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14:15 13 Novembre 2019
Il confine tra Siria e Turchia

‘Mi piace il petrolio, prendiamo il petrolio’: Trump conferma gli USA vogliono petrolio della Siria

© Sputnik . Hikmet Durgun
Mondo
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La settimana scorsa, dopo le ripetute dichiarazioni di Trump sull'importanza di "assicurare" il petrolio siriano, l'esercito russo ha mostrato uno schema illegale di contrabbando di petrolio sponsorizzato dal Pentagono e dalla CIA che il ministero della Difesa russo descrive come un "banditismo di stato internazionale" da parte di Washington.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ribadito la mancanza di interesse degli Usa nel pattugliare il confine siro-turco, affermando che l’interesse principale degli Stati Uniti è quello di controllare il petrolio del paese.

“Il cessate il fuoco ha tenuto molto bene. Abbiamo tenuto il petrolio. Siamo rimasti nelle retrovie e abbiamo tenuto il petrolio. Altre persone possono pattugliare il confine della Siria, francamente, e la Turchia, lasciateli – combattono da mille anni, lasciategli il confine, non non vogliamo farlo. Vogliamo portare a casa i nostri soldati. Ma abbiamo lasciato dei soldati perché ci teniamo il petrolio. Mi piace il petrolio. Ci teniamo il petrolio”, ha detto Trump, parlando ai giornalisti sul prato della Casa Bianca venerdì scorso.

Trump ha detto che gli Stati Uniti stanno lavorando efficacemente sia con i loro partner curdi che con quelli turchi, e ha ricordato la recente operazione per eliminare l’ex leader di Daesh* Abu Bakr al-Baghdadi, che ha definito “forse il terrorista numero uno degli ultimi 50 anni”. Il presidente ha aggiunto che anche il vice di al-Baghdadi è stato ucciso, e ha detto che gli Stati Uniti hanno già “il numero tre nel mirino”.

Russia e Turchia hanno iniziato il pattugliamento congiunto nella Siria settentrionale venerdì scorso, in linea con un accordo tra i presidenti Putin e Erdogan del mese scorso, che ha facilitato il ritiro dei militari curdi a 30 km dalla zona di confine turco-siriana in cambio della sospensione dell’operazione militare turca.

La Turchia ha avviato l’invasione della Siria settentrionale il 9 ottobre, nel tentativo di cacciare sia i terroristi Daesh che le milizie curde, che Ankara classifica come terroristi, scatenando indignazione e condanna da parte degli alleati turchi della NATO. L’operazione della Turchia è stata preceduta dal ritiro delle forze statunitensi dalla Siria settentrionale. I critici del presidente Trump lo hanno accusato di aver abbandonato gli alleati curdo-siriani, che hanno svolto un ruolo importante nella liberazione da Daesh della Siria nord-orientale tra il 2015 e il 2017. Dopo l’inizio dell’operazione in Siria, numerosi insediamenti curdo-siriani si sono impegnati nell’unirsi a Damasco e hanno fatto appello all’esercito siriano affinché li proteggesse.

Il pattugliamento russo del confine siro-turco vicino la città di Kobani
© Sputnik . Mikhail Alaeddin
Il pattugliamento russo del confine siro-turco vicino la città di Kobani

Prima dei suoi commenti di venerdì, il presidente Trump aveva ripetutamente fatto riferimento alla necessità di assicurare e trattenere le risorse petrolifere siriane, e giovedì il capo del Pentagono Mark Esper ha confermato che la missione delle truppe statunitensi era di “negare” il petrolio a Daesh e ad “altri attori della regione”.

Trump ha ripetutamente criticato la politica estera degli Stati Uniti durante la campagna del 2016, e anche quando era un privato cittadino. Nel 2011, Trump esortò l’amministrazione Obama a mantenere le truppe in Iraq e a “tenere il petrolio”. Nel 2016, ha ribadito la necessità di “prendere il petrolio” in Iraq, dicendo che l’iniziativa era una sorta di “rimborso” e non un “furto”.

Gran parte delle riserve siriane di petrolio e gas sono concentrate nel nord-est del paese. Secondo un rapporto del 2011 della US Energy information administration, nel 2010 la produzione siriana di petrolio è stata di 400mila barili al giorno, di cui circa un quarto è stato venduto all’estero. Si stima che all’1 gennaio 2011 le riserve petrolifere del Paese siano pari a circa 2,5 miliardi di barili di petrolio. Le riserve di gas naturale siriano sono state poi stimate a 8,5 trilioni di metri cubi, con il paese che consuma la maggior parte della sua produzione di gas a livello nazionale per alimentare le centrali elettriche, ed è diventato un importatore di gas nel 2008.

Dall’inizio del conflitto civile sostenuto dall’estero nel 2011, le esportazioni ufficiali sono scese quasi a zero. Durante la guerra, le varie parti, tra cui Daesh e Stati Uniti, hanno partecipato al contrabbando illegale di petrolio siriano e alla sua esportazione all’estero. Alla fine del 2015, gli attacchi aerei russi hanno eliminato oltre un migliaio di camion di carburante che trasportavano il petrolio Daesh fuori dalla Siria. La settimana scorsa, il ministero della difesa russo ha riferito di una operazione di contrabbando di petrolio di 30 milioni di dollari al mese condotta da “grandi società americane” in coordinamento con appaltatori militari privati, forze speciali americane e forza aerea.

*Daesh, noto anche come Stato islamico dell'Iraq e Siria (ISIS) è un'organizzazione terroristica illegale in Russia e in molti altri paesi.

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Donald Trump, Petrolio
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