20:42 07 Dicembre 2019
Moscow. August 1941. Guarding Moscow's air space. The Radio-Technical Troops of the Soviet Air Defense Force are intended to conduct air reconnaissance

C'è ma non si vede. Come è stato nascosto il Cremlino dalle bombe dei tedeschi

© Sputnik . Anatoliy Garanin
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Durante la Seconda guerra mondiale Mosca è stata bombardata ben 141 volte ma il bersaglio grosso della Luftwaffe tedesca, il Cremlino, è stato colpito soltanto otto volte, con danni di gran lunga inferiori rispetto a quelli che sarebbero potuti essere.

Oltre che grazie all'eccellente lavoro dell'aviazione sovietica e all'estrema efficienza dell'antiaerea, il governo sovietico giocò anche un altro asso nella manica per salvare il simbolo della sua capitale, il Cremlino.

"Per la prima volta la questione della mimetizzazione del Cremlino fu sollevata già prima della guerra. Il primo ad intervenire a tal proposito fu Nikolay Spiridonov, comandante del Cremlino, che si rivolse all'organo più importante del partito, il Comitato Centrale del PCUS. Alla prima lettera, datata maggio del 1939, ne fece seguito un altra nel 1941", rivela l'accademico Sergey Devyatov, dottore in scienze storiche e grande esperto in materia.

Il 26 giugno 1941, pochi giorni dopo l'inizio dell'offensiva della Germania nazista in Unione Sovietica, Spiridonov presentò il proprio piano per la difesa dei 28 ettari di territorio del Cremlino al capo del Commissariato del Popolo per gli Affari Interni, Lavrenty Berya. Nel testo del documento, il comandante del Cremlino chiedeva di implementare i seguenti punti:

  • rendere difficile per il nemico il riconoscimento del Cremlino in caso di bombardamento;
  • minimizzare le possibilità del nemico di colpire gli edifici del Cremlino anche in caso di bombardamenti a volo radente;

La nota era accompagnata da un primo progetto di camuffamento, elaborato dall'eminente architetto Boris Iofan, che a Mosca aveva già realizzato la "Casa sul Lungofiume", il  complesso residenziale destinato all'elite proprio sull'altra sponda della Moscova di fronte al Cremlino ed il monumento all' "Operaio e alla Kolkhoziana".

"Lui (Iofan) aveva segnato le possibili varianti di mimetizzazione del Cremlino e l'idea di renderlo invisibile mescolando le sue grandi strutture verticali con le parti dipinte è stata proprio sua", ha raccontato Devyatov.

Lo storico ha poi chiarito che "i più grandi problemi per la mimetizzazione del Cremlino erano dati dalle sue alte torri, che arrivano ad un'altezza superiore ai 70 metri", e "il campanile di Ivan il Grande , che misura 82 metri". Oltretutto, la forma triangolare della fortezza era un grande vantaggio per gli aviatori nemici, dal momento che gli consentiva di orientarsi più facilmente. 

I lavori cominciarono il 28 giugno 1941 e finirono ad agosto, anche se il decreto per il loro inizio venne approvato soltanto il 10 luglio.

"Centinaia di persone vennero coinvolte", ha continuato Devyatov, precisando che "la guardia del Cremlino fu la prima ad entrare in azione".

Il geniale piano di Iofan

Il piano di Iofan prevedeva due tipi di mimetizzazione:

  • il primo prendeva il nome di imitazione piatta e implicava il ridipingimento delle facciate e delle torri per creare un effetto ottico che modificasse la prospettiva dall'alto;
  • il secondo si chiamava invece imitazione voluminosa e consisteva nel piazzare delle costruzioni fantoccio che sarebbero servite a difendere le strutture vere.
"Con la prima soluzione, alla fortezza venivano aggiunti degli elementi brillanti, quali delle stelle color rubino, che venivano poi coperti da grossi lenzuoli di tela: in questo modo furono preservati la cupola di Ivan il Grande e le Basiliche del Cremlino. 

Oltre a ciò, tutti gli edifici furono ridipinti in modo tale che non sembrassero una singola costruzione, ma vennero disegnate delle vere e proprie città con tanto di vie, palazzi, corsi e viali", ha detto Devyatov.

La mimetizzazione coinvolse anche le mura e le torri del Cremlino. Queste ultime, in particolare, furono stilizzate a mo' di "abitazioni con un gran numero di finestre e le finestre del Cremlino furono sfruttate per disegnarci delle vie".

I bombardieri nazisti,a quell'epoca, erano costretti ad attaccare il Cremlino dall'altezza di circa 2000 metri poiché, se fossero scesi più in basso, li averebbe colpiti il fuoco di contraerea. 

I bombardamenti avevano luogo prevalentemente di notte e entrambi i tipi di mimetizzazione diedero ottimi risultati.

"Visto dall'alto il Cremlino non sembrava più il Cremlino. La struttura triangolare alla quale eravamo abituati non esisteva più", ha detto l'accademico russo.

Nonostante centinaia di persone lavorarono al suo camuffamento, il primo bombardamento del Cremlino fu inevitabile e avvenne nella notte  tra il 21 e il 22 agosto 1941, quando i lavori non erano ancora stati conclusi. Una bomba del peso di 250 chili colpì in pieno il tetto del Gran Palazzo e penetrò nel Salone di San Giorgio. Come per miracolo, tuttavia,  l'ordigno rimase inesploso. Dopo essere rimasta incastrata nell'attico, la bomba cambiò improvvisamente la sua traiettoria, formando un piccolo solco nel terreno.

  • Il mausoleo di Lenin camuffato
    Il mausoleo di Lenin camuffato
  • Un bozzetto che raffigura il Cremlino nascosto ai bombardieri tedeschi
    Un bozzetto che raffigura il Cremlino "nascosto" ai bombardieri tedeschi
    © Foto : FSO
  • Un altro bozzetto del Cremlino di Mosca mascherato da quartiere industriale
    Un altro bozzetto del Cremlino di Mosca "mascherato" da quartiere industriale
    © Foto : FSO
  • El plan del camuflaje del Kremlin de Moscú, 1941
    La pianta del Cremlino di Mosca cammuffato
    © Foto : FSO
  • Sezione del progetto per nascondere le cattedrali del Cremlino
    Sezione del progetto per nascondere le cattedrali del Cremlino
    © Foto : FSO
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Il mausoleo di Lenin camuffato

La parata del 7 novembre 1941

"Nel posto dove sorgeva il Mausoleo di Lenin fu fatta costruire una casa di legno a due piani con mezzanino che imitava lo stile del XIX secolo. Inoltre, sempre sulla piazza Rossa furono fatti montare degli edifici più bassi che dovevano sembrare abitazioni e magazzini", ha rivelato Devyatov.

Il corpo di Lenin fu evacuato dal Mauseoleo il 3 luglio 1941 per ritornarvi solo nel 1945, alla fine del conflitto. In sostanza, fino alla fine della guerra, il mausoleo rimase mimetizzato.

Le costruzioni fantoccio piazzate sulla Piazza Rossa furono rimosse soltanto in un'occasione e cioè in onore della Parata del 7 novembre 1941. Nonostante l'altissimo rischio, Stalin decise di non annullare il grande evento. Secondo lui, infatti, "anche il tempo" stava aiutando i bolscevichi, dal momento che in quei giorni le condizioni meteo impedivano di fatto agli aviatori della Luftwaffe di alzarsi in volo.

Lo smontaggio delle strutture di "camuffaggio" avvenne in appena un giorno e, subito dopo la fine della parata, cominciarono i lavori per rimetterle al loro posto, completati in altre 24 ore.

"In 24 ore fu smontata la casetta che copriva il mausoleo e le tribune e, contemporaneamente, furono rimosse tre costruzioni situate al centro della Piazza Rossa. Tutto fu rimesso al proprio posto subito dopo la fine della parata e già il giorno successivo la mimetizzazione era nuovamente dove doveva essere", dice Devyatov, descrivendo quei giorni.

La mimetizzazione di Mosca

Ad essere mimetizzato però non fu soltanto il Cremlino e gli edifici attigui ma anche molti altri siti individuabili dal cielo. Uno di questi fu il canale secondario del fiume Moscova, creato nel XVIII secolo per proteggere la fortezza dagli allagamenti e dalle alluvioni.

"[...] fu presa la decisione di riempire il canale di chiatte e di barche e di disegnare anche lì delle case, delle vie, e così fu fatto", ha raccontato l'accademico Devyatov.

Oltre al centro della città altri obiettivi sensibili per l'aviazione nazista erano le fabbriche e le industrie. Anche in questo caso, le mimetizzazioni funzionarono alla perfezione, come afferma l'architetto Konstantin Markus, figlio di Boris Markus, Commissario della divisione istituita all'uopo presso la Facoltà di Architettura dell'Università di Mosca.

"Una storia davvero interessante è quando i ragazzi decisero di realizzare delle fabbriche fantoccio. In alcune parti insignificate del territorio di una fabbrica statale vennero innalzati dei finti capannoni, utilizzando di tutto, pezzi di legno, di compensato, tegole, addirittura dei lampioni da giardino che lasciavano passare una luce fioca. Durante il primo bombardamento, che avvenne esattamente un mese dopo, la notte del 22 luglio, le fabbriche fantoccio vennero colpite dai bombardamenti, ma quelle vere rimasero intatte", ha raccontato Markus.

Durante gli anni di quella che in Russia è conosciuta come la Grande Guerra Patriottica, tutta la città vide dei cambiamenti più o meno grandi: furono disegnate delle false strade e dappertutto vennero innalzati edifici fantoccio che rendevano la città irriconoscibile ai radar tedeschi. Si stima che circa un terzo dei bombardamenti nazisti venne dirottato su queste finte strutture.

Nonostante il bombardamento di Mosca continuò fino a tutto l'aprile del 1942, il camuffamento del Cremlino fu rimosso soltanto alla fine della guerra nel 1945. Rimuovendo la vernice nera con la quale erano state ricoperte le cupole, ci si accorse però che questa si era incrostata sulla superficie delle cupole e si rese necessario l'intervento di restauratori specializzati. Tuttavia, gli sforzi di questi specialisti sono incomparabili rispetto all'impresa che venne compiuta per salvare il "cuore di Mosca".

La Piazza Rossa nel giugno 1941
© Sputnik . Anatoliy Garanin
La Piazza Rossa nel giugno 1941

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