03:17 18 Novembre 2019
Migranti a bordo della nave Aquarius delle ONG SOS Mediteranee e Medici senza frontiere

Colpi di avvertimento delle autorità libiche contro la ONG tedesca - Video

© REUTERS / Kenny Karpov/ SOS Mediteranee
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Secondo l’organizzazione umanitaria Sea-Eye, che pubblica un video dell’accaduto, le autorità libiche avrebbero sparato colpi di avvertimento in aria e minacciato con le armi soccorritori e migranti durante le operazioni di soccorso in mare effettuate da una loro nave.

La ONG tedesca Sea-Eye afferma che una delle sue navi è stata minacciata dalle forze di sicurezza libiche che avrebbero sparato colpi d’arma da fuoco di avvertimento mentre sabato traeva in salvo 90 migranti.

L'equipaggio a bordo della nave delle ONG, la Alan Kurdi, sarebbe stato impegnato nel salvataggio dei migranti dopo aver ricevuto una chiamata di soccorso da persone a bordo di un barcone al largo della costa della Libia.

Il portavoce di Sea-Eye, Gorden Isler, ha detto che le autorità libiche sono arrivate a bordo di un gommone bianco ed hanno iniziato a circondare la nave ostacolando gli sforzi di salvataggio mentre i soccorritori stavano consegnando giubbotti di salvataggio.

Ha detto che uomini mascherati hanno sparato "colpi di avvertimento" e hanno puntato pistole contro l'equipaggio di salvataggio e i migranti, alcuni dei quali si sono gettati in acqua, prima di venire imbarcati.

"Siamo scioccati, non siamo mai stati minacciati in questo modo", ha detto Isler all'AFP, aggiungendo che sarebbe stata colpa degli Stati membri dell'UE il fatto di aver permesso tali "comportamenti brutali".

"Siamo stati in grado di trarre in salvo 90 persone, tra cui due donne", ha detto Isler che sostiene che una donna incinta potrebbe rischiare l’aborto spontaneo per l’incidente.

L'operazione di sabato arriva una settimana dopo che 104 persone erano state salvate al largo della costa libica dalla nave Ocean Viking, gestita dalle ONG SOS Mediterranee e Medici senza frontiere.

Il percorso attraverso la Libia per raggiungere l'Europa è un percorso popolare per i migranti dall'Africa orientale, dal Sahel e dal Medio Oriente. Il mese scorso, Italia, Francia, Germania e Malta avevano proposto un sistema per la distribuzione automatica dei richiedenti asilo in tutta l'UE per impedire che le navi di soccorso rimanessero bloccate in mare. Finora poche altre nazioni hanno appoggiato il piano proprio mentre il Consiglio presidenziale del Governo di accordo nazionale libico, appena pochi giorni fa, emetteva invece un decreto restrittivo per le attività delle ONG che si fossero trovate ad operare all’interno delle proprie acque territoriali.

“Le organizzazioni non governative interessate a collaborare nella ricerca e salvataggio marittimo devono presentare una preventiva domanda di autorizzazione alle autorità libiche a cui sono obbligate a fornire periodicamente tutte le informazioni necessarie, anche tecniche relative al loro intervento" – questo il testo integrale degli articoli 5 e 6 del decreto.
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