Widgets Magazine
13:28 13 Novembre 2019

Spariti nel nulla: casi misteriosi di aerei militari scomparsi

© Foto: Public domain / U.S. Navy National Museum of Naval Aviation
Mondo
URL abbreviato
3213
Seguici su

Il destino di 42 passeggeri è ad oggi ancora ignoto: 65 anni fa sull’Atlantico è scomparso senza lasciare traccia l’aereo della Marina militare statunitense Lockheed R7V-1 Super Constellation.

L’operazione di salvataggio durò per più di una settimana: cercarono i resti del velivolo e gli eventuali bagagli. A bordo vi erano 111 giubbotti di salvataggio, 5 gommoni e 660 bicchierini di carta. In fase di avaria qualcosa dev’essere per forza fuoriuscito dall’interno del mezzo, ma non fu trovato nulla. Sputnik vi racconta le misteriose sparizioni di alcuni velivoli da guerra.

Lo stormo mancante

Il 5 dicembre 1945 in orario diurno 5 bombardieri siluranti Avenger presero il volo dalla base militare di Fort-Lauderdale (nei pressi di Miami). Il sole brillava nel cielo, le condizioni per effettuare un volo di addestramento erano ideali.

Il percorso prevedeva: dirigersi verso il punto A, effettuare un bombardamento di prova, girarsi, dirigersi verso il punto B, girarsi, ritornare alla base. I piloti conoscevano bene il percorso e avevano trovato punti di orientamento visivi per fissarlo. Teoricamente l’intero percorso sarebbe durato 2 ore, ma i serbatoi furono riempiti così che il carburante potesse durare 5 ore e mezza.

Inizialmente tutto andò come previsto. Gli Avengers trovarono il primo obiettivo, effettuarono con successo il bombardamento e verso le 15:30 cominciarono a ritornare. Ma dopo 5 minuti il comandante dello stormo comunicò alla base che i velivoli non riuscivano a vedere terra. I piloti avevano cambiato direzione alcune volte senza però raggiungere la riva. L’ultima volta che lo stormo effettuò il collegamento fu alle 19:00. Secondo le stime, un’ora dopo sarebbe terminato il carburante e probabilmente i velivoli sarebbero affondati.

Il commando della Marina militare statunitense organizzò una delle operazioni di ricerca più imponenti della storia. Furono impiegati più di 300 aerei dell’esercito e della flotta e 21 natanti. Sulla terraferma fu scandagliata scrupolosamente la costiera della Florida, delle isole Florida Keys e dell’arcipelago della Bahamas. Nessuna traccia. Le ricerche furono interrotte dopo alcune settimane. Ad oggi degli equipaggi degli Avengers non è stata trovata alcuna traccia. Questo incidente passò alla storia dell’aviazione come il più misterioso incidente aeronautico.

In seguito alle indagini condotte dalla Marina militare si concluse che la colpa fosse imputabile al fattore umano e la responsabilità fu fatta ricadere sul comandante dello stormo, il luogotenente Carol Taylor. Stando alla versione ufficiale, Taylor avrebbe confuso la direzione da prendere e indirizzato gli Avengers verso l’Atlantico. Vi sono anche molte altre ipotesi, fra cui quelle paranormali. Lo stormo di bombardieri sarebbe caduto nel Triangolo delle Bermuda dove, si ritiene, avvengono fenomeni paranormali. Queste versioni comunque non sono mai state ufficialmente confermate.

Scomparsa con bombe

Il 10 marzo 1956 sul Mediterraneo scomparve senza lasciare traccia il bombardiere B-47 Stratojet che trasportava 2 testate nucleari a bordo. Quel giorno dalla base aeronautica statunitense MacDill diretti verso la base Ben Guerir in Marocco partirono 4 velivoli. Lo stormo attraversò con successo l’Atlantico e fece un primo rifornimento in volo. Il secondo rifornimento era programmato durante il sorvolo del Mediterraneo. I bombardieri stavano riducendo quota per via della elevata nuvolosità. Quando la visibilità tornò ad essere sufficiente, si rilevò l’assenza di uno dei velivoli. Il pilota non aveva perso il collegamento.

In base alle ultime coordinate disponibili dell’aereo furono inviati degli stormi di ricerca. All’operazione di salvataggio presso la costiera algerina presero parte militari francesi e marocchini. Nell’area della presunta avaria giunsero anche natanti della Flotta reale britannica. Non riuscirono a trovare nulla. I tre membri dell’equipaggio del bombardiere sono spariti senza lasciare traccia.

Una scintilla nel cielo

Nella notte del 16 marzo 1962 sul Pacifico sparì senza lasciare traccia l’aereo statunitense Lockheed L-1049 Super Constellation che trasportava militari dagli USA in Vietnam. Dopo un rifornimento sull’isola di Guam il velivolo si diresse verso la base aeronautica di Clark nelle Filippine, dove però non arrivò mai. Circa a metà percorso si interruppe il collegamento con il velivolo. Alle operazioni di salvataggio presero parte più di 1000 persone, alcune decine di natanti e velivoli, ma senza alcun risultato.

L'aereo Lockheed L-1049H Super Constellation della compagnia Flying Tiger Line, uguale all'aereo scomparso
Stando alle conclusioni del comitato preposto alle ricerche “scoprire la ragione della sparizione del velivolo non appare possibile per via dell’assenza di prove concrete”. Il velivolo era in ottimo stato, le condizioni atmosferiche erano pressoché ideali, l’equipaggio dell’L-1049 non comunicò alcuna situazione straordinaria. L’unico indizio sono le testimonianze del commando della nave cisterna Lenzen che si trovava più o meno in quella stessa area in quel momento. I marinai sostenevano di aver visto nel cielo una scintilla simile a un’esplosione. Ma le indagini effettuate nell’area marittima identificata non portarono a nulla. Gli 11 membri dell’equipaggio e i 96 passeggeri furono dichiarati deceduti. Per numero di persone a bordo si tratta della più grande scomparsa di un velivolo del XX secolo.
Affondarono e scomparvero

Il 23 marzo 1951 i radar persero l’aereo da trasporto americano Douglas C-124. Il velivolo trasportava 44 militari dalla base aeronautica Walker alla base britannica Mildenhall. Fra i passeggeri vi era anche il generale dell’Aeronautica militare Thomas Kallen, partito per la Gran Bretagna con i sottoposti per formare in loco la Settima divisione aeronautica dell’aviazione strategica.

Il velivolo si trovava sull’Atlantico a 1500 km a sud-ovest dall’Irlanda quando fu dato un allarme di avaria: il carico aveva preso fuoco. L’equipaggio effettuò un ammarraggio di emergenza, tutti i passeggeri furono collocati su 5 gommoni di salvataggio. Dalla Gran Bretagna arrivò in aiuto il bombardiere di lungo raggio B-29. L’equipaggio vide i gommoni e li accerchiò dall’alto finché bastò il carburante. Dopodiché rientrò alla base.

L'aereo americano Douglas C-124A Globemaster II

Poi cominciò l’inspiegabile. Le navi e gli aerei di salvataggio arrivarono nel punto di affondamento solamente dopo 19 ore, era già il 25 marzo. Ma non videro né l’aereo né le scialuppe di salvataggio. Scandagliarono migliaia di km2 di mare, ma non trovarono nulla. Ad oggi non si sa cosa successe al velivolo, all’equipaggio e ai passeggeri.

Al tempo si parlò della “mano del Cremlino”: ossia, del presunto rapimento dei soldati americani da parte dei sovietici per via dell’importanza rivestita dal generale Kallen per l’intelligence. Tuttavia, tale ipotesi non fu mai confermata.
Le ricerche durarono un anno

Scomparvero senza lasciare traccia anche aerei non americani. Il 12 agosto del 1937 il bombardiere di lungo raggio DB-A numero N-209 decollò da un aeroporto moscovita diretto ad Arkhangelsk. L’equipaggio guidato da Sigismund Levanevsky, Eroe dell’Unione Sovietica, doveva poi affrontare il sorvolo transartico per raggiungere la città di Fairbanks, in Alaska. Stando alle prime comunicazioni di bordo, tutto andava nella norma. Ma il 14 agosto Levanevsky comunicò che “si volava in presenza di vento forte e elevata nuvolosità, i finestrini della cabina erano ricoperti di ghiaccio e uno dei motori era danneggiato”. Il velivolo si trovava nell’area dell’Alaska. Dopodiché il collegamento con il DB-A si interruppe.

© Sputnik .
L'equipaggio dell'aereo DB-A numero N-209, il 12 agosto del 1937

Il velivolo di Levanevsky fu cercato per un anno dai piloti di Unione Sovietica, Canada e USA. Ma non si riuscirono a trovare né i corpi né i resti del velivolo. Si ipotizzarono diverse versioni. Secondo un’ipotesi, l’equipaggio effettuò un atterraggio di emergenza nell’area della catena montuosa delle Endicott, in Alaska. I piloti americani scandagliarono l’area senza successo. Probabilmente il bombardiere atterrò su una banchisa alla deriva e venne portato al largo dell’oceano. Gli eschimesi dicono di aver visto qualcosa di simile a un aereo effettuare un ammarraggio nei pressi dell’isola Thetis. Nemmeno le ricerche effettuate in quest’area diedero risultati. I piloti furono dichiarati ufficialmente morti.

Tags:
aerei
RegolamentoDiscussione
Commenta via FacebookCommenta via Sputnik