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12:55 13 Novembre 2019
Altaj

L’aquila che per poco non mandava in bancarotta gli scienziati siberiani

© Sputnik . Александр Кряжев
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Si chiama Min, è un’aquila della specie nipalensis ed ha rischiato di mandare in fallimento una intera squadra di scienziati russi in Siberia. Come ha fatto? Colpa delle tariffe roaming e del fatto che... volava troppo.

Quando si sono visti arrivare in ufficio la bolletta del roaming gli scienziati russi della Russian Raptor Research and Conservation Network (RRRCN) della Repubblica di Chakassia, in Siberia, devono essere sbiancati. Si sà, non è facile studiare gli uccelli. Volano, emigrano, si spostano velocemente. L’unico modo per seguirli e studiarli correttamente è catturarli, installargli un rilevatore e lasciar fare tutto al gps. Era quello che avevano pianificato appunto gli ornitologi e volontari del centro di ricerca siberiano sulle 13 aquile della steppa (Aquila nipalensis – nome scientifico) che intendevano studiare per monitorarne i movimenti migratori.

I localizzatori GPS-GSM appositamente progettati, erano programmati per comunicare con i satelliti registrando le coordinate di volo dei volatili e spedire le informazioni alla base sotto forma di messaggio da rete mobile. Quando l’aquila entra in un’area coperta da rete mobile, il data logger invia automaticamente un semplice SMS ai ricercatori, dicendo loro dove si trova l’animale. Questo per quattro volte al giorno. Se l’aquila non entra in alcuna zona coperta i dati vengono salvati dal dispositivo e vengono creati dei messaggi in coda che vengono poi inviati tutti insieme quando questa rientra in una zona coperta e torna il segnale.

Sistema geniale che permette agli scienziati di tracciare i movimenti degli animali sulle grandi distanze e lunghi periodi di tempo, solo che...

​Solo che non avevano tenuto conto delle tariffe roaming e delle imprevedibili abitudini di una di queste aquile, Min appunto.

"Min è rimasto fuori portata per tutta l'estate in Kazakistan e il suo tracker non è stato in grado di inviare alcun dato fino a quando non è tornato a portata all'inizio di ottobre", spiegano i ricercatori. "Ci aspettavamo di ricevere notizie di Min dal Kazakistan, invece ha iniziato a trasmettere tutti i suoi dati accumulati durante l’intera estate da dove non ci saremmo mai aspettati – l’Iran"!

Che problema c’è? - verrebbe da chiedersi. Ebbene, il problema è che gli SMS in roaming dal Kazakistan alla Russia costano 2 rubli a messaggio (3 centesimi di euro scarsi), mentre i messaggi dall’Iran costano 25 volte tanto, cioè più di 0,7 euro l’uno.

Quindi quando Min è atterrato in Iran per andare a trascorrere un po'di tempo in una discarica e far amicizia con altri rapaci locali, centinaia di messaggi archiviati sono stati scaricati ed inviati tutti in una volta ad una tariffa assolutamente sconsiderata e certamente inattesa per i ricercatori che proprio non si sarebbero immaginati uno sconfinamento del genere.

Alla fine l’intero istituto di ricerca è stato salvato da una campagna di crowdfunding che richiedeva donazioni specificatamente per ‘ricaricare i cellulari’ di Min e degli altri uccelli usciti troppo fuori rotta. La campagna ha funzionato anche grazie al fatto che l’aquila delle steppe è una specie simbolo nei Paesi dell’Asia Centrale ex sovietica e alla consapevolezza che questa è una specie seriamente a rischio nonchè grazie alla fiducia riposta dai donatori nella effettiva utilità per la salvagaurdia della specie di questo tipo di ricerche.

Ora i ricercatori potranno portare a termine gli studi e stanno già progettano nuove iniziative, prestanto magari più attenzione alle varie clausole dei contratto roaming.

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