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07:50 13 Novembre 2019
Tigre

Odissea per 10 tigri in viaggio dall'Italia in Russia, interviene LAV

© Sputnik . Vitaly Ankov
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Per il trasporto di un gruppo di tigri italiane, rimaste bloccate a bordo di un camion al confine tra Polonia e Bielorussia in direzione del Daghestan, regione meridionale russa, era stata scelta una società che trasporta cavalli e non aveva equipaggiato il veicolo per il trasporto dei grandi felini.

Lo ha raccontato a Sputnik Andrea Casini, membro della Lega Anti Vivisezione.

In precedenza era stato riferito che il 22 ottobre un camion con dieci tigri a bordo aveva lasciato la città italiana di Latina alla volta del Daghestan. Sabato 26 ottobre il conducente del veicolo era giunto al confine polacco-bielorusso. I doganieri polacchi avevano lasciato passare senza problemi il camion, ma le guardie di frontiera bielorusse si sono rifiutate di farlo entrare nel Paese. Una delle tigri non ha retto lo stress del viaggio ed è purtroppo morta.

Secondo Casini, le tigri sono state comprate da un'azienda privata a conduzione familiare che alleva tigri ed altri animali esotici affini.

"E' una famiglia abbastanza nota in Italia. In precedenza allevavano orsi e scimmie, ma ora è stato vietato", ha detto l'interlocutore dell'agenzia.

​Casini ha anche affermato che la Lega Anti Vivisezione intende sporgere una denuncia alla polizia per aprire un'indagine sulla transazione.

"Questa famiglia può essere incolpata per il trasporto improprio di animali pericolosi. Per risparmiare denaro, hanno affidato il trasporto ad un'azienda, che di solito trasporta cavalli. I cavalli non vengono trasportati su così lunghe distanze. Secondo i requisiti, il camion deve essere equipaggiato ad hoc ed adatto per il trasporto di una specie. Le tigri non potevano muoversi e non avevano accesso all'acqua. Al posto delle tigri potevano starci i polli", ha dichiarato Casini.

L'animalista ha affermato che, secondo la LAV, due camionisti italiani e un cittadino russo, un rappresentante dello zoo del Daghestan, erano presenti durante il trasporto delle tigri. Il russo era stato mandato in Italia per seguire la vendita e seguiva il camion con una macchina. Secondo Casini, tutti e tre sono ora in stato di fermo.

In precedenza la Procura polacca aveva riferito che l'organizzatore del trasporto, un cittadino russo di 32 anni, era stato arrestato con l'accusa di maltrattamento sugli animali: secondo gli investigatori, il trasporto dei felini avveniva in condizioni inadeguate e non era stata garantita agli animali una quantità sufficiente di cibo ed acqua. L'uomo rischia una condanna fino a 3 anni di reclusione. Nella notte tra mercoledì e giovedì il camion con le tigri è arrivato allo zoo di Poznan, dove gli animali verranno presi in cura.

​Il centro spagnolo per il salvataggio di animali esotici si è dichiarato disponibile a prendersi 5 tigri. I restanti quattro felini rimarranno in Polonia negli zoo di Poznan e Wroclaw.

Il ministero delle Risorse Naturali del Daghestan ha affermato che le tigri non sono state formalmente acquistate, ma sono state presumibilmente donate dal circo di una delle città italiane "tramite la mediazione di un benefattore".

Tags:
Bielorussia, Polonia, Italia, Russia, Scandalo, Animali
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