16:18 22 Novembre 2019
Il tecnico iraniano  nello stabilimento di conversione dell`uranio

L'Iran arricchisce l'uranio 10 volte più veloce di quanto consentito

© AP Photo / Vahid Salemi
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L'Iran ha svelato di essere al lavoro su un prototipo che consentirà di andare ben oltre le prestazioni delle centrifughe IR-1 utilizzate per l'arrichimento dell'uranio.

Il capo del programma nucleare iraniano, Ali Akbar Salehi, ha annunciato che Teheran sta iniziando i lavori su 60 prototipi di centrifuga modello IR-60, circa il doppio di quanto era noto in precedenza, in violazione dei trattati sul nucleare di Vienna del 2015, noti con l'acronimo di JCPOA (Joint Comprehensive Plan of Actions).

Salehi ha fatto questa rivelazione in occasione del 40° anniversario della presa dell'ambasciata americana a Teheran.

Le IR-6 sono centrifughe capaci di produrre uranio arricchito ad una velocità 10 volte superiore rispetto alle IR-1, consentite dai trattati per un numero non superiore alle 5060 unità.

Tali sviluppi emergono dopo che nei mesi scorsi Teheran ha ripetutamente annunciato di voler ridurre i propri impegni rispetto agli accordi di Vienna, il cui scopo era quello di limitare il programma atomico iraniano in cambio dell'annullamento delle sanzioni da parte dell'Occidente.

I trattati di Vienna del 2015

Il 7 luglio scorso Teheran ha dichiarato la propria uscita dall'accordo sul nucleare, siglato nel 2015 tra l'Iran e il cosiddetto sestetto, formato da Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Cina, Russia e Germania, una volta scaduto l'ultimatum di 60 giorni dato all'UE, annunciando contestualmente un programma di progressivo arricchimento dell'uranio.

Con tale intesa l'Iran aveva di fatto accettato di eliminare le sue riserve di uranio a medio arricchimento, di tagliare del 98% le riserve di uranio a basso arricchimento e di ridurre di due terzi le sue centrifughe a gas per tredici anni. 

Per i successivi quindici anni l'Iran avrebbe potuto arricchire l'uranio solo al 3,67%. In cambio dell'accordo l'Iran ha ottenuto la cessazione delle sanzioni economiche imposte dagli Stati Uniti, dall'Unione Europea e dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

Nel 2018, tuttavia, gli USA avevano annunciato la propria uscita unilaterale dal trattato, ripristinando le sanzioni verso l'Iran e scatenando così le ire da parte di Teheran.

Negli ultimi mesi l'Iran ha ripetuto più volte le condizioni per tornare a rispettare l'intesa, chiedendo  più passi concreti dall'Europa nell'accordo sul nucleare, oltre all'intercessione da parte di Bruxelles per portare all'annullamento delle sanzioni imposte da Washington.

A settembre il premier iraniano Hassan Rouhani ha annunciato che l'UE avrebbe avuto due mesi per per salvare accordo sul nucleare.

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