22:57 11 Dicembre 2019
La Madonna Litta

Dall’Ermitage al Museo Poldi Pezzoli, la Madonna Litta torna a Milano

Evgeny Utkin
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Il sindaco di Milano Giuseppe Sala ieri ha detto che il capolavoro di Leonardo, La Madonna Litta, vale un viaggio da qualsiasi parte del mondo.

Acquistato dall’Ermitage nel 1865, il capolavoro di Leonardo torna a Milano, dove nel museo Poldi Pezzoli si apre una mostra di grandissimo rilievo, "Leonardo e la Madonna Litta", che sarà aperta fino al 10 febbraio.

La mostra è stata inoltre inclusa fra le celebrazioni nazionali dei cinquecento anni dalla morte di Leonardo da Vinci promosse e sostenute dal MiBACT – Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, viene organizzata grazie al sostegno di Fondazione Bracco e della banca russa VTB, cui si affiancano la Regione Lombardia e il Comune di Milano.

Insieme alla Madonna Litta verrà presentato un nucleo selezionatissimo di opere – una ventina tra dipinti e disegni di raffinata qualità – provenienti dalle collezioni pubbliche e private di tutto il mondo, eseguiti da Leonardo e dai suoi allievi più vicini (da Giovanni Antonio Boltraffio a Marco d’Oggiono, dall’ancora misterioso Maestro della Pala Sforzesca a Francesco Napoletano) negli ultimi due decenni del Quattrocento, quando il maestro viveva ed era attivo a Milano, presso la corte di Ludovico il Moro.

La Madonna Litta è strettamente legata alla città di Milano: eseguita nel capoluogo lombardo nel 1490 circa, mostra notevoli affinità stilistiche con la seconda versione della Vergine delle rocce conservata alla National Gallery di Londra. Nel Ducato milanese il dipinto oggi all’Ermitage conobbe una notevole fortuna, come dimostra il grande numero di copie e derivazioni eseguite da artisti lombardi che ci sono pervenute. Nell’Ottocento, inoltre, era l’opera più rinomata di una delle più importanti collezioni di opere d’arte milanesi, quella dei duchi Litta (da cui deriva il soprannome con cui è conosciuta in tutto il mondo) ed era conservata nel grande palazzo di Corso Magenta; l’Ermitage l’acquistò nel 1865 dal duca Antonio Litta Visconti Arese.

  • Curatore Andrea Di Lorenzo
    Curatore Andrea Di Lorenzo
    Evgeny Utkin
  • La conferenza stampa nel museo Poldi Pezzoli
    La conferenza stampa nel museo Poldi Pezzoli
    Evgeny Utkin
  •  Irina Artemieva, direttore dell'Ermitage Italia con Annalisa Zanni, direttore del museo Poldi Pezzoli
    Irina Artemieva, direttore dell'Ermitage Italia con Annalisa Zanni, direttore del museo Poldi Pezzoli
    Evgeny Utkin
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Evgeny Utkin
Curatore Andrea Di Lorenzo

Nella mostra la Madonna Litta sarà affiancata ad un altro capolavoro nato da una raffinata composizione di Leonardo, la Madonna con il Bambino del Museo Poldi Pezzoli: il dipinto, eseguito verso il 1485-1487 da Giovanni Antonio Boltraffio – il migliore fra gli allievi di Leonardo a Milano – con ogni probabilità sulla base di studi preparatori messi a punto dal maestro, è accostabile, dal punto di vista stilistico, alla prima versione della Vergine delle rocce del Louvre. Nella prima metà dell’Ottocento anche la Madonna con il Bambino apparteneva alla collezione dei duchi Litta (fu acquistata da Gian Giacomo Poldi Pezzoli nel 1864): sarà quindi un’importante occasione poter riunire nuovamente a Milano, dopo oltre un secolo e mezzo, questi due straordinari e affascinanti dipinti leonardeschi raffiguranti la Madonna con il Bambino.

Nella mostra sarà presentato inoltre un altro quadro del Poldi Pezzoli che raffigura la Madonna allattante: riferito a un anonimo artista lombardo attivo nel primo decennio del Cinquecento, rappresenta una delle derivazioni dalla Madonna Litta più interessanti e di migliore qualità che ci siano pervenute. Saranno inoltre presenti altri dipinti raffiguranti la Madonna con il Bambino di Marco d’Oggiono, di Francesco Napoletano e del Maestro della Pala Sforzesca, che permetteranno di illustrare come Leonardo e i suoi più stretti seguaci (che spesso lavoravano sulla base di progetti e composizioni del maestro) abbiano affrontato dal punto di vista compositivo, in maniera sempre nuova e originale, questo diffusissimo soggetto.
Sputnik ha parlato con Annalisa Zanni, direttore del museo Poldi Pezzoli.

- Partiamo dalla storia. Ha detto che Gian Giacomo Poldi Pezzoli attraverso la cultura voleva unire l’Italia. La Madonna Litta può unire l'Italia e la Russia?

- Sicuramente. La collaborazione culturale è fondamentale. Perché la bellezza, quella che salverà il mondo, mostra la strada giusta. Perché bellezza ti fa alzare lo sguardo verso l'alto e non verso il basso. Bisogna anche formare le persone, anche i bambini di tre anni, ad amare la bellezza e pretenderla. E' quindi questo linguaggio che può costruire le relazioni internazionali.

- Sa che all’Ermitage la Madonna Litta è uno dei quadri tra i più amati e visitati? Come mai l’Ermitage ha deciso di affidarlo a voi?

- In realtà l'anno scorso noi abbiamo prestato un'opera di Piero della Francesca all'Ermitage e volevano una reciprocità. Un quadro che è uscito solo una volta fuori dal nostro museo, e ora per la seconda volta all’Ermitage. Dapprima avevamo detto di no, ma dopo una lunga trattativa, grazie anche a Irina Artemieva (direttore dell'Ermitage Italia, ndr) abbiamo detto di sì, e abbiamo individuato il quadro che potevamo ricevere in prestito, questo di Leonardo. Abbiamo così stabilito questa importante collaborazione e abbiamo creato una mostra. 

- Quindi siete felici che grazie all’Ermitage con il sostegno della banca russa VTB il vostro pubblico potrà ammirare questa opera e la mostra?

- A noi risulta che la Madonna Litta ha lasciato l'Ermitage solo sei volte nella sua storia. E quindi non ci speravamo quasi, ma poi quando ci è stata offerta non potevamo che essere straordinariamente felici anche di averla per tre mesi, perchè l’importante è che il pubblico  possa godere di quest'opera. Siamo grati a Mikhail Piotrovskij, è stato molto generoso, come tutto lo staff. Siamo riusciti sempre a trovare le soluzioni agli inevitabili problemi che sorgono nel caso di un prestito cosi importante. VTB è stata generosissima. Ma chi ha dato la sicurezza, ancora due anni fa, è la Fondazione Bracco, che è stato un grande sponsor.

- Cosa c’è per lei di così particolare in questo quadro di Leonardo?

- Secondo me, oltre alla costruzione della figura della Madonna e del bambino, gli scambi di sguardi, sentimenti, stati d’animo, che sono stati introdotti da Leonardo, il paesaggio, e poi questa perfezione, la qualità esecutiva straordinaria, ma soprattutto il fatto che questo quadro comunica intensità di sentimenti, di contenuti, di relazione madre-figlio espressa in modo davvero unico.

Adesso l’opera sarà qui per tre mesi. Ma poi tornerà a San Pietroburgo, e visto che il sindaco Sala ha detto che “vale la pena di venire da qualsiasi parte del mondo” per ammirarla, ogni turista potrà visitare l’Ermitage e vedere la Madonna Litta, grazie anche alla facilitazione nel rilascio dei visti (online e gratis per San Pietroburgo) dal primo ottobre.

Conosco San Pietroburgo e la adoro, e abbiamo avuto altri collaborazioni, sempre con l’Ermitage. Noi siamo un museo che vive nelle qualità delle sue opere. Le persone vengono qua, per vedere il Botticelli, Piero della Francesca e si arrabbiano se non trovano i loro capolavori. E perche vogliamo delle eccellenze, lavoriamo con l’Ermitage, e per questo la Madonna Litta è da noi.

Tags:
Cultura, Italia, Russia
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