01:52 18 Novembre 2019
Estrazione di petrolio in Siria

Usa vogliono "proteggere" il petrolio siriano. Mosca ritiene che deve essere controllato da Damasco

© AP Photo / Hussein Malla
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Alla fine del mese di ottobre il presidente USA Donald Trump ha rilasciato diverse dichiarazioni riguardo l'importanza di "assicurare il controllo" del petrolio siriano.

Commentando le intenzioni degli Stati Uniti d'America di stabilire delle basi in Siria per "garantire la sicurezza" dei siti petroliferi presenti in loco, il Ministero degli Esteri russo ha fatto sapere che tali aree dovrebbero essere invece controllate dal legittimo governo siriano presieduto dal Bashar al-Assad.

Il dicastero ha sottolineato che la Russia non ha intenzione di collaborare con gli USA sulla questione del petrolio presente in Siria.

"Si parla, come avete sottolineato, del petrolio siriano, e quindi di un patrimonio dell'intero popolo siriano. E noi crediamo che il popolo siriano debba poter disporre delle proprie ricchezze naturali, e quindi del proprio petrolio", ha dichiarato il viceministro degli Esteri di Mosca Sergey Vershinin.

Le dichiarazioni del Ministero degli Esteri arrivano dopo l'annuncio di ieri da parte di Washington circa il fatto che i lavori di costruzione di due basi militari americane sono in corso nella provincia siriana Deir ez-Zor, nella parte orientale del Paese.

Tale azione è stata aspramente criticata da Mosca, con il viceministro degli Esteri, il quale ha definito la costruzione di basi militari degli USA al fine di controllare i siti petroliferi una violazione delle leggi internazionali.

"Il petrolio? Mi piace molto"

Alcuni giorni fa il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha nuovamente manifestato l'intenzione degli USA di controllare le risorse petrolifere. Come aveva dichiarato Trump, il contigente americano avrà il compito di sorvegliare la sicurezza nelle aree petrolifere all’est della Siria.

“Abbiamo lasciato dei soldati perché ci teniamo il petrolio. Mi piace il petrolio. Ci teniamo il petrolio”, ha dichiarato il presidente statunitense Trump.

Operazione "Fonte di Pace"

Lo scorso 9 di ottobre Ankara ha dato il via all'operazione denominata "Fonte di Pace" per assicurarsi una zona cuscinetto al confine con la Siria e per sgomberare il campo dalla presenza delle milizie curde dell'YPG.

Le azioni di guerra sono andate avanti per diversi giorni, finché il 17 ottobre USA e Turchia si sono accordati per un cessate il fuoco di 120 ore, condizionato al ritiro dei curdi dai territori della safe-zone.

Il 23 ottobre il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha dunque dichiarato concluse le operazioni militari, dopo aver concluso un accordo anche con la Russia a seguito dell'incontro avuto con Vladimir Putin a Sochi.

 

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