22:28 14 Dicembre 2019

Strage di bambini in Messico: almeno 12 morti e Trump dichiara guerra ai cartelli della droga

© Foto : Alfredo Bosco
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In un'imboscata sono rimasti uccisi almeno 9 bambini e 3 donne, le loro madri. Erano mormoni con passaporto statunitense. Donald Trump al presidente del Messico: "è il momento di dichiarare guerra ai narcos".

Un massacro da film dell'horror, avvenuto nel nord del Paese, al confine tra Chihuahua e Sonora, non lontano dalla frontiera con gli USA. Le vittime sono tre donne e i loro 9 bambini, massacrati senza ragione. Il tragico bilancio potrebbe essere destinato ad aumentare, dato che al momento 5 persone risultano disperse. Tutte minori d'età. Le autorità locali stanno seguendo la pista dei narcotrafficanti. 

Le vittime appartengono a una comunità di mormoni di Bavispe, tutte in possesso del passaporto statunitense. Erano partite ieri mattina per raggiungere un'altra comunità mormonica. Durante il tragitto uno dei veicoli, secondo le ricostruzioni della stampa locale, avrebbe avuto un guasto.

La carovana è dunque tornata a Bavispe per cercare soccorso. Ma al ritorno avrebbero ritrovato una donna e i suoi quattro figli, due gemellini di sei mesi e due bambini di 8 e 10 anni, crivellati con colpi di arma da fuoco e carbonizzati. Le due donne e i bambini avrebbero cercato di darsi alla fuga, ma non hanno avuto scampo. Due madri e cinque bambini sono stati massacrati, mentre di altri cinque non si avrebbero notizie. 

La comunità dei mormoni, colpita dalla strage, ha invocato l'intervento dell'FBI, lamentando l'incapacità delle autorità messicane. Alfonso Durazo, Segretario della Difesa e Sicurezza Nazionale, ha confermato le dinamiche dell'eccidio e riferito della detenzione di un sospetto, che trasportava un carico di armi e due prigionieri legati e imbavagliati. 

Secondo Durazo la carovana potrebbe essere stata scambiata "per un gruppo affiliato a criminali che si disputano il controllo della regione".

Trump dichiara guerra ai narcos

Donald Trump ha offerto alle autorità messicane un sostegno, in termini armi e uomini per la lotta ai narcotrafficanti. "Una magnifica famiglia e amici dell'Utah sono finiti in mezzo a due brutali cartelli di droga, che si stavano sparando tra loro - ha scritto Donald Trump su twitter - con il risultato che dei grandiosi cittadini americani sono rimasti uccisi, incluso dei bambini piccoli, e altri risultano dispersi. Se il Messico ha bisogno di un aiuto per fare pulizia da questi mostri, gli USA sono pronti, volenterosi e capaci di essere coinvolti in una operazione rapida e efficace. Il nuovo grande presidente del Messico, ha fatto di questo una grande missione del suo governo, ma i cartelli della droga sono diventati così potenti che a volte c'è bisogno di un esercito per sconfiggere un altro esercito". 

​"E' venuto il momento per il Messico, con l'aiuto degli States - ha poi aggiunto - di dichiarare GUERRA ai cartelli della droga e di toglierli dalla faccia della terra. Noi stiamo semplicemente aspettando la chiamata del vostro grande nuovo presidente!".

​Un invito a cui il presidente Lopez Obrador ha risposto rivendicando la sovranità del Messico e il suo diritto a risolvere autonomamente gli avvenimenti in casa propria.

"Questo è un problema di nostra competenza, che spetta al Governo del Messico risolvere, in maniera indipendente e facendo valere la nostra sovranità. Ringraziamo molto, davvero molto, il presidente Trump che vorrebbe cooperare e aiutare, ma in questo caso abbiamo il dovere di agire in maniera indipendente", ha risposto Lopez Obrador. 

Il presidente messicano, tuttavia, ha specificato di essere pronto alla cooperazione con gli USA sulla base di accordi che non mettano a rischio la sovranità del Paese. 

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