IPCC indaga solo il periodo dopo il 1979 e non indaga il lasso di tempo precedente. Sì, il ghiaccio si sta sciogliendo, ma osserviamo accumuli di neve in altri luoghi. Quello che vediamo in Siberia è una conseguenza di condizioni climatiche estreme. Sì, i ghiacci si sciolgono ma, quando non ci sono nuvole, arriva più calore alla Terra. Questo effetto locale è difficile da registrare.

Le estati più calde e gli inverni più rigidi sono determinati dalla radiazione solare e non dalla CO2. Si tratta di mutamenti di temperatura sul lungo termine. Gli effetti del raffreddamento globale saranno meno piogge, meno evaporazione degli oceani Pacifico e Indiano. L’evaporazione dettata da temperature più alte provoca più uragani e più piogge. Ma in Brasile registriamo la siccità più lunga da 2 anni a questa parte.

Il ministro pakistano dell’Agricoltura era preoccupato per i campi di grano in Finlandia e Canada. Anche il Nord Europa è interessato da questi cambiamenti. Ci sarà bisogno di più energia per riscaldare le case. L’energia solare ed eolica è la ragione per cui l’ONU sta promuovendo la teoria del riscaldamento globale: infatti, vogliono promuovere fonti energetiche alternative che sono però legate al clima. Dunque, l’ONU non parla di riscaldamento globale in generale, ma di cambiamento climatico causato dalla CO2.

Cosa può fare la gente? Il mio consiglio al ministro pakistano è stato questo. Potete cominciare a costruire dighe e laghi artificiale così che nella stagione dei monsoni tutta l’acqua non vada perduta. Se non lo farete, avrete meno acqua per le irrigazioni. La seconda grande preoccupazione è la necessità di usare i combustibili fossili dati dalla natura per non far morire di freddo la popolazione. I combustibili fossili sono un dono della natura e non dovremmo parlarne male.

La Germania è stata pioniera in Europa per la costruzione di laghi artificiali, ha speso circa 2 miliardi di dollari in questo settore, Angela Merkel ha un dottorato in fisica quantistica, come fa a non saperlo… Merkel ha fatto un pessimo lavoro, la Germania deve cominciare a costruire centrali a gas, il settore produttivo non riesce a competere con i prezzi dell’energia. La Germania ha costruito molti laghi negli anni ’30. Devono capire come riutilizzarli perché l’acqua sarà un grande problema in fase di raffreddamento globale. Gli oceani si stanno raffreddando. Non bruciate i vostri boschi per alimentare gli impianti a biomassa, ma costruite più serbatoi d’acqua perché nei prossimi anni ce ne sarà bisogno.

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