15:54 22 Novembre 2019
Il missile ipersonico “Zirkon”, capace di raggiungere una velocità 5 – 6 volte superiore a quella del suono.

Cosa sappiamo del missile Zirkon, il killer delle portaerei USA?

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Vi ricordate di Brian Mast, il membro del Congresso USA che per errore si è congratulato con la Marina militare statunitense pubblicando una fotografia dell’incrociatore russo Pyotr Veliky?

Con lo Zirkon, il missile ipersonico antinave russo, la storia è al contrario: gli articoli relativi a questo missile in parte utilizzano una raffigurazione artistica del missile ipersonico statunitense X-51 Waverider. Persino il Military Watch Magazine di recente ha commesso lo stesso errore. Cerchiamo di capire perché. Ad oggi non vi è ancora stata una presentazione ufficiale dell’aspetto esteriore che avrà lo Zirkon, il primo missile al mondo di questa classe di produzione russa. Sono in corso i test e si prevede che il missile sarà inserito negli armamenti nei prossimi 2 anni.

Lo Zirkon apparentemente ha davvero qualcosa in comune con il missile Waverider, ma è più simile al missile ipersonico indiano BrahMos-II che non senza fondamento viene ritenuto dalla comunità di esperti la prima reincarnazione del futuro Zirkon all’estero. Le immagini sono disponibili, ad esempio, a questo link.

Il primo missile russo-indiano BrahMos è una copia esatta del predecessore di Zirkon, ossia il missile russo 3M55 Oniks. Questo a riprova della collaborazione di lunga data tra la società russa “NPO Mashinostroyeniya” (che ha prodotto Oniks) e l’India. La produzione dello Zirkon è in mano alla stessa società. Dunque, è lecito supporre che proprio a quello si ispiri il missile ipersonico BrahMos-II.

Si ritiene che lo Zirkon molto probabilmente sarà assai efficiente contro qualunque tipologia di natante. Ma vanno fatte alcune precisazioni.

Quanto lontano volerà lo Zirkon?

Il Military Watch Magazin parla di un “ruolo di preminenza” dello Zirkon nel progetto di ammodernamento della Flotta militare russa, ma i numeri riportati dalla rivista non sono sempre corretti. Ad esempio, la rivista riporta che il missile viaggerà a una velocità di 9 M e che la sua autonomia di volo sarà di 1.000 km.

Nave militare russa lancia missile da crociera
© Foto : Ministry of defence of the Russian Federation
Per adesso sui media si è detto solamente che la velocità del nuovo missile può superare gli 8 M in singoli momenti di volo. Va detto, però, che un missile ipersonico può seguire una traiettoria sia ad alta quota sia a bassa quota. Ad alta quota la resistenza esercitata dall’aria e, di conseguenza, il calore che interessa il corpo del missile saranno minimi, quindi sarà possibile raggiungere queste velocità. A bassa quota, invece, la velocità del missile sarà sensibilmente inferiore.

Ad oggi non vi sono dati ufficiali affidabili circa l’autonomia di volo di Zirkon. Vi sono solo ipotesi secondo le quali è improbabile che l’autonomia di volo di un missile del genere possa essere inferiore a 400-500 km.

La stima più ottimistica è “fino a 1000 km”. I missili ipersonici come lo Zirkon in linea teorica dispongono di un’autonomia di volo sensibilmente ridotta poiché per raggiungere le velocità ipersoniche è necessario impiegare più carburante di quanto non avvenga per viaggiare a velocità subsoniche. Ciò significa che per raggiungere la soglia “psicologica” dei 1000 km sarebbe stato necessario fare progressi significativi in settori come la lavorazione dei materiali, la protezione termica e la costruzione dei motori.

La Russia scommette sulle navi leggere

In un articolo il Military Watch Magazine osserva che la Russia sta prestando maggiore attenzione alla costruzione di navi relativamente leggere e questo corrisponde al vero. Tuttavia, nel seguito dell’articolo si registrano alcune imprecisioni: stando alla rivista alla fregata Admiral Gorshkov sarebbero state destinate 72 piattaforme di lancio verticale quando in realtà la fregata dispone di 32 piattaforme di lancio per missili Redut (velocità: fino a 2100 m/s, autonomia: fino a 150 km) e 16 piattaforme di lancio verticale per il sistema missilistico Kalibr-NK che impiega missili Kalibr e Oniks (autonomia su obiettivi navali: 300 km e 600 km rispettivamente; velocità di entrambi: fino a 3 M) e tra i suoi armamenti potrebbero essere inclusi i missili ipersonici Zirkon.

I missili Zirkon possono essere integrati anche su molti natanti e sommergibili che oggi utilizzano il sistema missilistico Kalibr con lancio verticale. Proprio sulla base di queste piattaforme di lancio vengono messi a punto i nuovi Zirkon. Se si mettono a confronto a confronto i Kalibr e gli Zirkon, questi ultimi sono molto più efficienti nel superamento di potenti e stratificati sistemi di difesa contraerea grazie alla possibilità di effettuare manovre per modificare la traiettoria e la quota a velocità ipersonica. I Kalibr sono chiaramente ottimi per colpire obiettivi terrestri, ma per i moderni sistemi di difesa contraerea delle portaerei si rivelano un obiettivo più facile degli Zirkon.

I russi hanno aggirato il Trattato INF

Al momento un po’ più complessa è la situazione relativa a due grandi classi di navi missilistiche di piccole dimensioni, Buyan-M 21631 e Karakurt 22800. Si ritiene che, nonostante il loro equipaggiamento sia simile per struttura e capacità ai sistemi missilistici Kalibr-NK, è improbabile che su questi natanti si possano integrare i missili Zirkon. Tra l’altro, il potenziale antinave di questi natanti di piccole dimensioni non è così elevato da poter seriamente considerare l’impiego di armamenti antinave così potenti. I natanti missilistici di piccole dimensioni sono stati creati come piattaforme di lancio mobili per i missili da crociera Kalibr con autonomia di volo di più di 2000 km, il cui dispiegamento a terra era in passato impraticabile per via del Trattato INF.

I natanti citati non dispongono più di mezzi propri per il rilevamento di bersagli navali a lungo raggio e sulle lunghe distanze sono in grado di operare solamente su obiettivi dei quali sono note in precedenza le coordinate (ad es. obiettivi terrestri). E operazioni simili sono state brillantemente dimostrate in Siria.
V’è da ricordare, inoltre, che tali natanti hanno una grande libertà nei movimenti, sono relativamente poco costose e al momento sono costruite quasi totalmente a partire da materiali di produzione nazionale o con l’impiego di componenti prodotte in Cina.

Con la costruzione di natanti più strutturati come le corvette e le fregate vi sono determinati problemi generati dalla interrotta collaborazione in ambito tecnico-militare con l’Ucraina la quale riforniva di motori per questi natanti. Ad esempio, per le fregate dei progetti 22350 e 11356R. Ma nei prossimi anni la produzione di motori per queste navi sarà avviata anche in Russia e questo permetterà di cominciare a colmare una lacuna che si osserva ormai dal 2014.

Quanto, invece, ai sommergibili, non tutti i vettori sarebbero in grado di vedersi integrati a bordo gli Zirkon: ad esempio, i sommergibili del progetto 06363 che al momento fanno parte della Marina militare russa e che impiegano i missili Kalibr grazie ai siluri non saranno in grado di trasportare missili così voluminosi come gli Zirkon. Mentre i sommergibili a propulsione nucleare dei progetti 885/885M dotati di piattaforme di lancio verticale saranno in grado di farlo. Si ritiene inoltre che proprio il natante principale del progetto 885, il Severodvinsk, prenderà parte ai test sul nuovo missile.

Lo Zirkon sarà in grado di distruggere una portaerei?

Sulla stampa lo Zirkon è talvolta soprannominato il “killer delle portaerei americane”. Tralasciando per un momento il fatto che tali portaerei siano o meno americane, proviamo a capire se gli Zirkon siano davvero in grado di distruggere una portaerei. Sulla carta, chiaramente sì. Se prendiamo una portaerei da sola e la colpiamo con 5-6 missili Zirkon, è altamente probabile che un simile attacco neutralizzi il natante. Ma questo scenario non prende in considerazione il fatto che una portaerei non è mai da sola. Solitamente si parla della necessità di colpire un gruppo da battaglia di una portaerei, nel quale, oltre alla portaerei stessa, vi sono anche alcuni natanti di pattuglia, sommergibili, mezzi di aviazione propria (ivi compresi velivoli di rilevamento a lungo raggio). In tal modo, un gruppo da battaglia di una portaerei assicura un raggio di protezione di almeno 400 km. Dunque, prima bisogna trovare la nave, identificare l’obiettivo, avvicinarcisi, lanciare i missili e provare a sopravvivere. Va ricordato, infatti, che quasi al 100% il lancio del missile andrà a smascherare il vettore.

Due elementi da sottolineare:

1.      È necessario che qualcuno rilevi l’obiettivo dall’esterno poiché nessuno dei natanti moderni è in grado di “guardare” oltre l’orizzonte. Di conseguenza, sono necessari satelliti o mezzi di aviazione di lungo raggio che sono loro volta suscettibili di attacchi da parte dei velivoli a difesa delle portaerei.

2.      È possibile lanciare i missili da un sommergibile, ma, se quest’ultimo venisse identificato, avrebbe vita molto breve nelle condizioni di guerra attuali. Chiaramente, la perdita di un sommergibile potrebbe anche forse valere la pena qualora serva a distruggere una portaerei nemica. Ma dopotutto anche dopo aver lanciato 8 Zirkon non vi è la certezza assoluta che tutti andranno a colpire l’obiettivo. Colpire gli Zirkon è molto più difficile che colpire missili tradizionali, ma le moderne navi di pattuglia sono dotate degli Aegis, sistemi di difesa contraerea molto performanti, e dei Phalanx CIWS, altra tipologia di sistemi di difesa. In tal modo, una certa percentuale dei missili impiegati per l’attacco andrà persa e dopo il danno provocato dai missili che hanno superato i sistemi di difesa la portaerei potrebbe non essere neutralizzata del tutto. Se chiaramente i missili utilizzati siano di natura non nucleare.

Missili nucleari e guerra senza un vincitore
L’utilizzo degli Zirkon nucleari va probabilmente considerato, ma nello scenario di una guerra in cui non vi siano vincitori. E come sistema nucleare di deterrenza dei gruppi di una portaerei gli Zirkon hanno diritto di esistere e possono assicurare di infliggere un danno navale al potenziale nemico che si tradurrà in conseguenze letali.

In conclusione, anche un’arma così potente come, stando alle previsioni, saranno gli Zirkon non riuscirà a risolvere tutti i problemi e lascerà aperta la questione dell’ammodernamento della Marina militare russa. La Russia punta proprio a questo.

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