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08:13 13 Novembre 2019
La bandiera dell'Afghanistan

Cina avvia dialogo interafgano dopo fallimento USA con i talebani

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Il fallimento delle trattive statunitensi con i talebani ha spinto Pechino a profondere sforzi per risolvere la questione afgana. Questo è stato dichiarato dagli esperti intervistati da Sputnik alla vigilia dell’incontro interafgano tenutosi a Pechino.

L’incontro era previsto per il 28-29 ottobre e ha visto la partecipazione dei rappresentanti del movimento dei talebani, del governo, della società civile, nonché di politici di Kabul.

Pechino ha ospitato un incontro simile per la prima volta. In passato i dialoghi che vedevano la partecipazione dei talebani si sono tenuti due volte a Mosca e una volta a Doha. Si prevede che prima dell’incontro la Cina affronterà preventivamente il tema dell’incontro pechinese con i propri partner impegnati nella risoluzione della questione afgana (Russia, Pakistan e USA). Le consultazioni quadrilaterali sull’Afganistan si sono tenute a Mosca il 25 ottobre.

Lo scopo del dialogo intra-afgano è il raggiungimento di una tregua tra le parti contrapposte. Per ora i talebani si stanno rifiutando di dialogare con il governo di Kabul poiché lo considerano una marionetta degli USA. Fra l’altro i funzionari statali, i politici e gli attivisti di Kabul stanno partecipando al dialogo intra-afgano in qualità di cittadini privati. Le trattative a Pechino si terranno proprio su tali fondamenti, ha osservato il rappresentante ufficiale del movimento dei talebani, Suhail Shaheen.

Il governo afgano conosce i piani di Pechino per l’organizzazione di queste trattative, ma ad oggi non può rilasciare alcun commento, ha osservato Idrees Zaman, viceministro afgano degli Esteri. Il portavoce dell’ex presidente afgano Hamid Karzai, che partecipò all’incontro intra-afgano tenutosi a febbraio in Russia, ha affermato che l’ufficio di Karzai è a conoscenza delle trattative previste in Cina. Hamid Karzai vi prenderà parte nel caso in cui si arrivi a un accordo.

Gli USA e i talebani alla fine degli 8 cicli di trattative hanno elaborato a Doha un progetto di accordo sul cessate il fuoco in Afganistan, sul ritiro dal Paese delle truppe straniere e sull’avvio delle trattative interafgane di pace. Si prevedeva che tali trattative fra il governo afgano e i talebani si sarebbero tenute a Oslo. Tuttavia, dopo una serie di esplosioni effettuate dai talebani a Kabul e in altre città, vittime delle quali esplosioni sono stati anche soldati statunitensi, il presidente Donald Trump ha disposto di interrompere ogni contatto con i talebani.

Dopodiché la Cina ha tenuto a Pechino delle trattative con una delegazione di talebani. E di recente una delegazione di talebani afgani è stata ricevuta a Islamabad in un incontro di alto livello. In un’intervista rilasciata a Sputnik Natalya Zamaraeva, esperta dell’Istituto di studi orientali presso l’Accademia nazionale russa delle scienze, ha commentato questi fatti:

“Alla luce della brusca interruzione delle trattative tra gli USA e la commissione politica dei talebani appaiono assai rilevanti quelle tra Cina, Pakistan e talebani afgani. In occasione di queste ultime, infatti, si verranno a creare se non i futuri dirigenti politici del Paese, quantomeno parte di essi. L’insieme dei dirigenti sarà definitivamente prescelto in occasione delle trattative di Kabul con i talebani, ma fra questi dirigenti vi saranno molto probabilmente talebani di rilievo promossi durante le trattative con Pechino e Islamabad. La Cina negli ultimi anni è entrata attivamente nel processo negoziale per la risoluzione della questione afgana. Questo dialogo che vede partecipi grandi attori internazionali talvolta rallenta, talvolta accelera. In tale contesto il formato trilaterale volto al raggiungimento della pace e che vede partecipi Cina, Pakistan e Afganistan non fa che rafforzarsi. Pechino si sta proponendo come locomotiva di questo processo. La sua partecipazione attiva all’organizzazione del dialogo intra-afgano è giustificata dal desiderio di raggiungere la pace nella regione e dalla difesa dei propri interessi nazionali strategici”.

La scelta della piattaforma di Pechino per l’incontro interafgano con la partecipazione dei talebani è stata fortemente predeterminata dal supporto che in passato Pechino aveva dimostrato per la risoluzione della questione afgana. A tal proposito si è espresso in un’intervista rilasciata a Sputnik Zhu Yongbiao, direttore del Centro di studi afgani presso l’Università di Lanzhou.

“La Cina si comporta come una nazione responsabile che adempie ai propri doveri per la salvaguardia della pace. La Cina e l’Afganistan sono Paesi vicini: è quindi naturale che la Cina riservi la massima attenzione alla situazione intra-afgana e contribuisca al processo di pacificazione. Inoltre, le imminenti trattative sono state motivate da alcuni eventi passati, in particolare dal fatto che Trump abbia inaspettatamente dichiarato l’interruzione delle trattative di pace con i talebani. Il governo e il popolo afgani, il movimento dei talebani, altri gruppi politici e tutta la comunità internazionale stanno aspettando con impazienza il raggiungimento della pace in Afganistan. Per contribuire al processo di pacificazione in Afganistan la Cina ha svolto un ruolo di rilievo. La Cina ha organizzato diversi incontri con la delegazione di talebani. Le imminenti trattative in Cina sono la naturale continuazione di tali sforzi. La Cina non è parte del conflitto afgano, ma contribuisce in maniera significativa all’organizzazione della piattaforma di dialogo. Questa è la chiave dell’approccio cinese alla risoluzione della questione afgana”.

Le autorità afgane accettano l’attenzione dimostrata dalla comunità internazionale al processo di pacificazione. Di questo ha parlato in un’intervista rilasciata a Sputnik la portavoce del presidente afgano Ashraf Ghani. Tuttavia, stando alle sue parole, il governo afgano ritiene che tali sforzi volti al raggiungimento della pace debbano essere profusi sotto la guida del governo e del popolo afgani. Altrimenti non sarà possibile conseguire alcun risultato.

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Cina, USA, Afghanistan
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