23:52 15 Novembre 2019
Il presidente iraniano Hassan Rouhani

Iran da domani userà centrifughe per arricchimento uranio vietate da trattati Vienna - Rouhani

© AP Photo / Iranian Presidency Office
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L'annuncio arriva ad appena un giorno di distanza dalle dichiarazioni del responsabile di Teheran sul programma nucleare, il quale ha reso noto che l'Iran dispone di 60 centrifughe IR-6, vietate dai trattati di Vienna.

Il presidente iraniano Hassan Rouhani ha annunciato che la Repubblica Islamica darà il via all'arricchimento dell'uranio con 1044 centrifughe modello IR-6 a partire dalla giornata di domani.

Il capo dello stato ha sottolineato che ai firmatari dei trattati di Vienna sul nucleare del 2015 sono ora concessi due ulteriori mesi di tempo per implementare le condizioni di tali accordi prima che Teheran se ne tiri fuori in maniera definitiva.

Rouhani ha spiegato che le decisioni prese dall'Iran sono ancora reversibili, ma sarà necessario che gli altri Paesi tengano fede agli impegni presi a Vienna, nel qual caso anche la Repubblica Islamica è pronta a tornare a rispettare i patti.

Appena ventiquattro ore fa, in occasione del 40° anniversario della presa dell'ambasciata americana a Teheran, il responsabile per il programma nucleare iraniano, Ali Akbar Salehi, haannunciato che il Paese era pronto a far entrare in azione 60 centrifughe per l'arricchimento dell'uranio modello IR-6, 10 volte più veloci rispetto al modello precedentemente utilizzato, le IR-1.

Gli Stati Uniti in serata hanno risposto, introducendo nuove sanzioni nei confronti della Repubblica Islamica, che colpiranno lo Stato Maggiore dell’esercito iraniano ed altri nove cittadini del Paese.

Gli accordi sul nucleare

Con le parole odierne di Rouhani l'Iran fa un altro, decisivo passo verso l'uscita totale dagli accordi sul nucleare siglati a Vienna nel 2015 da un sestetto di Paesi formato da Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Cina, Russia e Germania.

L'accordo è stato messo in pericolo già nel corso del 2018, quando gli USA hanno deciso di ritirarsi unilateralmente da quanto sottoscritto nella capitale austriaca.

Washington ha poi imposto nuove sanzioni unilaterali nei confronti della Repubblica Islamica, che nel maggio 2019 ha a sua volta reso pubblica la propria intenzione di cessare gli adempimenti ai trattati sul nucleare.

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